Terremoto, da Andria una poesia del signor Santovito dedicata alle vittime

Vincenzo-Santovito

CUORI VERDI… (una verde carezza per i terremotati)

“Com’eran verdi le vostre valli, i colli, i monti e le dune

Naturale era vedere l’acqua dei ruscelli e dei fiumi scorrere verso il mare

Radioso era ascoltare gli uccelli, il loro cinguettare

Sereno avevate trascorso il giorno, calma era stata la sera

Placida e arcana si presentò quella tremenda e terribile notte

Nessun malefico segnale lasciava presagire che sareste stati prigionieri avvinti da catene di morte

Un fato crudele pose fine alla vostra improvvisa esistenza

Una furia naturale scatenante si annidò dentro le viscere della pangea

In una silenziosa oscurità con spavalda andatura sollevava terra, casa e polvere demolendo e distruggendo i vostri sogni mentre eravate avvolti nel dolce sonno, ponendo fine al vostro viaggio terreno

Se tutto ciò si fosse potuto leggere nelle stelle oggi nuove melodie sgorgavano dai vostri e nostri cuori

Percorrere nuovi sentieri e sentire il profumo delle verdi valli, sentire ancora la brezza che passa e il tuo respiro

Attendere la sera ammirando il cielo stellato stringendo al petto la nostra solitudine ascoltando il bisbiglio degli alberi

Nessuno sentirà più i vostri passi leggeri e sentire la vostra dolce presenza

Nessuno attenderà invano il vostro passaggio

Siamo noi che dobbiamo lasciarvi dormire indisturbati perché il signore è apparso all’improvviso alle vostre porte, restandovi accanto ad ammirare da lassù le valli e i monti verdi

Tante belle giovinezze non hanno visto nuovi colori e l’ebbrezza di nuovi amori

Ora risiedete in nuove dimore in un immenso Eden mentre noi, dall’amor terreno, preghiamo per voi e per le nostre pene. E non turberemo i vostri umili cuori ed eterni sonni e sogni

Ora e sempre noi tutti dobbiamo sederci ai vostri piedi e suonare una musica soave e chiedere il perdono perché nessuno possa rimpiangere il passato

Nessuno è chiamato nella notte a dividere le nostre amarezze e con dovuta pazienza, silenziosamente, espiamo la nostra giusta penitenza pregando per voi

Non possiamo mostrare a nessuno i nostri gemiti, le nostre lacrime d’amore che versiamo silenziosamente per le vostre soavi anime

Le nostre notti sono tormentose e fredde e il sonno che cerchi non trovi, e l’amore che ogni mattino ti svegliava con un bacio e qualche leggera, timida carezza

Il tronco dell’albero si è spezzato per tante vite ponendo fine al fiorire i frutti nuovi e freschi che ogni primavera abbondano nelle vostre valli verdi

Per molti di voi che non si sono più destati in quella tremenda notte infausta tanti affaristi di vite umane non hanno esitato a speculare, guadagnando delle monete quadrate. Si devono scuotere petto e coscienza

Un mediocre poeta andriese.”

(Vincenzo Santovito – L.A.C. – Libera Associazione Civica)