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	<title>La prima WebTv di Andria e della Puglia, notizie e filmati da Andria e dalla Puglia anche in live streaming &#187; puglia</title>
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	<description>La prima WebTv di Andria e della Puglia, notizie e filmati da Andria e dalla Puglia anche in live streaming</description>
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		<title>Dati sulla qualità della vita nella città di Andria, Giorgino: &#8220;stiamo rispondendo alle criticità emerse&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-17018 alignleft" style="margin: 9px;" title="palazzo-di-citta-di-andria" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/palazzo-di-citta-di-andria-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Il Sindaco di Andria, avv. Nicola Giorgino, è intervenuto ieri durante l&#8217;incontro organizzato dal Movimento Consumatori per presentare i dati relativi alla qualità della vita nei capoluoghi pugliesi che prendono spunto da un sondaggio, su base regionale, elaborato dalla Troisi Ricerche a giugno 2010 e commissionato da diverse associazioni di consumatori. “La realtà che questo sondaggio fotografa sulla percezione dei cittadini in merito alla qualità della vita – ha dichiarato il Sindaco Giorgino -, analizza il preesistente ed offre non solo spunti di riflessione per la futura azione amministrativa ma ci conforta sulla bontà delle progettualità messe in cantiere. Infatti, dal sondaggio realizzato la scorsa estate emergono grosse criticità inerenti ad esempio la raccolta differenziata, la mancanza di impianti sportivi e l&#8217;assenza di contenitori culturali. A queste criticità di cui l&#8217;Amministrazione era ben conscia, si è risposto con l&#8217;espletamento del nuovo bando per la raccolta dei rifiuti il cui servizio ci auguriamo che possa partire nei prossimi mesi e che con la raccolta differenziata porta a porta si pone come obiettivo il 65%. Quindi, riguardo le opere pubbliche, abbiamo puntato sul rifacimento dello stadio Sant&#8217;Angelo dei Ricchi e sulla copertura della pista di pattinaggio proprio per consentire alle tante associazioni sportive di avere strutture finalmente ottimali. Sui contenitori culturali, il 2012 vedrà la fine dei lavori sia per quanto riguarda l&#8217;Officina San Domenico che per la Biblioteca Comunale in Piazza Sant&#8217;Agostino, e questo sarà anche un punto forte della riqualificazione del nostro borgo antico ed inoltre, vedrà partire i lavori che faranno dell&#8217;ex mattatoio comunale un moderno centro culturale con un auditorium”. “Se è vero, e ciò ci soddisfa visto l&#8217;impegno profuso, che Andria è al secondo posto in Puglia come percezione della sicurezza nei quartieri del centro e durante il giorno in tutta la città, bisogna adoperarsi perchè la situazione migliori anche nelle periferie, dotandole, come stiamo facendo, di servizi essenziali che facciano sentire ogni quartiere parte integrante della città. Ed è il caso, ad esempio, di San Valentino il cui piano di recupero procede rapidamente e consentirà di dare dignità ad una zona importante e popolosa della città a lungo abbandonata”. “Ad altre criticità emerse come l&#8217;assenza di parcheggi – ha proseguito il Sindaco -, stiamo cercando di rispondere da un lato con l&#8217;individuazione di grandi aree parcheggio e dall&#8217;altro lato con la presenza di Park&amp;Ride oltre che con progetti per la mobilità sostenibile come il bike sharing”. Il Sindaco quindi, al termine della serata, si è detto disponibile ad avviare un proficuo dialogo con le associazioni dei consumatori che possa portare, di concerto con le stesse, all&#8217;elaborazione di Carte dei Servizi per migliorare gli standard di qualità della città. “Il miglioramento della qualità della vita di una città – ha concluso il Sindaco- passa dall&#8217;impegno di tutti e non ha colorazioni politiche”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comune di Andria &#8211; Area Comunicazione</strong></p>
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		<title>Nuova discarica a Trani &#8211; Sel Andria richiede seduta monotematica al Consiglio Comunale</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella sesta provincia pugliese, un altro tassello, di un progetto complessivo di inquinamento del nostro territorio, sta per essere apposto. Questo tassello riguarda la discarica che la Ekobat propone in agro di Trani, ad una distanza di 3,5 chilometri dalle città di Trani e di Andria. Pochi sanno di questo progetto e nessuno ne parla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-32021 alignleft" style="margin: 9px;" title="mappa discariche a Trani" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/mappa-discariche-a-Trani.jpg" alt="" width="300" height="232" />Nella sesta provincia pugliese, un altro tassello, di un progetto complessivo di inquinamento del nostro territorio, sta per essere apposto. Questo tassello riguarda la discarica che la Ekobat propone in agro di Trani, ad una distanza di 3,5 chilometri dalle città di Trani e di Andria.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi sanno di questo progetto e nessuno ne parla, soprattutto la politica locale che sembra essere interessata a dibattere, con il metodo della contrapposizione a prescindere, su questioni futili e poco interessata e attenta a discutere di questioni che riguardano l’intera Città, a prescindere dal colore politico che può caratterizzare ciascuno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ecologia è parte della “ragione sociale” di SEL e per questo motivo, come abbiamo già fatto in passato, ci opporremo con forza a tutte quelle azioni volte a mettere in pericolo la nostra salute, la salubrità del nostro ambiente e del nostro territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi pensiamo che la Città di Andria debba esprimersi su questa vicenda, perché anche se la discarica è prevista in agro di Trani, avrà comunque ricadute sulle città limitrofe, quindi, a giorni, presenteremo una richiesta di convocazione monotematica del Consiglio, dopo aver raccolto il numero di sottoscrizioni dei consiglieri comunali necessarie per far ciò.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il testo della richiesta:</p>
<p style="text-align: justify;">VISTO</p>
<p style="text-align: justify;">l’art. 19 dello statuto comunale;<br />
l’art. 19 del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale approvato con delibera di Consiglio comunale del n. 28/2001 e modificata con delibera di Consiglio comunale n. 46/2003.<br />
PREMESSO CHE:</p>
<p style="text-align: justify;">l’art. 5 del DPR 12 Aprile 1996 (Atto di indirizzo e coordinamento per l&#8217;attuazione dall&#8217;art. 40 comma 1, della legge n. 146/1994) concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale, dispone che l’ Autorità competente (in questo caso la Provincia B.A.T.) per l’istruttoria del progetto soggetto alla V.I.A. trasmetta ai “Comuni interessati”, copia della documentazione del progetto, in sostituzione del soggetto proponente;</p>
<p style="text-align: justify;">recenti pronunce giurisprudenziali (cfr. TAR Sicilia,Catania,Sez. I, 24 novembre 2008, n. 2241) hanno considerato che la nozione di “comuni interessati” chiamati a pronunciare il proprio parere sul progetto, non può essere rapportata ad un criterio meramente territoriale;</p>
<p style="text-align: justify;">il Consiglio di Stato, (cfr Consiglio di Stato,V,17maggio 2005, n. 2460) ha stabilito che il bene ambiente, nella sua oggettività, non è riconducibile alla delimitazione amministrativa delle competenze degli Enti locali, ben potendo essere oggetto di interessi molteplici e concorrenti di più Enti locali, a seconda delle esternalità del bene stesso;</p>
<p style="text-align: justify;">una nozione più ampia di pubbliche amministrazioni, che include nel novero di quelle legittimate a partecipare al procedimento di VIA, non solo i comuni territorialmente interessati, ma anche quelli che sono comunque destinatari di possibili effetti o ricadute ambientali del progetto proposto alla suddetta VIA,si trova nella direttiva 85/337/CE il cui art. 1 comma 2 include nel “ pubblico interessato” gli enti che subiscono o possono subire gli effetti delle procedure decisionali in materia ambientale e dunque conferma, in maniera sistemica,che la nozione di “ Comuni interessati” va correlata non al territorio, ma alle concrete ricadute ambientali di un progetto sottoposto alla VIA.<br />
CONSIDERATO CHE:</p>
<p style="text-align: justify;">l’impianto è posto in agro di Trani, ad una distanza di 3,5 chilometri dalle città di Trani e di Andria;</p>
<p style="text-align: justify;">in base alla nozione di “comuni interessati” anzidetta, la Città di Andria rientra tra i “comuni interessati” per le concrete ricadute ambientali di tale progetto;</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito oggetto del progetto di discarica proposto dalla EKOBAT srl è ubicato in un’area del territorio comunale di Trani contrassegnato dalla presenza di numerosi insediamenti industriali.<br />
1) A ovest il sito della EKOBAT confina con la cava con annesso frantoio ed impianto di betonaggio della Unical.</p>
<p style="text-align: justify;">2) A nord-ovest confina con analogo impianto industriale ( cava,frantoio ed impianto di betonaggio) del gruppo Matarrese. E’ da tenere in evidenza che sulla stessa area su cui sorge l’impianto produttivo del gruppo Matarrese nel 2010 è stato presentato un progetto da parte della GENERAL CEMENT PUGLIA, società appartenente allo stesso gruppo economico,per la realizzazione di un impianto per la produzione di cemento,con una potenzialità di 600.000 t/a.</p>
<p style="text-align: justify;">3)A nord,il sito della EKOBAT confina con la discarica di rifiuti speciali della ECO ERRE srl, autorizzata ad una volumetria di 800.000 metri cubi. La discarica della ECO ERRE, attualmente non in esercizio, sorge sulle particelle 65 e 66 del Foglio di mappa 50 del Comune di Trani e cioè in un’area immediatamente contigua al sito della EKOBAT. La discarica della ECO ERRE è stata autorizzata all’esercizio dalla Delibera di Giunta dell’Amministrazione Provinciale di Bari n. 413 del 22/06/1999.</p>
<p style="text-align: justify;">4) Sempre a nord,ad una distanza di circa 250 metri dal sito della EKOBAT,è ubicata la discarica di RSU dell’AMIU, al servizio del ATO BA/1,autorizzata all’esercizio con Determina del Dirigente dell’Ufficio Tutela dall’Inquinamento atmosferico IPPC –AIA n. 597 del 24/09/2008,attualmente in esercizio. La discarica AMIU è autorizzata allo smaltimento di rifiuti per una volumetria di 3.434.950 tonnellate. Alla data di rilascio dell’autorizzazione IPPC-AIA, nel settembre 2008,disponeva di una capacità residua di abbancamento pari a 2.080.876 tonnellate;</p>
