Perché stanno aumentano le tasse comunali? Il vero motivo lo spiega l’andriese Vincenzo Caterino (Assemblee Popolari)

Vincenzo-CaterinoIL RE E’ NUDO!!!!! Mi vengono in mente le storielle che da ragazzini raccontavamo ai professori a scuola quando non studiavamo. E’ morta la nonna, mamma all’ospedale, avevo il mal di pancia e così via.. Ma questi cretini, perché non ci dicono la verità?” – afferma in un post delle Assemblee Popolari di Andria l’imprenditore andriese Vincenzo Caterino, responsabile del movimento politico che rispetto a molti altri ha discusso ampiamente di sovranità popolare e monetaria.

Le parole di Caterino sono quelle di chi, non essendo presuntuoso o collegato ad accordi elettorali od interessi personali, può certamente dire come stanno realmente le cose. Ed ecco quindi che il problema dell’aumento del debito, delle tasse e della diminuzione di servizi non viene semplicemente collegato (come spesso fanno troppe false maggioranze e anche false opposizioni forse interessate solo a poltrone ed infantili manie di protagonismo) alla esclusiva responsabilità di personaggi locali, ma invece, essi non sono evidentemente che il prodotto di un disegno nazionale e globale che mira all’impoverimento e al contempo alla privatizzazione. Nel caso in cui un cittadino abbia voglia di aprire gli occhi, risulta quindi evidente come la centralizzazione di un potere, silenziosamente scivolato dai comuni, prima al governo centrale e ad un’Unione Europea fondata sulle banche poi, abbia compromesso anzitutto gli ultimi residui democratici nazionali, già imperfetti nei confronti delle comunità locali, al fine di evitare ogni singolo tentativo di opposizione popolare. Ed ecco che le tasse aumentano e non solo, il canone per il possesso di apparecchio televisivo diventa tutt’uno con la bolletta elettrica.  La dittatura però, ci dicono proprio dalla tv, è in Siria e in Russia. Salvo qualche mosca bianca, la maggior parte delle opposizioni da la colpa alla povera gente definita “ignorante”, oppure agli eventuali politici locali corrotti (pur sempre criminali, ma “ruba galline” se paragonati a coloro che uccidono paesi interi con spread, debito e moneta stampata da privati) o alla presunta o attestata inefficienza della macchina amministrativa locale. Se poi ci accorgessimo per un attimo che presunta maggioranza e presunte opposizioni hanno troppo spesso al loro interno personaggi che hanno già avuto l’occasione di governare, è possibile notare come la polemica scaturita da politicanti di mestiere, qualora non tratti la sovranità monetaria e popolare è probabilmente fine alla propria immagine elettorale e non al popolo. Caterino questo lo ha sempre fatto notare e per onestà intellettuale occorre ribadirlo, almeno nel panorama locale.

“Perché non ci raccontano che hanno sprecato altri due anni” – prosegue Caterino nel suo post – “per fare recessione con le loro politiche di austerity? Entriamo nel dettaglio: le aziende continuano a licenziare, la disoccupazione è statica e non è peggiorata a causa dell’imbroglio dei Jobs act, le banche pensano a salvare il loro, deretano e concedono pochissimo credito all’economia reale.

Investimenti pubblici? chi li ha visti? Le tasse? non dovevano abbassarle? E mentre il gettito fiscale aumenta, il debito pubblico è schizzato a quota 2250 e meno male che era colpa dello Spread che da 550 punti si è attestato negli ultimi tempi sui 110/120 punti riducendo gli interessi sul debito pubblico di circa 4 punti percentuali.

Senza parlare di tutti i salassi che ci hanno fatto privando i comuni dei trasferimenti con il conseguente aumento delle tasse comunali, vogliamo continuare con i tagli alle pensioni, pensioni che i nostri giovani non vedranno prima dei 75 anni?

Vogliamo continuare? Parliamo invece di quello che si doveva fare, dei mancati investimenti pubblici, degli investimenti sulla ricerca, del mancato progetto industriale nazionale, dell’allentamento del credito all’economia reale ed il ripristino dello Stegall-Act, dell’abbassamento della pressione fiscale….ma per fare tutto questo bisogna che al governo ci siano politici liberi che rispondano al proprio elettorato e non compromessi con accordi e Trattati mai ratificati dal popolo italiano e soprattutto ci vuole “SOVRANITA’“, senza Sovranità Monetaria e Politica, non c’è scampo, non c’è ISIS o Brexit che tenga, non ci sono più scuse. Riflettiamo, se al comando dell’ammiraglia Italia ci metti Schettino, il risultato quale sarà? Sarà che al prossimo…….inchino, affonderemo!” – conclude Vincenzo Caterino.