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    Aggiunto da Redazione il 2012-04-30

    C’è da rimanere stupiti nel leggere le esternazioni in ordine all’istituzione dell’Alberghiero a Trani da parte del Dirigente Scolastico dell’Istituto Tecnico Statale “Aldo Moro”, Prof. Michele Faraone Mari, se non altro perché con astuzia evita di riferire il parere, favorevolmente espresso all’insediamento dell’indirizzo, nell’ambito dell’Iiss “Bovio”, dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, suo sovraordinato. C’è da chiedersi d’altronde, come poteva essere altrimenti se i “Servizi per l’enogastronomia e la ricettività alberghiera” sono da sempre incardinati nell’ambito degli Istituti Professionali e non anche in quelli Tecnici? Il paradosso si sfiora quando il DS, nell’esaltare la bontà dell’idea avanzata dal proprio Istituto, sostiene “la nostra proposta avrebbe consentito anche di verificare l’impatto dell’istituzione del nuovo indirizzo e conseguentemente di programmare con ogni cognizione la futura istituzione autonoma di un istituto alberghiero”, come dire: intanto lo sperimentiamo da noi! Aggiunge altresì “l’Ites Moro avrebbe potuto alloggiare la sezione commerciale del Professionale Bovio e 2 sezioni dell’istituendo alberghiero”, come dire il “Bovio” lo fagocitiamo noi! Il Prof. Faraone Mari probabilmente ignora che l’indagine preliminare, effettuata al riguardo dal VI Settore della Provincia di Barletta Andria Trani, già evidenziava che oltre 700 alunni del nostro territorio frequentano l’Istituto Alberghiero di Molfetta, tant’è che le specifiche preiscrizioni a valere sul prossimo anno scolastico al nuovo Alberghiero tranese, nonostante siano state arginate, sfiorano i 150 alunni; come dire, che si formeranno non meno di 6 prime classi e non soltanto 2, che si aggiungono a quelle che si formeranno per coloro che hanno optato invece per gli indirizzi preesistenti. Posto che l’esternazione ha evidenziato altresì che l’Ites “Moro” ha spazio sovrabbondante nei plessi di cui dispone, mi domando: perché mai il Preside, soltanto qualche mese fa, ha espresso parere contrario alla cessione di alcune aule al contermine Liceo “Valdemaro Vecchi”, costretto a tenere gli studenti in spazi angusti ed insufficienti? Nella vicenda sono evidenti tutte le storture che si determinano per via dell’impianto normativo di riferimento, in particolar modo del DPR 275/99 sull’autonomia scolastica, che spesso trasforma gli Istituti in autentiche Roccaforti, da difender contro coloro che possono decretare la fine di quell’autonomia, per essere nel caso di specie l’Istituto Tecnico Commerciale “A. Moro” al limite dei 600 alunni iscritti, fattore che lo spinge verso mire espansionistiche o da protegger da chi potrebbe depredarne beni, fra questi le aule, quasi non fossero patrimonio della Provincia. E per esser ancor più chiari, qualora l’Istituto Commerciale finisse sottosoglia perderebbe i titolari Dirigente Scolastico e DSGA (Segretario) e ciò determinerebbe un disagio al DS Prof. Faraone Mari, che probabilmente nella circostanza non è sereno tanto che, in piena campagna elettorale, derogando al ruolo neutrale che si addice ad una istituzione scolastica, si abbandona invece ad imbarazzanti invettive verso gli incolpevoli amministratori tranesi, accusandoli di miopia. Preside, mi perdoni, ma le diottrie non c’entrano niente col dimensionamento della rete scolastica provinciale!

    POMPEO  CAMERO

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