In ricordo di Lidia Herling Croce, di Giuseppe Brescia.

Lidia Herling CroceIl 7 aprile 2015, all’età di novantatré anni, è deceduta la terzogenita del filosofo Benedetto Croce, Lidia detta “Lidiuccia” Herling Croce, che era poi l’ultima sopravvissuta della quattro figlie (Elena Craveri Croce, fine letterata fondatrice di “Prospettive Settanta” e ispiratrice di “Italia Nostra”; Alda Croce, custode degli archivi e memorie paterne; e Silvia, premorta a ottantasette anni nel 2009 ).

Lidia Croce, dopo le prime nozze con Vittorio De Caprariis ( studioso di Tocqueville e delle “Garanzie della Libertà” ),aveva sposato nel 1954 il “grande” ( come Farinata per la statura, mi venne di scrivere nel cinquantenario della fondazione dell’Istituto Croce ) Gustaw Herling, conosciuto a Sorrento nel 1944 come soldato dell’Armata polacca e già detenuto nel gulag descritto in “Un mondo a parte”. Lidia Croce tradusse dall’inglese quest’opera di alta testimonianza etico-politica, auspicandone poi una nuova edizione più fortunata nella diffusione della prima, laterziana, lasciata nei magazzini per motivi pratici. Per questo lavoro, e l’accordo perfezionato tra la Fondazione Croce e la Biblioteca Nazionale di Varsavia, accordo inteso alla digitalizzazione dell’archivio Herling,Lidia Croce è stata insignita della onorificenza della Croce di Commendatore dell’Ordine al merito della Polonia, dal Presidente di quella Repubblica Bronislaw Komorowski, nel 2014.

Sia consentito aggiungere un ricordo personale. Nel novembre 2013, quando il Centro Pannunzio di Torino ritenne di insignirmi del Premio Pannunzio, Lidia Croce ebbe la cortesia di inviarmi “vivissime
congratulazioni per il Premio Mario Pannunzio 2013 alto riconoscimento per il percorso intellettuale ispirato ai valori della Religione della libertà e alla ricerca delle sue radici nella cultura italiana ed europea”.

Prof. Giuseppe BresciaIn particolare, Lidia Croce è stata curatrice dei primi due volumi antologici dell’ Epistolario crociano editi dall’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, fin dal 1967; e dei ponderosi sei volumi dei “Taccuini di lavoro” di Benedetto Croce, di cui ha sorvegliato la trascrizione. In generale, affettuosa e delicata custode delle memorie paterne, è stata sempre attenta alla pubblicazione di lettere e documenti inediti del padre, di cui chiedeva puntualmente copie o riproduzioni degli originali, ai fini della conservazione nella Fondazione Croce. Fui lieto di inviare, allo scopo, il “Croce inedito” del 1984, l’iconografia crociana inedita reperita tra Andria e Trani, e frutto dell’antica amicizia del filosofo con Giuseppe Ceci e il tipografo artista Valdemaro Vecchi, con tutte le altre opere di ecdotica ed ermeneutica crociana via via maturate nel tempo.

Giuseppe Brescia – Società di storia Patria per la Puglia – Libera Università “Vico” di Andria