Edizione ampliata di Ettore Tesorieri e Torquato Accetto

libriLa Penna insensata di Ettore TesorieriLa luce e l’ombra di Torquato Accetto. E’ disponibile la nuova edizione, ampliata e riveduta, della “riscoperta” del poeta musicologo e amministratore dei Baglioni Ettore Tesorieri, procurata da Giuseppe Brescia per i tipi della Editrice Laterza nel 2000, e ora intitolata “La ‘Penna insensata’ di Ettore Tesorieri – La luce e l’ombra di Torquato Accetto” ( Giuseppe Laterza, Bari 2015, pp. 228). L’intersezione dei due “autori”, il poeta-musicologo e il moralista-poeta del Seicento autore del trattato della “Dissimulazione onesta” del 1641 ( ripubblicato da Croce nel 1928 ), finisce per procurare un amplissimo restauro critico, storiografico, etico-politico del Seicento pugliese, e andriese in specie.

L’autore, tra l’altro, dimostra con l’ausilio di varie pezze d’appoggio documentarie e filologiche la plausibilità della origine “andriese” di Torquato Accetto ( il ‘nome’ Accetto, Accetta è peculiare della cittadina pugliese, anche se non si è potuto finora reperire presso l’Archivio di Stato di Napoli l’atto originario di nascita ).Il volume illustra in una Prima Parte l’importanza del canzoniere “La Penna Insensata” del Tesorieri, le tappe del suo passaggio da Andria in Umbria, a Foligno e Perugia ( come anticipato nella rivista “Fogli di Periferia” di Pietro Sisto ); le vicende legate alla pestilenza in Puglia e agli scambi economici tra Puglia e Umbria; la storia della casata Tesorieri e la differenza con lo storico delle Crociate Bernardo tesorieri.

Nella Seconda Parte, l’Autore approfondisce i temi del Barocchismo e del classicismo etico nel Tesorieri, i suoi rapporti con la Giostra della quintana in Foligno, per cui scrisse il regolamento “Stimolo Generoso di Virtute”, con il Papa Paolo V Borghese e la musica sacra, la iconografia dei quattro elementi base e dei quattro evangelisti a Foligno. quindi, il Brescia riproduce i sonetti coevi del Tesorieri in “Rime sacre e morali” ( Alterj, Foligno 1629 ), La “Penna insensata” del 1626, documenti dall’ archivio delle sei chiavi di Foligno e dalla “Contesa degli Elementi al Primato”, dalla cronaca della ‘Provincia Umbrie’ e ‘Stimolo Generoso di virtute’, con gli spartiti integrali delle due Messe, ‘Missa cum quinque vocibus. Laudato sempre sia’ e “Missa in tribulatione”, parzialmente eseguiti in Giappone, a Cannara e in Andria. Ne emerge il profilo di una personalità ricca e complessa, ispirata a una forma di “stoicismo etico” non del tutto assente nelle poetiche del Seicento, ma qui rivissuta con personale impegno lirico, poetico e amministrativo. La Terza Parte sviluppa i rapporti tra Tesorieri e Torquato Accetto, all’interno di una comune vena “moralistica” e “psicologica” di insospettata modernità ( Croce, Villari, Eco, Bodei, Soudan ed altri ), istituendo raffronti tra Ettore Tesorieri, Torquato Accetto e Ugo Foscolo, la luce e l’ombra in estetica e storia civile, la
“dissimulazione onesta” e i problemi nuovi della odierna “società trasparente”; arricchita da una Iconografia di Caravaggio e Pieter Bruegel il Vecchio.

Pietro Sisto