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    Aggiunto da Redazione il 2012-04-23

    “Un licenziamento pretestuoso che sembra una vendetta trasversale”, Luigi Antonucci, segretario generale Cgil Bat, annuncia la presentazione di un ricorso al Giudice del Tribunale del Lavoro. La Cgil di Barletta – Andria – Trani ha deciso di presentare ricorso contro il licenziamento dell’operaio di San Ferdinando di Puglia, marito della donna albanese vittima di molestie da parte del suo datore di lavoro, il titolare di un’azienda metalmeccanica nella quale lavoravano entrambi. Lei ha trovato nei mesi scorsi il coraggio e la forza di denunciare l’inferno nel quale era costretta a vivere, ora suo marito viene allontanato dalla ditta dopo essersi rifiutato di accettare la trasformazione del suo contratto di lavoro da tempo pieno in part-time. “Sembra di trovarsi di fronte ad una vendetta trasversale – commenta Luigi Antonucci, segretario generale Cgil Bat – per far pagare all’intera famiglia il prezzo salato della denuncia delle molestie subite dalla donna. L’esame delle due lettere, la prima nella quale si chiede il part-time e la seconda nella quale si annuncia il licenziamento dell’operaio di San Ferdinando di Puglia, ci hanno convinto dell’inesistenza dei presupposti per un suo allontanamento dal posto di lavoro, le motivazioni riportate appaiono palesemente pretestuose e per questo abbiamo deciso di impugnare il provvedimento e di presentare ricorso al giudice del Tribunale del Lavoro”. “Già in occasione delle denunce dell’impiegata siamo intervenuti stigmatizzando con fermezza la vicenda, oggi vogliamo – prosegue Antonucci – lanciare un appello a tutte le lavoratrici e i lavoratori affinché sollevino il velo dell’indifferenza e rompano il silenzio nel quale spesso si rifugiano, in quanto vittime del lavoro “nero”, dello sfruttamento della manodopera o di molestie di ogni genere. Troppo spesso sentiamo di datori di lavoro che in maniera più o meno palese approfittano delle loro dipendenti usando lo strumento del ricatto”. “Invitiamo tutti – conclude il segretario generale – a non abbassare mai la testa e a prendere consapevolezza dei propri diritti per non piegarsi a nessun ricatto sociale ed economico e, per questa ragione, noi della Cgil offriamo tutto il nostro appoggio alle donne vittime di attenzioni troppo particolari da parte di certi datori di lavoro convinti che le dipendenti della propria azienda siano di loro proprietà”.

    Ufficio Stampa CGIL BAT

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