Carducci, Bassani e il “doloroso e glorioso passato” di Giuseppe Brescia

Giosue CarducciSu carta intestata al “Senato del Regno. Al Sindaco di Ferrara / questa prima copia / dell’ Ode intitolata all’ epica Città. / da Roma 10 maggio 1895 / Giosue Carducci” inviava come dedica per la elegante edizione di “Alla Città di Ferrara nel XXV Aprile del MDCCCXCV.”Ode di Giosue Carducci, Bologna, Ditta Nicola Zanichelli, 1895. L’ ode è costituita di tre parti. Notevole, nella Prima: “Come ne le scendenti spire de la conchiglia un’ eco / d’antichi pianti, un suono di lungo sospiro profondo /del grande oceano ond’ ella strappata fu, permane; così per le tue piazze dilette dal sole, o Ferrara, /il nuovo peregrino tende le orecchie e ode / da’ marmorei palagi su ‘l Po discendere lenta / processione e canto d’ un fantastico epos”.

La seconda Parte è fatta di veloci quartine: “Salve, Ferrara, co’ l tuo fato in pugno / ultima nata, creatura nova / de l’ Appennin, del Po, del faticoso dolore umano !” Infine, la terza Parte, formata da distici di 15 sillabe e da endecasillabi, è ispirata a forti sensi anti-clericali: “Maledetta sie tu, maledetta sempre, dovunque / gentilezza fiorisce, nobiltate apre il volo, / sii maledetta, o vecchia vaticana lupa cruenta, / maledetta da Dante, maledetta pe ‘l Tasso”.

Di sapore – per me – “bassaniano”, la Nota editoriale esplicativa che chiude la preziosa pubblicazione zanichelliana del 1895 ( non: “1885”, come nel Catalogo Manoscritti 3132 della Biblioteca Ariostea ). La nota, infatti, recita e chiosa: “In questi versi la storia di Ferrara, e anche la presitoria mitica, e fino la conformazione geologica e psicologica della sua provincia e popolazione, è introdotta a rappresentare la preparazione e lo svolgimento della epopea che doveva illustrarla. A queste prove la poesia può forse ancora resistere. Il presente è del dramma, del romanzo, del giornale: il futuro è di Dio: il passato, il doloroso e glorioso passato, può essere tuttora della poesia, massime in una storia complessa di tanti elementi com’ è l’italiana”.