Prof. Giuseppe Brescia: “perplessità a proposito delle tracce di Maturità 2016”

prof Giuseppe Brescia
il prof. Giuseppe Brescia, già Preside del Liceo Classico “Carlo Troya” di Andria

Suscitano gravi perplessità contenuti e modi della somministrazione della prove d’ Italiano ( Prima prova scritta ) nella sessione di “Maturità” 2016, per gli studenti ( e le Commissioni ) degli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

Alcuni giorni prima, intanto, il Ministro Giannini aveva preannunciato, in pubbliche interviste, i temi di massima: Eco; voto alle donne; il “verde”. Ancora: nella traccia del cosiddetto “Ambito scientifico”, titolata ‘L’avventura del’uomo nello spazio’, è ospitato un articolo di Simone Valesini, “Samantha Cristofoletti si racconta al ritorno dallo Spazio”, già edito sul sito “WIRED” nel giugno del 2015: lo stesso sito che pubblica il 22 giugno 2016 ( data della prima prova scritta, e al mattino ) le tracce d’Italiano della cosiddetta “Maturità” per l’anno scolastico 2015-2016.

Infine, si notano cinque soppressioni di passaggi logici essenziali nel testo di Umberto Eco, “Sulla Letteratura” (2002), prova destinata propriamente alla “Analisi del testo”: finalità vilipesa dalle soppressioni introdotte nel testo stesso. Ad esempio,all’inizio, prima del passaggio: “E tra questi potere annovererei anche quello della tradizione letteraria”. O alla fine, prima del conclusivo messaggio: “La lettura delle opere letterarie ci obbliga a un esercizio della fedeltà etc.” Bel rispetto della “fedeltà” e congiunta “onestà intellettuale e morale” ! Si dirà:- Ma nella citazione del brano di Eco, il Miur intende valorizzare la linea argomentativa principale, non reputando opportuna la citazione integrale! – E sia pure: ma tanto accade perché il brano prescelto non è un “Classicum”, ossia testo ‘classico’ che ‘risuona per sempre’, segnalandosi per la lettura ( e la lezione ) proposta ai giovani.

Tanto sarebbe stato meglio suggerire un brano di Francesco De Sanctis o di Benedetto Croce, che in prosa smagliante e ben più essenziale giro argomentativo, avessero potuto far riflettere sulla funzione di poesia e letteratura. Spiace dirlo, come docenti e dirigenti studiosi appassionati dei nostri “autori”: netta si ricava l’impressione di aver ceduto all’effimero e al compiacimento d’inseguire le “mode”, reputate “di turno”. Ma come la mettiamo, poi, con la pretesa di rivendicare anche in Europa il pregio e l’apporto della nostra tradizione umanistica, o “nuovo Umanesimo” che dir si voglia ?

Giuseppe Brescia – Libera Università “G.B.Vico” di Andria