Rifiuti pericolosi in contrada Cocuzzo: l’inciviltà degli abitanti procura danni all’ambiente

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Nel mio girovagare alla ricerca di alberi plurisecolari, mi è capitato di imbattermi in vari cumuli di materiali di risulta fra cui uno con pannelli di eternit proprio in contrada Cocuzzo, lungo la strada asfaltata e poi in terra battuta che porta ad una delle grandi querce di Andria. In altri cumuli, plastica, vetro, scheletro di un televisore, rifiuti di materiale organico con esalazioni pestifere, flaconi vuoti di puzzolenti veleni usati in agricoltura. Qualche cumulo risulta bruciacchiato. Sicuramente lo sversamento è opera di vari proprietari di ville esistenti nella contrada. Vorrei rivolgere qualche parolina a questi.

Il depositare rifiuti organici lungo la stradina , e non solo, si ritorce a vostro danno, perché, per dirne una, in questo modo consentite agli insetti , fra cui le odiose zanzare,di nutrirsi e proliferare in quantità abnorme. Poi arrivano nelle vostre ville, vi tormentano e via a comprare insetticidi di ogni genere, cioè altri veleni. E , esaurito l’insetticida, i flaconi li abbandonate nelle vostre campagne.

Non date la colpa ai politici: è vostra e soltanto vostra. In alcune città estere molti topi hanno acquisito resistenza ai veleni, sono molto più grossi del solito, e non c’è modo,perciò, di sterminarli. E se dovessero acquisire resistenza anche agli italici veleni agricoli? Poveri voi: rischiereste di trovare topi nel letto, nel bagno, nelle dispense,etc. Fra rifiuti organici abbandonati ovunque, insetticidi, veleni usati dagli agricoltori e flaconi abbandonati non so quanto ci sia di aria pulita.

Ma come: vi costruite le ville per respirare un po’ di aria pura, per godere la bellezza paesaggistica di questo scorcio di campagna e voi, insieme agli agricoltori, siete i primi a deturparla in ogni modo? L’ eternit, abbandonato da chissà quanti anni, è ormai sfibrato, sfilacciato e sicuramente rilascia le microscopiche particelle, che, sospinte dal vento ,potrebbero raggiungervi e causare gravi danni ai vostri polmoni. E’ il terzo anno che frequento la contrada per studiare la grande quercia, le macchie di quercia che si formano lungo i confini interpoderali, nonché il rimboschimento a pini e ogni anno la contrada diventa sempre più sporca. L’estate scorsa ho visto residui della lavorazione dei pomodori per la salsa insieme ad alcuni indumenti, bicchieri e piatti di plastica bruciacchiati. Questi erano in un terreno, in parte coltivato ad uliveto, vicino ad una villa e più in là vi è la quercia plurisecolare. Fra qualche anno camminerete fra i vostri stessi rifiuti, che per ora giacciono ai lati delle stradine. Nel giorno di Pasquetta volevo rivisitare la grande quercia di Cocuzzo, ma all’improvviso si espanse nell’aria un orribile fetore tipo pesce in avanzato stadio di putrefazione.

Ritenevo durasse pochi minuti, invece perdurava e, pensando ai miei polmoni, feci dietro-front. Tutto questo sarà normale per voi ma per me no e sarò costretto a non osservare più lo sviluppo sia della grande quercia, sia di quelle interpoderali,che dell’odioso rimboschimento a pini. Per la verità nel rimboschimento non ci ho messo più piede perché due estati fa avventuratomi un po’ più all’interno fui investito da una pioggia di pallini sparati dai cacciatori. Lungo i bordi del rimboschimento trovo tratti di terreno ricoperto da tappeti di cartucce. Ma, ammesso che sia consentita la caccia lungo i confini di rimboschimenti e boschi( e se non sbaglio è vietato), i cacciatori non sono tenuti a raccogliere le proprie cartucce vuote, (Legge Regionale 13 agosto 1998, n° 27, comma 10)?

Nicola Montepulciano


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