Andria vittima di una bufala: falsa la notizia dell’immigrato che scippa una signora nei pressi della Posta. Ecco perché lo fanno

Uno scippo (foto di repertorio)
Uno scippo (foto di repertorio)

E’ circolata nelle ultime ore una notizia (falsa) diffusa da siti web dalla dubbia identità e in ogni caso con articoli scritti da anonimi pur di ricevere evidentemente un traffico facile sul proprio sito web. Non bastavano i falsi ritrovamenti di mostri marini a largo dell’Adriatico o presunti ritrovamenti di lupi mannari in Puglia, adesso qualcuno si è divertito a diffondere su qualche blog anonimo la falsa notizia che ha ingannato non pochi andriesi circa un presunto scippo (smentito) ad opera di un immigrato che sarebbe poi finito sotto un’auto. Tutto falso. 

Su un blog si legge “Andria: Immigrato in motorino scippa anziana fuori dalla posta, ma lei reagisce mandandolo sotto un’auto” con tanto di una presunta intervista alla fantomatica vittima.

L’intera vicenda non è riportata da nessun ufficio stampa delle forze dell’Ordine e non risulta alcun testimone reale, di conseguenza è da considerarsi totalmente frutto di invenzione. Sullo stesso sito web (che evitiamo di pubblicizzare vista la cattiva informazione), leggiamo in piccolo in basso che tale sito, (che come molti altri blog sfrutta nomignoli apparentemente simili a note testate giornalistiche proprio per ingannare l’utente meno attento) “è un sito satirico e quindi alcuni articoli contenuti in esso non corrispondono alla veridicità dei fatti”.

L’avviso della non veridicità delle informazioni diffuse anonimamente c’è, ma in maniera discreta. Perché lo fanno? Molto semplice: scrivendo notizie false e clamorose è possibile ottenere velocemente tantissimi like su Facebook e anche, eventualmente ce ne fossero, guadagni attraverso le unità pubblicitarie.

Queste ultime due caratteristiche sono di fatto presenti nella maggioranza dei siti web di informazione, siano essi testate giornalistiche che blog indipendenti gestiti da gente onesta (che in diversi casi non hanno nulla da invidiare alle testate online, anzi in diverse occasioni dimostrano accuratezza nei dettagli e attenzione alle tematiche in maniera corretta) ma purtroppo in alcuni casi c’è chi fa “il furbo” diffondendo notizie false al fine da guadagnare subito senza doversi fare il “mazzo” per lavorare onestamente.

Cosa fare per evitare che un articolo falso possa ingannarvi: qualora abbiate dubbi, cercate la stessa notizia su altri siti. Nel caso questa non sia presente, allora cercate per lo meno di valutare che il sito web sia affidabile e noto alla comunità (sotto questo aspetto anche le valutazioni esterne degli utenti attraverso le pagine social associate ad esso potrebbero forse aiutarvi ad effettuare una valutazione completa della qualità dell’autore di un articolo-post).

Se proprio dobbiamo dirla tutta: dovreste anche valutare se invece un noto sito sia in qualche maniera legato a soggetti o fini politici/economici di alto rango: a nostro avviso anche in questo caso opposto, l’influenza di eventuali pressioni scaturite da grossi gruppi di interesse potrebbero spingere gli autori di un sito web a scrivere notizie non proprio esattamente neutrali. 

La questione dell’immigrazione, come anche gli scandali legati alla malagestione e alla speculazione sulla gente immigrata (non sono gli immigrati a ricevere diretti compensi, ma le organizzazioni che dovrebbero essere caritatevoli e speriamo che lo siano) è una realtà (vedi caso Napoli: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/05/23/news/immigrazione_lucravano_su_aiuti_due_arresti-115102362/) ma non per questo bisogna fare dell’erba tutta un fascio o scatenarsi nel condividere notizie false.

Nel caso di questa falsa notizia, il trucco è stato molto semplice quanto purtroppo efficace: hanno diffuso una notizia specificando il nome di una città per renderla più credibile, hanno poi sfruttato la questione reale dell’immigrazione di massa per scatenare rabbia negli utenti, invogliandoli quindi a linkare ulteriormente l’articolo con la notizia falsa.

Il gioco è fatto: quanto più clamore c’è in un post anonimo, più ci saranno visite e quindi più guadagni per l’anonimo finto giornalista.

Morale della storia: abbiate dubbi su tutto. Informatevi, cercate di capire chi è l’autore di un articolo, quali sono i suoi scopi e quali interessi ha nel diffonderli.