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    Aggiunto da il 2012-06-13

    Bari, 14 giugno 2012 – Costruire una rete continuativa e istituzionalizzata tra medici di medicina generale e reumatologi, capace di indirizzare in maniera rapida ed efficace il paziente con artrite reumatoide presso lo specialista reumatologo di riferimento; rafforzare il piano di prevenzione regionale per favorire la diagnosi precoce e intervenire precocemente nell’evoluzione della malattia; confermare la collaborazione tra Istituzioni locali e strutture ospedaliere, a tutela e beneficio delle persone che ogni giorno convivono con questa patologia cronica, circa 1 persona su 200 in regione. Sono questi i temi al centro del progetto “Il Paziente al Centro”: un’iniziativa promossa da APMAR – Associazione Persone con Malattie Reumatiche, in collaborazione con il Policlinico di Bari e il suo Dipartimento di Reumatologia, Centro di eccellenza nazionale nel trattamento dell’Artrite Reumatoide, per favorire l’informazione su una patologia ancora troppo spesso sottovalutata. Nonostante colpisca, secondo le stime, le articolazioni di oltre 20 milioni di persone nel mondo, di circa 300 mila italiani e oltre 20 mila pugliesi, e pur essendo una delle malattie autoimmuni più diffuse (8 volte più frequente della sclerosi multipla, ad esempio), l’artrite reumatoide è spesso confusa con patologie meno gravi, come l’artrosi. Il suo impatto sulla vita dei pazienti è invece fortissimo: entro i primi due anni il 10% sviluppa un’invalidità grave, meno del 50% mantiene un’attività lavorativa o svolge le normali attività a 10 anni dall’esordio, e oggi l’artrite reumatoide è una delle malattie reumatiche più invalidanti con cui combattono classe medica e pazienti. Eppure in Italia la diagnosi è ancora troppo lenta. In questo contesto, il Dipartimento di Reumatologia di Bari rappresenta un punto di riferimento importante per l’intera regione e per numerose realtà in Italia, grazie alla professionalità e all’impegno dei medici e degli operatori sanitari che in esso vi lavorano e alla proattività con cui Associazione pazienti e Istituzioni locali si prodigano per i pazienti. Per questo motivo l’APMAR ha voluto premiare l’impegno dell’Assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Ettore Attolini, e del Direttore AReS Puglia, Francesco Bux, per la costante e forte attenzione nei confronti delle persone con patologie reumatiche. “L’artrite reumatoide è una patologia cronica che interessa le piccole e le grandi articolazioni. Può comparire a ogni età, tuttavia si presenta generalmente tra i 35 e i 50 anni e colpisce soprattutto le donne, che rappresentano circa il 75% dei pazienti. Eppure è ancora oggi poco conosciuta ed è spesso confusa con altre malattie reumatiche meno gravi. La causa scatenante della malattia è ignota: si tratta con ogni probabilità di una concomitanza di fattori. La predisposizione genetica riveste un certo ruolo e determina una risposta immunitaria che è però condizionata dagli agenti ambientali”, spiega il Prof. Giovanni Lapadula, Direttore dell’ Unità Operativa di Reumatologia Universitaria di Bari. Il ritardo della diagnosi e conseguentemente dell’inizio del trattamento giusto per i pazienti può però avere pesanti ripercussioni sulla qualità di vita di chi è colpito dalla malattia. Ed è proprio per favorire una tempestiva diagnosi che parte integrante del progetto “Il Paziente al Centro” sarà l’ “Open Day” del 25 giugno, ovvero una giornata di screening gratuito organizzato dal Policlinico di Bari presso l’Unità Operativa di Reumatologia. In quella giornata, tra le 10 e le 13 e tra le 15 e le 18, si effettueranno gli esami gratuiti di capillaroscopia ed ecografia, semplicemente prenotando il proprio turno attraverso il numero verde dell’APMAR: 800984712. Il centralino sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12, e le visite saranno effettuate secondo l’ordine di arrivo. “L’iniziativa promossa da APMAR – spiega la presidente Antonella Celano – è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Prof. Lapadula, da sempre punto di riferimento essenziale