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    Aggiunto da il 2012-06-06

    Questa mattina è stata diffusa la notizia delle mie dimissioni da Coordinatore del Partito Democratico di Andria. Ho la sensazione che la notizia abbia destato clamore tra gli addetti ai lavori e, pertanto, dal momento che sono stato raggiunto telefonicamente da molti giornalisti. Avevo pensato di diffondere la notizia dopo averla comunicata al coordinamento cittadino del Pd, che si riunirà il giorno 15 giugno, ed al quale mi presenterò dimissionario. A questo punto ritengo doveroso puntualizzare la situazione, dal momento che, con mio grande sgomento, il testo di una lettera da me indirizzata ai membri della segreteria politica del Pd è stato consegnato a qualche giornalista. Le ragioni della mia decisione sono molteplici e soltanto in minima parte dovute all’esito dell’ultimo consiglio comunale. Non posso negare di non aver gradito il fatto che la maggioranza di centrodestra abbia votato con parte del nostro gruppo consiliare, ma non è mia intenzione né aprire polemiche sterili né gettare fango sulle persone che rappresentano degnamente il mio partito in consiglio comunale. Il nodo centrale della questione, tuttavia, non è rappresentato né dalle modalità di nomina dei revisori dei conti, del resto tutto il gruppo del Pd ha sostenuto lealmente l’ipotesi del sorteggio integrale salvo esprimere una preferenza allorquando tale ipotesi è stata rigettata dalla maggioranza, né dalle persone indicate, né tanto meno dalle modalità di esercizio delle funzioni dei consiglieri comunali; ma è rappresentato dalla necessità di aprire anche ad Andria un dibattito serio e franco su quale deve essere il futuro del nostro partito. Da un lato c’è la necessità di aprire il Pd di Andria verso le contaminazioni positive di chi ancora oggi ci guarda con interesse ma non aderisce al nostro progetto politico, dall’altro la necessità di costruire, attraverso un’opposizione credibile, riconoscibile e coerente all’amministrazione guidata dal Pdl, un’alternativa di governo anche per la nostra città. Intorno a questi temi come classe dirigente ci siamo lungamente confrontati e non sempre abbiamo adottato le scelte tattiche o strategiche più opportune. Avevo ritenuto, insieme ad altri e molto prima che si celebrasse l’ultimo consiglio comunale, che resettare gli organi dirigenti del Pd di Andria potesse essere di stimolo per “riaprirci” a tutti quegli ambiti associativi, del mondo del lavoro, del mondo giovanile con i quali intendiamo non solo interloquire ma stringere collaborazioni fattive, e potesse dare nuovo slancio all’attività politica che non può limitarsi all’attività dei consiglieri comunali. Infine, sulla scelta di presentarmi dimissionario al prossimo coordinamento, ci sono ragioni strettamente personali che nell’ultimo periodo non mi hanno consentito di guidare a tempo pieno il partito. Sarà ora il coordinamento ad indicare la strada da seguire, attraverso un dibattito franco, libero e sereno. Per quanto mi riguarda il Pd rimane la mia casa politica e conto di dare ancora un mio, seppur modesto e probabilmente più limitato, contributo.

    Vincenzo Antolini

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