Dal Parlamento indicazioni per migliorare il percorso di nascita
“Abbiamo posto al Parlamento e al Governo i nodi e le questioni riguardanti il livello della qualità delle prestazioni sanitarie offerte nelle sale parto”. Così l’on. Benedetto Fucci, deputato del PDL e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo medico, commenta il dibattito avviato oggi alla Camera sul documento conclusivo del filone di indagine sui punti nascita di cui è relatore. “In molte aree del Paese vi sono strutture ormai del tutto marginali nelle quali vi sono tecnologie inadeguate e carenze organizzative inaccettabili. E nelle quali, soprattutto, viene effettuato un numero di parti talmente basso (a volte si tratta di 5-6 eventi al mese) da renderle pericolose. Si pensi al fatto che gli standard internazionali ormai riconosciuti dalla comunità scientifica indicano in circa 800-1.000 parti annui la soglia di sicurezza sotto la quale nessuna struttura dovrebbe scendere.
Così si spiega per esempio l’emergere sempre più forte di fenomeni quali il boom dei tagli cesarei e la medicina difensiva”, aggiunge Fucci. “I dati elaborati dalla Commissione, che sono il frutto di un lavoro lungo e complesso che ha avuto come controparti gli assessorati regionali alla Salute e le Procure della Repubblica di tutto il Paese, dimostrano come nei punti nascita italiani vi siano professionalità di altissimo livello che però scontano, molto spesso subendo danni professionali e azioni giudiziarie, inefficienze gestionali e ritardi tecnologici. Senza dubbio è anzitutto su questi terreni che è necessario agire. L’auspicio – conclude Fucci – è che anche grazie ai contributi del Parlamento vi siano riforme e miglioramenti utili a creare condizioni di sicurezza sempre più stringenti nei punti nascita”.
Roma, 20.02.2012






























