Istituto Tecnico Agrario, il PD di Andria: “dalla Regione nessun ostacolo per il mantenimento”
“Per l’Ita di Andria si va verso una soluzione, per noi può rimanere tutto così com’è ora, ovvero una scuola paritaria della provincia”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale Alba Sasso, nel corso di un incontro avutosi con i responsabili del PD di Andria ed il consigliere regionale Filippo Caracciolo. L’assessore regionale aveva già chiarito la posizione della Regione durante un incontro con una delegazione di studenti accompagnati dall’assessore provinciale Camero. Nel corso di quell’incontro, la Sasso aveva spiegato agli studenti che quella di creare un indirizzo agrario all’Itis era una soluzione condivisa, se non sollecitata, dall’amministrazione provinciale che aveva manifestato le difficoltà economiche legate al mantenimento dell’Ita di Andria. Secondo Filippo Caracciolo “sta alla provincia ora fare la sua parte e dimostrare nei fatti che non era intenzione dell’amministrazione provinciale disfarsi dell’Istituto”. “L’assessore Sasso ha spiegato chiaramente- ha proseguito Caracciolo- a noi ed agli studenti che la strada della statalizzazione che propone l’assessore Camero è poco praticabile, infatti il ministero, in questo clima di accorpamenti e tagli, ha rifiutato altre statalizzazioni proposte dalle Regione Puglia per altri istituti. Se si vuole davvero mantenere viva la lunga tradizione dell’Ita di Andria, l’unica soluzione praticabile è mantenere quella scuola come paritaria. Per la Regione Puglia non ci sono motivi ostativi a questa soluzione. Anche se temo che la questione possa riproporsi tra qualche anno senza un vero rilancio”. “Certo, c’è poco da stare tranquilli –ha commentato Vincenzo Antolini- questa amministrazione provinciale ha le sue priorità: spendere per fare clientele, risparmiare dove non se ne possono fare. Non riesco a trovare altre spiegazioni mettendo sulla stessa bilancia da un lato i finanziamenti, mascherati, ad un’università privata, che poco ha da dare al territorio, e dall’altro la necessità di sfoltire i costi di gestione legati all’Istituto Tecnico Agrario di Andria, che invece ha dato al territorio tanto e che, invece, meriterebbe di tornare ai fasti del passato. A queste scelte scriteriate bisogna sommare tante contraddizioni e tante spese “voluttuarie”, dall’adesione al Patto Territoriale, che aveva un senso quando nacque ma che oggi dovrebbe essere assorbito dalla provincia stessa, fino alla pianta organica esagerata. In definitiva, non ci pare proprio che quello voluto dal centrodestra sia un esempio di ente virtuoso”.
Segreteria PD Andria






























