“Tragedia sfiorata in Piazza La Corte” – il racconto e l’appello di una cittadina andriese

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Pubblichiamo una lettera ricevuta dalla nostra redazione
e scritta da una cittadina andriese.  La stessa lettera, ci spiegano, è stata inviata anche agli amministratori ed è stato pubblicato dell’autrice. Racconta un episodio grave che ha rischiato di trasformarsi nell’ennesima tragedia. Ecco cosa è accaduto:

Trovo solo ora l’energia per dire. Solo ora che si è levato il canto collettivo di estremo saluto alle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio. Una collettività che si è stretta;in un grande abbraccio, che ha provato a non sentirsi sola, partecipando in massa alle preghiere: come la sera del 13 luglio quando una grande folla si è recata in cattedrale ed ha gremito piazza Duomo per una veglia impreziosita dalle parole del Vescovo.

E’ proprio lì che si è rischiato di consumare una nuova tragedia.

La folla si sta diradando ed ognuno porta con sé il raccoglimento della preghiera, camminando per le strade attigue per raggiungere la propria dimora. Siamo in Piazza La Corte, all’altezza della statua di San Riccardo: due persone rischiano di essere investite da un’auto a velocità sostenuta proveniente da Via Corrado IV di Svevia e proveniente da Porta Sant’Andrea, che ha svoltato a sinistra per raggiungere piazza duomo. Per quella via non si può salire (salvo i residenti), né per Piazza Duomo si può girare.

Una tragedia sfiorata è foriera di pericolose riedizioni.

Queste due piazze, in particolar modo Piazza La Corte, sono quotidianamente teatro di gare di velocità da parte di autoveicoli e di moto, siano esse di piccola che di grande cilindrata, che compromettono la sicurezza di chi su queste piazze cammina a piedi.

Il già timido tentativo di ZTL ne ha lasciato fuori una piazza fondamentale della nostra città, vocata al passeggio pedonale e non già pista da formula uno.

Ripetute segnalazioni non sono servite ad includere questo cuore pulsante del centro tra le piazze su cui è interdetta la circolazione. Ormai ognuno può salire indisturbato da Porta Sant’Andrea sapendo che le proprie scorrerie non sono sanzionate né scoraggiate dai vigili in servizio, fermi su via la corte ad impedire il passaggio per Piazza Vaglio.

Abitando questa piazza vedo spesso la scena consumatasi il 13 luglio ed ho paura che quella stessa tragedia sfiorata possa diventare la nuova strage di cui bisognerà trovare i responsabili.

Si può evitare ora, prima ancora che accada.

L’incolumità in questo angolo di città è messa a repentaglio ogni sera, quando si aprono i cancelli dei guerrieri della notte che, dopo le ore 21 e fino a tarda ora, arrivano a decine per comprare i gettoni del loro personale Luna Park, rendendo ostaggi gli abitanti della zona.

Fermiamo questo pericolo finchè siamo in tempo.

Nelle more della realizzazione di una seria Zona a Traffico Limitato con i varchi per i soli residenti, rendiamo pedonabile anche Piazza La Corte: senza investire economie, potrebbe essere sufficiente spostare la postazione di vigilanza (o impiegando uno dei due vigili fermi in Via la Corte) proprio alla fine di via Corrado IV di Svevia, davanti all’ingresso di Palazzo Ducale.

La pedonalizzazione consentirebbe una rigenerazione: si incoraggerebbe, cioè, chi rispettosamente frequenta i luoghi storici a discapito di chi esita ad abbandonare il proprio mezzo di trasporto, auto o moto che sia, sfoderandolo come mezzo di supremazia. Come in tutti i centri limitrofi con un centro storico chiuso seriamente al traffico, la rinnovata fiducia nella sicurezza riporterebbe nelle strade le tante persone che oramai rifuggono questi luoghi per la tracotanza di pochi”.

La bellissima Piazza La Corte di Andria in un quadro del 1851: all’epoca di fatto ben predisposta ai pedoni.
La bellissima Piazza La Corte di Andria in un quadro del 1851: all’epoca di fatto ben predisposta ai pedoni.

“La funzione di ogni cittadino responsabile è quella di segnalare situazioni di particolare disagio, al fine di sollecitare l’azione amministrativa al servizio della comunità e della sua sicurezza.

Trovo che il contributo civico del cittadino sia da stimolo affinchè siano scongiurate “piccole e grandi inadempienze amministrative nei confronti del proprio dovere, inteso nel senso alto e nobile del termine”, come il Vescovo ha ricordato nella sua coraggiosa ed incisiva omelia durante le esequie di ieri.

In quanto cittadini, affidiamo l’ascolto al Sindaco Nicola Giorgino, che ieri ha espresso tanta sensibilità ed autorevolezza nel suo intervento ai funerali delle vittime.

L’ascolto è rivolto anche a tutti i componenti della Giunta, ognuno per le proprie specificità: Giuseppe Raimondi, Rosangela Laera, Luigi Del Giudice, Gianluca Grumo, Michele Lopetuso, Elisa Manta, Agnese Filomena Buonomo, Paola Albo, Pietro Sgaramella.

Anche a nome di tanti abitanti di questa magnifica porzione di città, chiedo di considerare questa emergenza di ordine pubblico, ponendo in atto tutte le misure necessarie per scongiurare ciò che ogni sera ha alte probabilità di divenire “quella tragedia annunciata”.

Il dolore per la perdita di un mio caro amico durante il disastro ferroviario mi ha incoraggiata a trovare le parole per invocare attenzioni. Ho trovato solo ora l’energia per dire.

Grazie”.

(Mirella)