Castel del Monte: i volontari recuperano un Gufo – VIDEO

Recupero-Gufo-comune---Francesco-Martiradonna-Castel-del-Monte-alta-murgia-AnriaAlcuni giorni fa, la ronda delle Guardie Federiciane, coordinata dal prof. Prof. Francesco Martiradonna delle GGV IVEA e dai due allievi dell‘associazione Nazionale Ambiente e/è Vita Puglia / CPA Nat. Federiciana Verde Onlus, era in servizio nel distretto comunale di Minervino Murge per il servizio di tutela territoriale, quando ha ricevuto una telefonata dal Comando della Polizia Municipale. La richiesta era quella di recarsi all’Altro Villaggio, che si trova nei pressi del Castel del Monte, per recuperare un rapace che si trova ferito all’interno della struttura. La ronda arrivata sul posto ha chiesto ai ragazzi che coordinano la struttura dove si trovasse il rapace ferito; trovando poi lo stesso all’interno della struttura dell’Altro Villaggio, dove in uno uno scatolo era presente rapace, inizialmente scambiato per un Barbagianni. Martiradonna, aprendo la scatola per osservare l’animale, ha invece constatato che si trattava di un Gufo Comune di stazza piccola e nel visitarlo ha notato che l’ala sinistra presentava una uscita dell’osso della scapola e per questa menomatura non potrà più volare. Mentre Martiradonna visitava l’animale, un cerchia di gente curiosa si è avvicinata per fotografarlo. Prelevato il Gufo Comune alle ore 21:30, la ronda è ritornato in sede. Il gufo è stato quindi trasportato dalla Polizia Municipale presso il centro recupero fauna protetta di Bitritto (Ba). VIDEO:

La mattina sucessiva al ritrovamento, nella scatola che custodita l’animale sono state rilevate delle tracce di sangue nelle feci. Occorre fare una diagnosi più accurata per stabilire cosa gli è accaduto. Ulteriori analisi permetteranno di scoprire cosa è accaduto al povero uccello rapace.

Il gufo comune è uno Strigiformes appartenente alla Famiglia degli Strigidae. Ha un’apertura alare sino a 96 centimetri, per 34 centimetri di altezza e oltre 250 grammi di peso. Queste caratteristiche fanno del Gufo comune un rapace notturno di medie dimensioni. Caccia – esclusivamente di notte – una grande varietà di piccoli animali, topi, toporagni, talpe, scoiattoli, ratti, insetti e uccelli. Durante il giorno, dorme nelle cavità degli alberi o nei vecchi ruderi, perfettamente mimetizzato grazie alla livrea di colore bruno macchiettato. Testa, collo e parti superiori delle ali mostrano, infatti, una colorazione fulvo-marroncino con macchiettatura più scure che rendono nel complesso il suo aspetto piuttosto mimetico. Le parti inferiori e i fianchi variano da sfumature giallo-ocra al castano chiaro con strie e barre nerastre, che contrastano notevolmente con le parti dorsali più scure. Di notte, è possibile distinguere un Gufo comune in volo proprio dal candore della parte inferiore delle ali in cui sono evidenti delle semilune carpali nere. I due sessi sono simili e la specie è anche facilmente riconoscibile per i tipici “ciuffi” che presenta sulle orecchie.

La specie è ampiamente distribuita in Europa, dalle zone temperate a quelle boreali, dal Mediterraneo alle steppe asiatiche, dalla Penisola Iberica alla Russia. In Italia è parzialmente sedentario e nidificante, migratore regolare e svernante. Come tutti i rapaci notturni, il Gufo comune ha gli occhi in posizione frontale all’interno di due dischi facciali divisi da un “V” centrale, bordata di bianco, che separa i due bulbi oculari giallo-arancioni. Frequenta zone boscate intervallate da radure o aree coltivate aperte. Nelle ore notturne, si spinge anche fino a campi coltivati e praterie, mentre durante il giorno resta a lungo immobile, mimetizzato nel fitto della vegetazione arborea. Spesso è facile osservarlo ai margini di una strada posato su cartelli stradali o bassi muretti, pronto a lanciarsi rapido e furtivo su una nuova preda. Nidifica sugli alberi in vecchi nidi di altri uccelli, occasionalmente sul terreno. Tra marzo e maggio la femmina depone 3-5 uova, che cova per 25-30 giorni. A circa 2 mesi dalla schiusa, i giovani diventano indipendenti. Di solito è esclusivamente la femmina ad occuparsi della cova e, in questo periodo, viene nutrita dal maschio. In annate particolarmente favorevoli le coppie possono portare a termine sino a due covate.