Andria3: “questo sport della presa d’atto”

lunedì, 20 febbraio 2012
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L’amministrazione comunale Giorgino sta abituando i consiglieri comunali allo sport della “presa d’atto”. Che vuol dire?! Semplice: vengono sottoposte alla massima assise delle delibere che si chiamano proprio così: “presa d’atto”. Le tematiche sono le più disparate (finanza, opere pubbliche, urbanistica ecc..) e la forma è questa: “presa d’atto”. Cioè: NIENTE! Niente nel senso che giuridicamente non è previsto da nessuna parte che i consiglieri comunali possano deliberare su delle semplici constatazioni, su ratifiche del lavoro altrui. Perchè di questo si tratta: non possono intervenire per emendare, non possono cambiare una virgola di queste proposte di delibere, non possono esercitare il loro diritto/dovere regolamentare, nè di indirizzo nè di controllo. Eppure si chiede loro di discuterle, probabilmente per fare un po’ di scena, e poi alzare la mano al momento del voto. Ma che senso ha votare un atto inesistente nella sua forma giuridica? Come gruppo politico, per la prima volta presente in Consiglio Comunale, ce lo stiamo chiedendo dall’inizio della consigliatura e stiamo chiedendo ripetutamente spiegazioni al segretario generale, al presidente del Consiglio, ai rappresentanti amministrativi. Ci viene ogni volta farfugliato qualcosa ma di riferimenti normativi certi che legittimino tale modo di fare nemmeno l’ombra. Forse fa parte di quella voglia di cambiare che tanto in campagna elettorale si è decantata. E allora: visto che non cambia nulla in concreto, i nostri amministratori attuali hanno pensato di provare a cambiare le regole del Consiglio Comunale. Chissà che non torni utile a qualcosa! Ma così si sta andando proprio a ruota libera, altro chè. E sembra che vada assolutamente bene alla quasi totalità dei consiglieri comunali ai quali, probabilmente, sfugge che gli atti su cui è chiamato a pronunciarsi DEVONO avere una forma ben precisa. Questo è preoccupante. Ma che significa “prendere atto” da parte di un organismo che è deliberativo per eccellenza? Al limite potremmo parlare di “comunicazioni” che si fanno al consiglio comunale (come avviene in materia di prelievo dal fondo di riserva) e allora, correttamente, in questi casi nè c’è discussione nè tanto meno votazione. La cosa che ci allarma è che questa amministrazione, proprio su temi fondamentali, sceglie la forma della presa d’atto. Ma perchè mai insiste? Per esempio è accaduto che nell’ultimo consiglio comunale, in materia urbanistica (dove anche un respiro è normativamante tipizzato!), si è scelto di “prendere atto” del lavoro che l‘ Ufficio Tecnico Comunale, insieme alla Regione Puglia, hanno svolto per giungere alla redazione di una tavola unica di zonizzazione, la n. 513 (abbiamo avanzato dubbi anche sulla nomenclatura di questa tavola). Ora, senza entrare nel merito perchè ce ne sarebbero di cose da dire e di tempo da dedicare, ANDRIA3, unitamente a PD, IDV e SEL, non ha partecipato al voto sollevando una pregiudiziale appunto sulla forma (inadeguata) della delibera. Ha chiesto che al limite si derubricasse quella delibera ad una semplice comunicazione, senza discussione nè votazione. Nulla da fare. La maggioranza, accampando le motivazioni più disparate, non ha voluto seguire questa linea. Figuriamoci! Comunque, è bene ricordarlo, ANDRIA3 e le altre minoranze si sono comportate analogamente tutte le volte in cui, dall’inizio di questa consiliatura, questa amministrazione ha sottoposto in Consiglio delle prese d’atto. E’ una scelta che, al di là della valenza politica, ha proprio un sub-strato tecnico, incontestabile ed inattaccabile perchè giuridicamente corretta. E’ chiaro che c’è chi non la pensa come noi e magari si convincerà solo quando ci saranno cittadini che impugneranno tali tipologie di delibere perchè giuridicamente non idonee a produrre gli effetti voluti. Per ritornare al caso ultimo: con una “semplice” presa d’atto si è inserito nel nostro P.R.G. una nuova tavola di riferimento. Senza fare una variante (che verrà dopo). Senza fare una procedura motivata e giuridicamente corretta. Semplicemente perchè pare che la Regione Puglia abbia suggerito di fare “una presa d’atto”! Anche se, a ben leggere le carte, come si è avuto modo di spiegare già in consiglio, non è andata proprio così. Cosa simpaticissima è che tutta questa manovra è servita a più d’uno a dire che il Consiglio Comunale ha adottato una delibera “epocale”, ha dato una svolta senza precedenti in materia urbanistica. Per una “presa d’atto” (= nulla) tutta questa enfasi, figuriamoci quando ci sarà la variante tecnica al PRG (speriamo presto) che cosa accadrà: ci sarà la banda per strada il giorno di quel Consiglio Comunale! Insomma, ciò che ci preme evidenziare è che le prerogative dei consiglieri comunali, con l’amministrazione Giorgino, sono sempre più mortificate. Mai un atto di indirizzo che parta dal Consiglio, mai la possibilità di esercitare la potestà regolamentare, mai quella di controllo sugli atti, mai una condivisione aperta su argomenti nodali per la Città. Tutta una farsa, un riccio vuoto. Questo è, se vi pare! Peccato: perchè il nostro gruppo (come anche altri gruppi di minoranza) ha sempre dimostrato che in quei rari casi in cui il percorso è stato corretto, c’è stato tutto il sostegno finanche a migliorare le delibere sottoposte all’attenzione die gruppi consiliari. Ma è chiaro che questa amministrazione, volutamente, tende ad escludere il Consiglio per comodità. Meno rogne, meno discussioni. E intanto noi consiglieri vediamo svilito sempre di più il nostro ruolo. Con l’aggravante che dobbiamo sentirci fare le prediche sulla mancata unità d’intenti! Ad ogni buon conto, sulla vicenda specifica della tavola unica di zonizzazione, data la tecnicità della stessa, siamo ovviamente a disposizione per qualsivoglia tipo di confronto e/o chiarimento. Ci preme precisare che nemmeno la L.R. 56/80 di riferimento in materia urbanistica parla MAI di “presa d’atto”, diversamente da quanto erroneamente affermato nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale dagli esponenti tecnici e amministrativi…. Così è, se vi pare!

Andria3 – Movimento Politico Culturale

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