Lo sfogo dei pendolari di Andria sui nuovi orari: “il trasporto su gomma sostitutivo peggiora la situazione”

stazione-autobus-di-andriaSono passati mesi dalla tragedia del 12 luglio 2016, giorno in cui tra Andria e Corato, a causa di un terribile scontro ferroviario, morirono 23 persone. A distanza di tempo, l’inserimento di appositi sistemi di sicurezza che permetterebbero il blocco dei treni in caso di pericolo è ancora una notizia poco chiara.

Si è parlato di un periodo compreso tra dicembre 2016 e gennaio 2017, ma come tutti sanno da questo mese riprende la normale routine con studenti e lavoratori che adesso saranno o sono già costretti a percorrere anche più di un’ora di corsa per raggiungere il capoluogo pugliese da Andria.

Come se non bastasse, la corsa con mezzo su gomma sostitutivo, chiesta a gran voce anche da alcuni rappresentanti politici per evitare il ripristino di una tratta ferroviaria non ancora in sicurezza, non risulta per nulla una soluzione soddisfacente: il traffico normalmente previsto in alcune strade della città federiciana non fa che aumentare ancora di più i tempi di attesa.

Quanto tempo ci vuole per installare sistemi di sicurezza? Parliamo di deviazioni per migliorare la sicurezza? Bene! Quanti operatori per il sociale rischieranno ad esempio di compromettere il loro lavoro (e quindi anche la qualità di vita di terzi) a causa di un sistema sostitutivo per nulla soddisfacente rispetto ai treni? QUANTO tempo per la messa in sicurezza? 20 anni? Ovviamente parliamo dell’SCMT, ovvero di quel sistema che non si limita a monitorare, ma che BLOCCA di fatto il treno in caso di pericolo. Possibile che dopo DUE MESI studenti e lavoratori non sappiano ancora QUANTO tempo ci vuole per ripristinare la tratta e si debbano beccare il traffico su gomma?

Il trasporto su gomma non sembra quindi un’ottima, ma nemmeno discreta soluzione, eppure i binari non sono ancora in sicurezza. Un cane che si morde la coda. Tutti hanno avuto circa due mesi di tempo per decidere, per trovare una soluzione. Tutti potevano facilmente prevedere che utilizzare un veicolo su gomma al posto di un treno avrebbe causato non pochi disagi e ritardi. Oltre a chi quel mezzo lo prende per andare a lavorare, occorre anche ricordare chi sarà costretto a prendere i mezzi anche alle 6 del mattino pur di raggiungere l’università.

“Noi pendolari dal 13 luglio per arrivare ad Andria ( prendo il treno tutti i giorni da Bari ) nessuno sa dire se e quando la linea verrà ripristinata, il sito internet delle ferrevovie non è aggiornato. Tra pochi giorni inizierà la scuola e secondo me non sono organizzati per il trasporto di centinaia di studenti” –  ci fa sapere un lettore dal web.

Sarebbe forse il caso che vengano accelerati i tempi per la messa in sicurezza della tratta l’SCMT (che permetterebbe non solo il monitoraggio, ma anche il blocco effettivo in caso di problemi): quanto tempo ci vorrebbe?

L’autobus non è il treno e questo lo capirebbe anche un bambino. Per ora le conseguenze le pagano studenti e lavoratori.