I Brudaglio: scultori andriesi tra il ‘700 e l’800

I-Brudaglio-scultori-andriesiUna ricerca singolare quella Vincenzo Zito, il quale ha cercato di far luce sulla storia di una famiglia andriese: i Brudaglio. Non tutti sanno che questa famiglia andriese è stata protagonista nel settore della produzione di grandi opere di notevole valore artistico e storico. Quello che vi mostriamo qui sotto è un articolo firmato dallo stesso Zito il quale fa un appello a chiunque voglia collaborare in particolare per il ritrovamento di un registro, utile per ricostruire la storia dei lavori firmate da questa famiglia di artigiani: Quella dei Brudaglio è stata una famiglia di scultori Andriesi che, tra ‘700 e ‘800, ha prodotto una quantità innumerevole di statue a carattere religioso che sono sparse tra la Puglia, la Basilicata ed anche oltre.

Piuttosto misconosciuti in patria, godono di una notorietà molto diffusa nelle nostre regioni, al punto che la Pro-Loco di Minervino gli ha persino dedicato una pagina nel suo sito WEB. I Brudaglio, per l’attività svolta, avevano un ruolo sociale elevato al punto che alcuni sono stati insigniti del titolo di “Don”.

Capostipite della famiglia sarebbe un Domenico del quale si sa solo che nel 1713 avrebbe scolpito una statua della Vergine di Loreto per l’omonimo santuario di Trinitapoli. Tuttavia al momento non si conoscono fonti certe sull’esistenza di questo Domenico. Maggiori notizie si hanno su Nicolantonio (1703-1788 circa), su suo figlio Vito (1755-1840) e su Riccardo (ucciso nel 1799), forse suo nipote. Attivi nell’800 si annoverano Andrea (1786-1859), Michele (1800-1836) e il secondo Vito (1854-inizi del ‘900). E’ proprio quest’ultimo che, secondo il Merra («Il convento e la chiesa di S. M. Vetere in Andria» in Monografie Andriesi, 1906), possedeva un registro delle opere realizzate dai suoi antenati.

Diversi studiosi si sono cimentati nel tempo in un lavoro di ricostruzione del catalogo delle opere di questi valenti artigiani. Tuttavia questo lavoro é rimasto largamente incompleto, anche perché molte delle loro opere non sono più reperibili o non sono individuabili. Al fine far luce sull’attività di questi nostri concittadini un contributo significativo potrebbe darlo proprio il suddetto registro dei lavori, documento purtroppo tutt’ora irreperibile. Scarse, purtroppo, sono anche le notizie relative ai discendenti del secondo Vito, i quali dovrebbero aver ereditato il possesso del predetto registro. Sulla sua numerosa discendenza si sa solo che i sui membri si sono allontanati da Andria. Precisamente Nicolantonio è deceduto a Roma nel 1954, Giacinto a Napoli nel 1978, Alfonso a Napoli nel 1964 e Francesco a Salerno nel 1967.

Proprio per contribuire a far luce sull’attività di questi valenti andriesi, se tale registro è ancora in possesso di un discendente della famiglia sarebbe opportuno che sia messo a disposizione degli studiosi. Certamente sarà un gesto degno di essere apprezzato e consentirà di dare la giusta collocazione storica ai loro antenati.

Vincenzo Zito