Sclerosi multipla: dopo sei anni, l’andriese che riusci a “liberarsi” dalla Ccsvi con metodo sperimentale sta benissimo – guardate VIDEO

Come molti ricorderanno, la mattina del 6 Gennaio 2011, VideoAndria.com pubblicò un video con Francesco Narducci, allora 28enne, vittima di sclerosi multipla. Francesco, che con la sua tenacia nell’esperienza della malattia, sostiene di essersi “liberato” (è questo il termine che egli utilizza) da un male correlato alla malattia: stiamo parlando della Ccsvi, (l’insufficienza venosa cronica cerebro spinale), disturbo dal quale Narducci può tranquillamente affermare di essere stato il primo andriese ad essersene liberato tramite un’operazione condotta presso l‘Ospedale “Bonomo” di Andria. All’epoca l’intervento fu effettuato dopo la scoperta di Narducci del metodo del professor Paolo Zamboni, esperto di chirurgia vascolare e direttore del centro malattie vascolari dell’università di Ferrara, che per primo ha elaborato l’ipotesi di una correlazione di questa malattia neurodegenerativa a un problema circolatorio del sistema nervoso centrale. A giudicare da anni, Francesco sembra ancora in ottima forma:

Il metodo,  diffuso tra il 2008 e il 2009, osservava la potenziale correlazione nella sclerosi multipla di un disturbo vascolare, l’insufficienza cerebrospinale venosa cronica (o Ccsvi), un restringimento dei grossi vasi sanguigni del collo e del torace che irrorano il sistema nervoso centrale. Questo disturbo, nello studio di Zamboni, fu indicato come responsabile di un ristagno di sangue e, di conseguenza, di sostanze come il ferro, individuati nella causa al danno al cervello e al tessuto nervoso centrale. E che sarebbero strettamente connesse all’insorgenza e ai sintomi della sclerosi multipla.

Nonostante lo scetticismo dell’opinione pubblica, persone come Francesco, riconosciuto ufficialmente come malato di sclerosi, potrebbero dimostrare al mondo che forse un’alternativa a colmare parte delle sofferenze c’è. Eppure, anche sul web, sono più i siti web che riportano informazioni contrastanti e diffidenti sul metodo, che quelli che invece riportano le testimonianze di chi ha voluto seguire l’esperimento.

Riguardo il metodo Zamboni, Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, tempo fa affermò: “Sono stata fortunata, ho avuto dolori ma anche grandi gioie e opportunità. Ho scoperto di essere ammalata di sclerosi multipla a 24 anni, ma Luciano mi ha dato grande forza: quando un dottore in America mi disse che avrei terminato la mia vita su una sedia a rotelle, Luciano lo prese e lo gettò contro un muro, dicendogli che non poteva trattarmi così. L’ho avuta per vent’anni, adesso sto bene”.

Con questo articolo non vogliamo illudere nessuno: la segnalazione è partita dallo stesso Francesco Narducci e di conseguenza ci piacerebbe che medici specializzati osservino le sue condizioni per chiarire meglio la posizione della medicina, anche indipendente, nei confronti degli altri malati. Qui sotto linkiamo nuovamente il VIDEO diffuso nel 2011, all’interno del quale Francesco Narducci non solo raccontava la sua esperienza, ma sollevava alcuni dubbi circa le metodologie di terapia tradizionale, ascoltate: