Situazioni da linguaggio capovolto: “Orwell 2014/2015”, di Giuseppe Brescia

la corazzata potemkin
Davvero alcuni, più che Lupi, sembrano …. Agnelli. /  Viceversa, gli Agnelli ….s a n n o  i Lupi./

Ma cambian il pelo i lupacchiotti, / non già lor vizi in tanti lotti. //

Al maestro Denis Verdini, / uccelletti coi fagioli, / non van giusti i grembiulini, /

ma tovaglia e tovaglioli.//

Banche rosse e forchettoni, / la fan sempre da padroni. //

Le ‘riforme del capraro’, / sempre acquistando dal lato mancino, / come se l’italian somaro / non foss’anche un cittadino !//

Ex Oriente Lux ( Classica filologia ). / Ex Oriente Mors ( Civile istorìa) //.

Ed il ministro Alfano ? /…. Aperto tutto l’ano.//

Generally, “To read or not to read / ( the Authors ): That’s the question !”.//

Allora è deciso: “Ci saranno delle scosse, / anche all’interno delle cooperative rosse ?!”/

“All’interno od all’esterno, così fosse / la buona volta  per davvero, / da accender a San Riccardo  un grande cero !” / –  “Ma non vorrei tutti giochino a tressette, / mentre si perfeziona il sistema mazzette.”/ “E i ‘forchettoni rossi’, di cui si avvidero gli eredi di Leonetti, / tirano ancora a dadi coi confetti”.//

“Chi semina vento raccoglie tempesta”. / Rime insistenti  battono alla testa. /

Secondo il comico-tragico Fantozzi, / – E’ una “boiata pazzesca”, la corazzata Potiomkin. /

Secondo De Luca, sindaco esclusivo di Salerno, / – E’  “vera schifezza”, di Dalema il Falerno.//

A due passi dal “summit” sulla sicurezza, / la vigilanza a Palazzo non si mostra all’altezza, /

consentendo, alla Milano da bere, / d’ esser pubblicamente presa per sedere. //

  • Ma come si è arrivati a tante situazioni ? / “Un volgo disperso che nome non ha”, diceva Manzoni./ Non abbiam servizio militare che affratelli le regioni, / Il “disordine dei giornalisti”, dédito alle estorsioni. / Neo-gramsciani e cooperative, all’assalto dei gangli vitali. / I marò, vilipesi in acque internazionali. / Gli ‘hooligans’ accompagnati allo stadio coi guanti gialli, / dopo aver devastato beni, da sciacalli. / Le motovedette, di guardia alle frontiere, / su minaccia di libiche armi, ritiran le bandiere. / Depenalizzati i veri reati; / e, a posteriori, di nuovi coniati, / come se Italia fosse Cuba o Corea, / dove le carceri e i gulag fan triste canea. // Tornano in mente le parole a Bellarmino / di Iperione nel romanzo del tedesco Friedrich Hoelderlin, Secondo volume: / “ Vedi lavoratori, ma non uomini; preti, ma non uomini;/ padroni e servi, giovani e gente matura, ma non uomini; / E’ come un campo di battaglia / dove mani e piedi e braccia e tutti gli arti amputati / giacciono l’uno sull’altro / mentre il sangue della vita, disperso, scorre sulla sabbia”. // Eppure: “Noi – dolce parola – credevamo” ( Anna Banti ).

Giuseppe Brescia – “Con l’opera tacendo”