170 anni fa nasceva l’anarchico Carlo Cafiero, a Barletta incontro e proiezione del documentario

loc1settdef-copyIl primo settembre del 1846 nacque nella città di Barletta Carlo Cafiero, un uomo capace di incendiare lo spirito di intere generazioni a venire: libertari di tutto il mondo, studiosi, pensatori, e chiunque si battesse consapevolmente per la giustizia sociale, da un punto di vista radicale; rimasero impressionati dalla tenacia delle sue idee e dalla limpidezza implacabile della sua vita. A 170 anni da questa ricorrenza, il primo settembre 2016, ci incontriamo a Barletta, presso il civico 111, di Corso Vittorio Emanuele, alle ore 18,30 per ricordare la figura di Carlo Cafiero, nel luogo in cui è nato ed ha vissuto fino alla fanciullezza, prima che il suo amore per la libertà, la ricerca e la voglia di scoperta, lo conducessero a viaggiare, sconfinatamente, in lungo e in largo per la penisola e per l’Europa. Il desiderio di portargli i nostri fiori ed intonare “l’Internazionale“, sotto il busto possente della sua lapide commemorativa e quello di rileggere con orgoglio delle pagine da lui scritte, è la testimonianza viva e sincera di qualcosa che continua a vivere nei secoli e che non morirà mai.

Alle 20,30 dello stesso giorno, si terrà, nel centro storico, presso il locale “il Cappero“- different food, la presentazione e la proiezione del documentario “Carlo Cafiero, il figlio del sole; ed a seguire il dibattito con il regista Lunardelli.

“In quanto attivisti dei collettivi e delle associazioni dal basso presenti sul territorio (Collettivo Exit, Collettivo Libertario Rivoltiamo La Terra, ed F.D.C.A, Federazione dei Comunisti Anarchici), promotori di questa giornata, ci auguriamo di riuscire a trasmettere al meglio, la portata rivoluzionaria, lungimirante e attualissima del messaggio di Carlo Cafiero a tutti” – fanno sapere gli anarchici libertari di Barletta. 

“Vi invitiamo a partecipare, per ricordare, ri-scoprire e riportare nel nostro presente il respiro di un uomo incorruttibile, purtroppo troppe volte minacciato e rinchiuso, per volere di alcuni, nell’oscurità, nel dimenticatoio e nell’oblio.

Non beni materiali, quelli li ha sempre volentieri ceduti per cause di giustizia sociale e solidarietà umana, ma una costellazione di idee di uguaglianza e di libertà che si reggono vicendevolmente ed armoniosamente, sono il patrimonio incommensurabile che ci ha lasciato in eredità; oltre all’esempio, alla concretezza ed al coraggio dell’azione diretta per “la propaganda del fatto”, che rivive instancabilmente nelle lotte sociali di ogni tempo e che nessuna forma di repressione potrà mai ingabbiare.

Se fosse vissuto in questi tempi Carlo Cafiero avrebbe attraversato i sentieri della Val di Susa contro il treno dell’Alta Velocità, avrebbe sostenuto il popolo curdo o avrebbe combattuto in Rojava per realizzare la Rivoluzione e il progetto municipalista di Confederalismo democratico. Siamo sicuri che avrebbe contrastato nella sua città quelle multinazionali senza scrupoli che devastano l’ambiente e fanno profitti sulla pelle dei cittadini” – concludono gli anarchici barlettani.

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