La lotta delle donne kurde contro ISIS e patriarcato arriva a Barletta – VIDEO

soldatesse-kurde“Nel corso della storia le donne kurde hanno assunto un ruolo fondamentale nella costruzione di una società laica e democratica (democratico in kurdo è l’equivalente di “comunista” da noi) in Medio Oriente. Questo ruolo da protagoniste non viene da una concessione fatta dagli uomini ma da un processo di autodeterminazione che va avanti da decenni. Sono passati tanti anni da quando la donna ha iniziato a fare ciò che nei territori kurdi normalmente facevano solo gli uomini (come in tutte le realtà in cui la religione islamica è fortemente radicata). Le donne si sono trovate, di fatto, a lavorare per la sopravvivenza delle loro comunità per necessità, molti uomini erano assenti perché incarcerati o impegnati sul fronte. Questo ha, gradualmente, iniziato a mettere in discussione i canoni di una società patriarcale e fortemente maschilista. Non è, quindi, un caso che siano stati proprio i kurdi l’unico vero esempio di resistenza ed opposizione alla barbarie dello stato islamico” fanno sapere dal Collettivo “EXIT”  che venerdì 14 ottobre ha promosso un incontro presso la Sala Consiliare di Barletta con la Presidente dell’Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia (di fatto l’ambasciatrice del popolo curdo) Ozlem Tanrikulu, presidente di “UIKI-ONLUS” e con Simonetta Crisci (membro del consiglio direttivo della Casa Internazionale delle donne”.  Il VIDEO (fonte: Canale Youtube di Amica9tv):

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“Un modello di società – proseguono dal collettivo barlettano –basato sull’antisessismo non poteva che essere il naturale nemico di un’organizzazione che faceva dello sfruttamento della donna e dell’azzeramento dei suoi diritti fondamentali uno dei suoi cavalli di battaglia, nonché uno strumento di propaganda. Anche se qui in occidente ce ne siamo resi conto solo negli ultimi due anni, le donne kurde hanno imbracciato le armi da molto più tempo. In Rojava le YPJ, sono un’unità militare composta da sole donne ed il cui nome parla chiaro: Unità di difesa delle donne. Questo è solo un esempio di come le donne si siano prese un ruolo nella liberazione, nella protezione e nell’autogoverno dei territori oppressi. Una parità, lontana dalle nostre “quote rosa”, alla base del progetto di confederalismo democratico che i kurdi stanno cercando di portare avanti nei cantoni del Rojava. L’opposizione allo stato islamico, quindi, non è solo militare ma decisamente culturale. Lo stato islamico è solo un simbolo delle gravi forme di discriminazione e repressione di genere presenti in medio oriente e nelle “democrazie” occidentali. La demolizione di un sistema basato sul maschilismo non è più solo una battaglia dei kurdi. Nei territori kurdi del Rojava vivono e partecipano attivamente alla resistenza persone appartenti anche ad altre etnie (assiri, yazidi, arabi solo per citarne alcuni) e questo fa delle lotte condotte negli anni dalle donne kurde un modello da esportare in tutto il medio oriente”.  

Lo scorso settembre, l’Unità di Protezione Popolare, comunemente conosciuta come YPG (la milizia della regione a maggioranza curda nel nord della Siria) aveva diffuso un video con l’appello di “compagno italiano” dal volto coperto il quale illustrava l’attuale situazione nel nord della Siria, rivolgendo un appello alla solidarietà dopo l’invasione turca di Jarablus e i bombardamenti a Menbij. L’uomo si rivolge inoltre ad alcuni politici italiani (Matteo Renzi, presidente del consiglio, Federica Mogherini, commissario europeo agli affari esteri, Staffan de Mistura, negoziatore delle Nazioni Unite per la pace in Siria, e Matteo Salvini, segretario della Lega Nord) sottolineando la loro “ipocrisia e le loro responsabilità rispetto all’attuale situazione del Rojava, della Siria, del Medio Oriente e alle politiche riguardanti i profughi”. Nel video compaiono anche alcune/i combattenti delle Ypg e delle Ypj che si rivolgono al popolo italiano spronandone la solidarietà per la lotta curda e per la causa confederale in Siria. Il video si conclude con un saluto delle Ypg-Ypj in memoria di Valeria Solesin, la ragazza italiana uccisa dall’ISIS durante gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre. Quı il testo integrale dell’appello contenuto nel video http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/17538-combattente-italiano-delle-ypg-manda-un-messaggio-alitalia-dal-rojava-video – Il VIDEO:

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