Andria Antica – 18^ puntata: “I Patriarchi di Andria” – VIDEO

Dopo due anni, la rubrica “Andria Antica” curata dal prof. Riccardo Suriano e Nick Ferrara torna su VideoAndria.com e lo fa con una puntata speciale dedicata a dei veri e propri monumenti storici viventi del nostro territorio: le antiche e gigantesche querce secolari presenti nel nostro territorio. Guardate il video, che spettacolo! (Hanno collaborato: il ricercatore autodidatta Michele De Lucia, l’appassionato Marco Colasuonno e Daniela Lamonarca):

Esistono villaggi preistorici, esistono dimore millenarie, esistono fortezze medioevali. Ma esistono anche piante secolari nel nostro territorio. Di centro, duecento anni e persino anche oltre. Sono alcune querce disseminate sulle brulle pendici della Murgia Alta. Davvero testimoni del tempo. C’è chi si diverte a definirli veri e propri patriarchi della nostra terra, che hanno resistito ai capricci delle stagioni, alle minacce della siccità e delle carestie e alla violenza dei terremoti. La quercia di Marracone è una di queste: enorme, immensa, gigantesca, sovraumana. Neppure i leggendari ciclopi omerici possono rivaleggiare in grandezza e in larghezza. La quercia di Marracone sorge in Contrada omonima. Facilmente raggiungibile percorrendo la strada provinciale 231 (la ex 98) in direzione di Corato, primo svincolo per Andria, subito a destra alle spalle delle officine. La quercia di Maccarone vive da circa 270 anni. Le misure accertate sono queste: 14 metri di altezza (pari ad una palazzina di 5 piani), dai 4 ai 5 metri la circonferenza del suo tronco, la chioma si sviluppa per circa 5,30. Nata verosimilmente nella prima metà del ‘700 (1741), ovvero all’epoca di Carlo III di Borbone (Re di Napoli prima e di Spagna poi) addirittura prima dell’Illuminismo, prima ancora della rivoluzione francese. Davanti a lei si rimpiccioliscono l’uomo, le altre piante e tutti gli altri esseri viventi. Un vero monumento della natura. Davanti alla sua maestosità ogni essere vivente deve chinare la testa, come segno della propria impotenza e della propria inferiorità. Quelle girate da noi sono immagini più eloquenti di ogni altro discorso, di ogni parola e di ogni altro ragionamento. Andria può essere fiera di questo incredibile patrimonio naturale nel suo territorio. Ma la quercia di Maccarone è unica? No, ce ne sono ancora altre. La nostra ricerca ci ha spinti oltre, in Contrada Femmina Morta (sempre in territorio andriese) dove è presente un’altra quercia di grosse dimensioni. Forse leggermente più piccola rispetto a quella di Contrata Maccarone, ma altrettanto gigantesca. Ogni volta che ci si imbatte in questi giganteschi patriarchi naturali, rimaniamo esterrefatti. Nel medioevo, la murgia era interamente coperta da boschi fitti di querce. Sono le querce le piante autocnone delle nostre terre, non certamente i pini, importanti dal nord Europa. Più tardi, pastori e contadini gareggiavano tra loro per abbattere. Allevamenti, coltivazioni di mandorle, vigneti e uliveti ridussero drasticamente la superficie dei boschi di querce. Per fortuna, alcuni di questi giganti naturali furono salvati. Quasi certamente, come punti di riferimento e orientamento per le operazioni militari, di fatto, le carte geografiche militari le segnalano ancora oggi. Ai nostri amministratori locali e nazionali, noi suggeriamo una proposta di salvaguardia e di valorizzazione delle grandi querce, create veri e propri percorsi naturalistici tra una quercia e l’altra. Sarebbero una fonte di ricchezza, di cultura e di turismo.

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