Andria, lettera di Nonno Vincenzo Santovito a suo nipote

Vincenzo-Santovito“In un freddo giorno di dicembre, con una maestria chirurgica venivi a conoscere il nuovo mondo
Piccolissimo come un pulcino, attorniato, curato con tantissima tenerezza degli angeli bianchi, amorevolmente ti adagiarono in una teca di vetro trasparente dove emettevi i tuoi primi asmanti vagiti
Averti tra le nostre mani tremanti era emozionante
Sembravi un piccolo anatroccolo in un nido di bambagia che faceva da cornice al tuo bel corpicino
Tiranna è la sorte sino adesso. Sei nato in un periodo dove non suonano allegre risate né teneri sospiri, trovando riparo in ombrose compagnie
Ma tu non flutterai nel vento vagante
Ci sarà sempre chi per mano ti guiderà a vita che meriti in giorni pieni di prosperità
Nel tempo che mi resta voglio portarti a conoscenza laddove c’è il male separandolo dal bene
Quando avrai l’età della ragione manderai in frantumi il vaso di questi miei ricordi non trovandovi lacrime delle mie sofferenze già essiccate nel tempo
Nel tuo lungo cammin di vita non fare mai giochi stravaganti ed inutili
Abbi cura della tua vita e quella di chi nel tempo ti circonderà di affetto
Non temere se la mente non conosce paura. Tieni sempre la testa bel alta e non abbandonar mai il timone della speranza
Non fissare mai i tuoi occhi dove vedi il buio
Cerca sempre la luce della lampada del tuo cuore

Nonno Vincenzo Santovito”