Sulle tracce della via Appia: da Roma a Brindisi attraversando la Puglia

via-appiaLa via Appia è una strada romana, che collegava l’antica Roma a Brundisium (Brindisi), il più importante porto per la Grecia e l’Oriente, nel mondo dell’antica Roma. L’Appia è probabilmente la più famosa strada romana di cui siano rimasti i resti; la sua importanza viene confermata dal soprannome che i Romani le avevano dato: regina viarum. Senza poi dimenticare la via Traiana, costruita fra il 108 ed il 110 d.C. per volontà dell’imperatore Traiano, su un preesistente tracciato di età repubblicana. Era una variante della via Appia e collegava Benevento (Beneventum) a Brindisi (Brundisium). In quest’ultimo caso la suddetta via attraversava la Puglia adriatica, rispetto alla più famosa via Appia che per raggiungere Brindisi adottava un percorso nell’entroterra, attraversando gran parte della Puglia (torneremo a parlare della Via Traiana prossimamente).

Ma come si presentava la via Appia in Puglia? Qui sotto un webdoc che cerca di far luce sulla presenza della suddetta strada romana nei pressi di Castellaneta (Taranto):

Come riporta il sito olachannel.it (dove troverete anche un altro interessante video), gli aderenti al Gruppo Amici delle Strade Romane sono riusciti a realizzare un ricco database sul portale www.straderomane.it con tanto di asse viario, costruttore e tutte quelle notizie utili a ricostruire le cosiddette “strade romane”. Ci siamo voluti concentrare proprio sul tracciato che giungeva a Venosa, ed in particolare a quello che chiamano Quadrante B2 in cui sono ancora presenti due piloni di epoca romana. Una indagine nella ricerca che ci ha visti visitare questi luoghi tra Rapolla e Venosa in cui non esistono segni tangibili del tracciato dell’Appia antica. Ipotesi e supposizioni che rendono difficile la ricostruzione del segmento 32, ed in particolare dal sito eneolitico Toppo Daguzzo (da cui probabile il passaggio dell’Appia) sino ai piloni di un presumibile ponte, o forse, di un antico acquedotto romano. Una visita ad una fontana (vallone Acqua Rossa), fuori asse rispetto al tracciato ipotizzato, ci induce a documentarla. Un tracciato perduto forse, a causa di sconvolgimenti naturali e umani, ma che non cancella l’affascinante viaggio di ricercatori, studiosi e semplici appassionati in un passato che ha ancora molto da raccontare. (Info utili su: www.straderomane.it).