per i pazienti con artrite reumatoide in regione e non solo, e al Policlinico di Bari. Il progetto intende promuovere l’informazione sul ruolo chiave della diagnosi precoce, sull’importanza del costituire una rete di riferimento tra medici di medicina generale e reumatologi per i pazienti e sul messaggio di speranza e positività che deve accompagnare chiunque si trovi ad affrontare il seppur difficile momento della diagnosti di AR. Oggi, infatti, esistono opportunità impensabili solo fino a qualche anno fa, da molteplici punti di vista, e le sfide che una persona con artrite reumatoide deve affrontare possono essere meno insormontabili e fare meno paura”. Il Dottor Luigi Santoiemma, medico di medicina generale e componente della commissione appropriatezza della regione Puglia, spiega: “La diagnosi precoce può cambiare la storia delle persone che devono fronteggiare questa patologia. Purtroppo al momento non esiste, a livello istituzionale, un modello di percorso dignostico-terapeutico dedicato, che possa consentire in modo sistematico una diagnosi sufficientemente tempestiva. Esistono sicuramente esperienze molto positive e auspicabili su larga scala – come quella intrapresa con il Prof. Lapadula – che consentono, per esempio attraverso un canale telefonico riservato e dedicato, di poter subito segnalare casi sospetti di artrite reumatoide. Queste esperienze sono, tuttavia, il risultato di iniziative private che funzionano anche per vicinanza geografica.”
    L’importanza di una diagnosi precoce si riflette anche nel successo dei trattamenti oggi a disposizione dei clinici: “A parità di cure – ha spiegato il Prof. Lapadula – l’efficacia risulta di gran lunga maggiore nella fase iniziale della malattia. Un ritardo di pochi mesi nell’inizio del trattamento, infatti, può avere pesanti ripercussioni sulla qualità di vita del paziente, che oggi può invece contare su molteplici opzioni terapeutiche”. Tra le più importanti novità a disposizione dei clinici, le terapie biologiche, introdotte relativamente pochi anni fa, sono oggi in grado di consentire un soddisfacente controllo della malattia e dell’evoluzione del danno erosivo articolare, in tempi relativamente rapidi e in un numero elevato di pazienti in cui la terapia con farmaci tradizionali non abbia dato il risultato sperato. “Siamo soddisfatti di aver aderito a un progetto volto a favorire la conoscenza dell’artrite reumatoide – spiega il Direttore Generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli. “Il nostro Ospedale può vantare numerosi servizi volti a facilitare la vita delle persone diagnosticate con artrite reumatoide, cui abbiamo la certezza di offrire una assistenza a 360° da parte del nostro eccellente Dipartimento di Reumatologia e dalle equipe multidisclipinari cui è affidata la gestione delle numerose patologie correlate. Si tratta di iniziative e servizi attraverso i quali cerchiamo di migliorare la qualità di vita di chi già deve affrontare la difficile convivenza con questa malattia”. “Roche ha voluto supportare il progetto ‘Il Paziente al Centro’ con l’obiettivo di favorire la conoscenza dell’artrite reumatoide, una malattia complessa, fortemente invalidante, che nonostante colpisca oggi quasi 300 mila pazienti nel nostro Paese, appare ancora fortemente misconosciuta – afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato di Roche S.p.A. – Il nostro impegno nel settore è costante ed è testimoniato dagli investimenti fatti in ricerca per offrire soluzioni innovative capaci di agire sulla progressione della malattia e contribuire così a migliorare la qualità di vita di chi ogni giorno convive con l’artrite reumatoide – continua de Cicco. Al contempo Roche è a fianco di clinici e pazienti nel creare e sostenere progetti informativi volti ed accrescere la consapevolezza dell’importanza di una diagnosi tempestiva, in una patologia in cui il fattore tempo risulta spesso cruciale per un positivo intervento da parte di clinici e operatori sanitari, a beneficio delle persone con artrite reumatoide.”

    Ufficio Stampa Csv San Nicola

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