L’Amministrazione ha partorito finalmente l’emendamento “monstre” richiesto dai Revisori dei Conti e così in un colpo solo ben oltre 36 milioni di euro di opere ed investimenti da realizzarsi nella nostra città nei prossimi tre anni vengono cancellati. Alquanto disperato è il tentativo del presidente del consiglio di minimizzare la questione, definendo tale emendamento non “radicale” ma “semplicemente” una espunzione di opere dal piano degli investimenti. Addio quindi alla ristrutturazione di Palazzo Ducale, alla sistemazione di Via Regina Margherita, all’adeguamento sismico del Tribunale, alla sistemazione del mercato in Falcio Giugno, alla Realizzazione della Scuola Materna nella 167 nord, al Teatro nell’ex mattatoio, alla Manutenzione di molte Scuole Elementari e Medie della nostra città. E questo solo per elencare alcune delle opere che non potranno più essere fatte nella nostra città. Un sentito grazie al Sindaco Giorgino, alla sua Amministrazione e alla maggioranza di centro-destra che governa questa città da parte di tutti i cittadini andriesi a cui speriamo si abbia la decenza di dare una spiegazione seria e non, come al solito, demagogica. Lo sforamento dei parametri di indebitamento era una situazione già nota da tempo e non si è avuto il coraggio politico di spiegarlo chiaramente, a tempo debito, all’intero consiglio comunale ed alla città. Anche l’emendamento presentato per eliminare gli oltre 36 milioni di euro di investimenti dal bilancio comunale è un operazione politicamente codarda. Infatti l’emendamento è stato firmato dal dirigente del settore finanziario e non anche, come gli altri presentati, controfirmati dall’Assessore alle Finanze e dal Sindaco. Pure questa volta Giorgino & c. scappano davanti alle loro responsabilità e danno prova della loro incapacità di gestire correttamente le finanze comunali e pianificare gli investimenti. Troppo facile pensare che alla fine chi deve pagare il conto, certamente salato, deve essere sempre il cittadino che vede aumentare la pressione fiscale in cambio di servizi sempre più scadenti ed una città sempre più allo sbando.
L’ALTERNATIVA








