Comincia un nuovo anno di scuola, ricordando chi tra la strage di Andria e il terremoto non potrà proseguire gli studi

pendolariTante, troppe vittime della strage ferroviaria del 12 luglio e del terremoto erano giovani, giovanissime. Molte di esse non avevano ancora completato gli studi.

Un dolore incolmabile per le famiglie, una grave perdita per le comunità. Quei ragazzi non potranno più proseguire gli studi, semplicemente perché su questa Terra non ci sono più. Forse, se fossero sopravvissuti, avrebbero potuto contribuito in maniera significativa per il nostro disastrato paese. Non lo sapremo mai. Le loro vite sono andate distrutte, esattamente come quei vagoni e come quegli edifici distrutti.

Al grido di dolore dei familiari, si aggiunge quello di allarme di coloro che chiedono l’inserimento del SCMT, per il controllo della marcia del treno e dei dirigenti scolastici pugliesi che sottolineano l’urgenza di controlli e lavori di manutenzione degli edifici scolastici.

Ora, a distanza di settimane, la vita ha ripreso la sua solita routine. Eppure molti sicuramente si stanno chiedendo che ne sarà della loro vita. Se sono al sicuro su quel treno che poi li porterà a scuola o al lavoro. Possiamo sentirci sicuri? Questa domanda la facciamo a chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica al fine da difendere gli interessi di molti e non di pochi, a chi dovrebbe parlare più di futuro degli altri e non del proprio, a chi dovrebbe parlare anche di sovranità popolare e monetaria, gli unici strumenti che ci permetterebbero di assicurare un costante finanziamento indipendente dal debito per la sicurezza pubblica, invece che di improbabili finanziamenti europei somministrati con il contagocce da un’istituzione antidemocratica lontana migliaia di chilometri da noi, finanziamenti mai arrivati a destinazione che qualche politico tanto reclama, facendo credere che siamo noi in difetto invece di difenderci da banchieri e speculatori finanziari che forse in tragedie come queste, ci hanno persino vergognosamente guadagnato.

Che venga detto agli studenti, per un mondo più giusto e consapevole.

Buon anno scolastico a tutti.

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