Tempo e Libertà, di Giuseppe Brescia

Bruno Lanzi“Tempo” e “Libertà” costituiscono i poli della tensione dialettica tra la “memoria storica”, o l’ “attimo della creazione” intensivamente vissuto, e la categoria guida della storia dello spirito umano, la Libertà; provincia e umanità; storia locale e ampio contesto di storia delle idee, nel profondo intreccio tra motivi storici e motivi filosofici ed etico-politici.Esempio cospicuo ne è il “Dizionario del liberalismo italiano”, II° Tomo ( Rubbettino Editore, 2015 ), presentato al Palazzo di Montecitorio, in Roma. Il volume rappresenta opera fondamentale per ogni biblioteca istituzionale, ricco di 404 voci, di cui si segnalano “Croce” ( a cura di Luigi Compagna ), l’ “Einaudi” ( Francesco Forte ), “Malagodi” ( Antonio Patuelli ), “Alfredo Parente” ( Gerardo Nicolosi ed Ernesto Paolozzi ), “Basilio Puoti”, “Pilo Albertelli”, Vittorio Enzo Alfieri”, “Renato Morelli”, “Antonio Jannazzo” e “Carlo Ludovico Ragghianti” (Giuseppe Brescia ).

Facendo torto agli altri collaboratori, omessi per brevità, “simbolo” del circuito tra “vitalità” e “libertà” può apparire la “voce” redatta dal’decano ‘Presidente dell’Istituto Storico del Pensiero Liberale” e primo curatore dell’opera, il professor Fabio Grassi Orsini, voce dedicata al cantautore genovese, ed esponente liberale, Bruno Lauzi, oltre ai profili degli scrittori Piero Chiara, Riccardo Bacchelli, Eugenio Montale ed altri: segno della vastissima incidenza del pensiero liberale nella storia italiana.