Incendio tra Andria e Barletta: rischio esplosioni a causa dei rifiuti abbandonati – VIDEO

L’altro giorno, alle ore 11,30, le Guardie Federiciane hanno ricevuto una telefonata di un’allerta incendio dal sig. Antonio, proprietario di un’abitazione in contrada Monachelle, non lontano da un distributore di carburanti. Il prof. Martiradonna, responsabile dell’associazione di volontari, ha quindi chiamato la SOUP di Bari comunicando l’allerta incendio. La ronda, composta da quattro unità, ha utilizzato il mezzo L200 per recarsi sul posto, precisamente (nel lato Ovest della contrada Monachelle), al confine tra Andria e Barletta. Arrivati alle ore 12,00 circa, i volontari hanno trovato due squadre dei VF, già impegnate nello spegnere la parte superiore dell’incendio, in prossimità di alcune serre utilizzate per coltivare funghi. Di conseguenza, la squadra di volontari ha deciso di seguire la strada poderale, che scende dalla complanare, recandosi sulla parte sottostante della cava dove è stata constatata la combustione di biomassa secca ma anche di rifiuti di ogni genere, persino da plastica di scarto di carrozzeria e bidoni di solventi, materassi e altri scarti di ogni genere. Il VIDEO con le immagini:

La cava emetteva tanto di quel fumo nero che difficilmente si riusciva a respirare anche con le maschere anti smog. La squadra dei volontari, alle ore 12:45, è riuscita a spegnere l’incendio nella parte terminale della cava, spostandosi per spegnere la parte adiacente alla strada e cioè all’inizio della cava (segnata con una X rossa) dove si trovavano delle masse vegetali secche.

I volontari hanno quindi intravisto dei copertoni di auto e camion. Si è deciso di intervenire con gli idranti. Prima per abbassare le fiamme che potevano intaccare gli alberi d’ulivo e poi per fermarle in quanto queste si dirigevano pericolosamente su dei piccoli fusti di solventi che avrebbero potuto creare delle esplosioni.

L’altra squadra, nel frattempo, si dirigeva con il soffiatore e il flabello (sotto suggerimento dei VF perché l’avevano visto dalla parte opposta della Cava) per fermare le fiamme che si erano propagate dall’incolto e si dirigevano verso le case che erano poste poco distanti dalla cava. Mentre i volontari erano impegnati con lo spegnimento, ai bordi della cava sono stati rinvenuti oggetti elettrici di auto, come tanti fanali di vario tipo e poi centraline e parti di cruscotti ecc; questi si trovavano nascosti nell’erba secca e nei rovi e con l’arrivo delle fiamme si sono incendiati.

Nel frattempo è giunta sul posto una squadra di Vigili Urbani del Comune di Andria che ha dialogato con i VF. Dopo aver spento ed eseguito le bonifiche, la ronda ha salutato i VF e gli agenti e contattato la SOUP di Bari per comunicare l’estensione della superficie Ha 1,50 e le coordinate Lat. 41.266724 N & Long.16.290421 E

Considerazione del prof. Martiradonna: anche in questo caso sono stati riversati nell’atmosfera migliaia di M/3 di polveri sottili, diossina e CO/2. Inoltre, durante l’incendio, le fiamme hanno intaccato l’amianto che si trovava all’interno della cava e che certamente questo ha fatto liberare quelle particelle che andranno in circolo nell’atmosfera e poi cadranno sul suolo e poi nelle falde acquifere. Senza considerare quindi la possibilità di ritrovare queste sostanze si porteranno sulla tavola i prodotti del luogo. In Inghilterra si usa dire “Dio salvi la Regina”, nel nostro caso “Dio salvi chi può”.