Andria, trasformare il vecchio mercato comunale di via Flavio Giugno in un contenitore culturale. Perché no?

vecchio-mercato-comunale-di-Andria-piazza-chiesa-sant-agostino1931: è questa la data incisa sul portone d’ingrasso in ferro battuto del MERCATO COMUNALE coperto di Via Flavio Giugno nel borgo di Sant’Agostino. Sono trascorsi oltre ottantatre anni dalla sua nascita. Un’opera lungimirante della classe politica dell’epoca che volle dotare il centro storico di un’area mercatale. Allora il centro storico brulicava di gente, di botteghe artigiane, di negozi, di uffici pubblici e privati.

Gli anni sono passati, molte cose sono cambiate, il centro storico è stato abbandonato. Artigiani, negozianti e uffici sono spariti. Solo il vecchio MERCATO COMUNALE è rimasto lì. Ma il suo degrado è molto grave. In ottantatre anni l’unico intervento di risanamento risale agli anni novanta, allorché l’allora Sindaco di Andria, dott. Giannicola Sinisi, approvò un progetto di recupero. Ricordo che il MERCATO COMUNALE venne sospeso. Per alcuni mesi rimase chiuso. Fu un intervento assai modesto ed effimero. Infatti a distanza di pochissimi anni il degrado è tornato come prima. E oggi l’umidità è congenita all’interno del MERCATO COMUNALE. Le pareti sono fatiscenti e sporche. Le macchie di umidità si allargano a vista d’occhio. L’intonaco si stacca…

Eppure anticamente il vecchio MERCATO COMUNALE doveva essere un vero gioiello architettonico con le sue maestose volte, i suoi archi e soprattutto il suo splendido colonnato. Si dice che in passato sia stato il refettorio dei Padri Agostiniani.

Sarebbe opportuno, innanzi tutto, trasferire altrove il vecchio MERCATO COMUNALE, sempre all’interno del centro storico e garantendo l’occupazione agli attuali commercianti. E poi provvedere al suo completo risanamento, prima che sia troppo tardi.

Secondo noi, può diventare un altro contenitore culturale per la città: uno spazio, ad esempio, riservato esclusivamente alla musica: musica classica, da camera, sinfonica, del bel canto. Uno spazio culturale a sé stante, riservato anche a seminari, incontri, dibattiti, conferenze, mostre sulla musica, sui grandi musicisti, antichi e moderni, andriesi, italiani ed internazionali.

Uno spazio così in Andria non c’è e la città ne ha bisogno urgente nel terzo millennio.

prof. Riccardo Suriano