La proposta di Montaruli: “costruire un ponte ad Andria in grado di portare da Largo Appiani in piazza della Stazione in due minuti” – VIDEO

A Bari per discutere della Direttiva UE “Bolkestein”, il sindacalista andriese Savino Montaruli (Unimpresa Bat) ha trasmesso in diretta un video sui social che mostra il percorso del nuovo ponte sull’Asse nord-sud di Bari (quello inaugurato lo scorso mese dal presidente del Consiglio). “Perché non farlo anche ad Andria?” – si chiede Montaruli. Il VIDEO:

“Ad Andria” – scriveva Montaruli in un precedente comunicato – “la politica bugiarda aveva fatto credere agli elettori creduloni che la soluzione provvisoria della ferraglia gettata in via Carmine, nel pieno centro storico in una delle aree più belle della città, a due passi da Largo Grotte, dal Seminario vescovile, da piazza Porta la Barra, dal Santuario Madonna dell’Altomare, dalla chiesa della Madonna del Carmine, sarebbe stata solo per brevissimo tempo, senza dunque pesare ulteriormente sulle casse comunali quindi sul pubblico bilancio mentre a Roma si continua a deviare l’attenzione degli italiani abbindolati e storditi da personaggi telecomandati dalle banche e dalla finanza, (ri)parlando della realizzazione del ponte sullo stretto.

“Ad Andria, sempre ad Andria, la città dove il tendone da circo lo chiamano chapiteau non riescono a realizzare un ponticello che portasse le “persone” da Largo Appiani alla piazza della Stazione, che dista appena qualche metro. Largo Appiani, nel cuore del Quartiere Europa, è un’area che ha subito varie trasformazioni, tutte vanificate dall’incapacità politica ma soprattutto gestionale di Palazzo San Francesco e altri uffici dislocati in città. Dapprima in quell’area avrebbero dovuto sorgervi scuole e servizi pubblici, poi la sua destinazione ad Area mercatale con una spesa mai controllata di oltre ottocentomila euro per il rifacimento del manto stradale e l’adeguamento logistico. Fondi pubblici regionali ed europei il cui corretto utilizzo nessuno ha mai verificato visto che quel mercato, in quell’area, ci è stato solo alcune settimane salvo poi riportarlo nell’area perimetrale della villa comunale dove, dissero i bugiardi, ci sarebbe restato per non più di diciotto mesi mentre di anni ad oggi ne sono trascorsi quasi cinque e il mercato è sempre lì, morente con più del 50% dei 568 concessionari pronti a rinunciare al posteggio quindi a lasciare la “piazza” di Andria.

Successivamente un’altra trovata mediatica, ai “tempi belli” che furono, con la destinazione della medesima area di largo Appiani a Park & Ride nell’ambito di un Progetto poi vanificatosi, pagato dai commercianti creduloni. Il Park & Ride utilizzato quale area di parcheggio dotata di servizio bus navetta per il trasporto delle persone nel centro commerciale della città quindi zona pedonale ed aree adiacenti. Anche questo un servizio durato neanche un anno con risultati pessimi causati sempre da una gestione a dir poco approssimativa.

In questo scenario devastante e psicologicamente distruttivo si inserisce invece una proposta tanto semplice quanto economica e fattibile presentata anche dal Comitato di Quartiere di quella zona cioè la costruzione di un modesto ed economico “ponticello” che portasse direttamente le persone proprio da Largo Appiani in piazza della Stazione. Una realizzazione che avrebbe risolto un’enormità di problemi e prodotti enormi vantaggi. La (ri)entrata in funzione del Park & Ride in Largo Appiani, incrementato con la fermata dei pullman specie cin questo momento di migrazione del traffico ferroviario su gomma, avrebbe consentito agli utenti di attraversare il ponticello ed arrivare in stazione quindi praticamente già nel centro urbano cittadino semplicemente facendo quattro passi, quindi in un attimo senza invece, come oggi ancora accade, dover attraversare una strada lunghissima costeggiando interamente il tratto ferroviario per poi attraversare il passaggio a livello di viale Gramsci le cui problematiche sono a tutti note e recarsi in piazza della stazione percorrendo la lunga via Vaccina.

Una situazione ridicola al limite dell’offesa all’intelligenza umana che evidentemente, anche in questo caso, cozza con quella di chi la utilizza unicamente per raggiungere senza fatica le sue ambite mete personali, senza dare alcuna importanza alla vera domanda finale che sarà questa: “per cosa essere ricordati?”. Ma queste, in politica, sono domande che è vietato porsi” – conclude il sindacalista andriese.