<p style="text-align: justify;">la discarica ECO ERRE di rifiuti speciali è ubicata tra la discarica di RSU dell’AMIU ed il sito del progetto di discarica della EKOBAT;</p>
<p style="text-align: justify;">in data 26 gennaio 2011, il Consiglio comunale della Città di Andria, approvava un ordine del giorno con cui l’Amministrazione comunale “Esprime forte dissenso sull&#8217;ipotesi di insediamenti, anche da parte di Comuni contermini, che potrebbero determinare un nuovo carico di agenti inquinanti su questo territorio”;</p>
<p style="text-align: justify;">se la proposta progettuale della EKOBAT venisse approvata e la discarica ECO ERRE entrasse in esercizio,si creerebbe un “ continuum ambientale” costituito dalle tre discariche che colliderebbe con l’indirizzo dato dal Consiglio comunale di Andria con l’approvazione della suddetta delibera (“… potrebbero determinare un nuovo carico di agenti inquinanti su questo territorio …”) .</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto PREMESSO e CONSIDERATO, ed in virtù delle disposizioni di legge, i gruppi consiliari in calce</p>
<p style="text-align: justify;">CHIEDONO</p>
<p style="text-align: justify;">che sia convocato urgentemente ed in seduta monotematica il Consiglio Comunale per discutere del progetto. oggetto della domanda di AIA coordinata alla VIA, proposto dalla EKOBAT s.r.l.</p>
<p style="text-align: justify;">f.to I coordinatori di Sinistra Ecologia Libertà &#8211; Andria<br />
<strong>Michele Lorusso &#8211; Valentina Lomuscio</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Ristoriamoci Bio&#8221; &#8211; degustazioni il 18 novembre 2011 al ristorante Umami di Andria</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:20:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;AIAB, Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica della Puglia, promuove la manifestazione &#8220;Ristoriamoci Bio&#8221;, un tour di degustazioni che attraversa la Puglia per portare a conoscenza del vasto pubblico la metodologia dell&#8217;agricoltura biologica. Dopo il successo dell&#8217;evento di sabato 12 novembre presso il teatro naturale di Lama del Trappeto, antico insediamento rurale a Pezze di Greco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-31768" title="Ristoriamoci-Bio" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Ristoriamoci-Bio.jpg" alt="" width="450" height="281" /><br />
L&#8217;AIAB, Associazione Italiana per l&#8217;Agricoltura Biologica della Puglia, promuove la manifestazione &#8220;Ristoriamoci Bio&#8221;, un tour di degustazioni che attraversa la Puglia per portare a conoscenza del vasto pubblico la metodologia dell&#8217;agricoltura biologica. Dopo il successo dell&#8217;evento di sabato 12 novembre presso il teatro naturale di Lama del Trappeto, antico insediamento rurale a Pezze di Greco, Ristoriamoci Bio riprende il suo viaggio fermandosi venerdi 18 novembre 2011 al ristorante Umami di Andria e sabato 19 novembre 2011 alla Masseria Paperta di Alberobello.</p>
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		<title>Provincia BAT: Seminario informativo sui Tirocini Formativi e di Orientamento</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:18:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La recente legge n. 148 del 14/09/2011, all’art. 11 ha innovato la disciplina relativa ai tirocini formativi e di orientamento o “stage” introducendo livelli di tutela essenziali per la loro attivazione: non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese; possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati o neo-laureati entro e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-30673 alignleft" style="margin: 9px;" title="formazione-professionale" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/formazione-professionale.jpg" alt="" width="300" height="200" />La recente legge n. 148 del 14/09/2011, all’art. 11 ha innovato la disciplina relativa ai tirocini formativi e di orientamento o “stage” introducendo livelli di tutela essenziali per la loro attivazione:</p>
<p style="text-align: justify;">non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese;<br />
possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati o neo-laureati entro e non oltre dodici mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio. Nonostante la circolare del Ministero del Lavoro n. 24 del 12.9.2011 abbia previsto la possibilità di attivare tirocini di inserimento/reinserimento anche per inoccupati e disoccupati, i giovani stanno incontrando notevoli difficoltà nel proporsi per l’effettuazione di uno stage stante le perplessità dei datori di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">I Centri per l’Impiego della Provincia Barletta-Andria-Trani organizzano per il giorno 18 novembre 2011, alle ore 11 un Seminario Informativo presso la Sala Conferenze dell’Istituto Tecnico Agrario “Umberto 1°” sito in Andria in piazza San Pio X, n. 9, per aiutare i giovani ad orientarsi verso tale strumento di inserimento e per valorizzarne le potenzialità in termini di occupabilità, prevenendo abusi ed utilizzi distorti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo è quello di favorire l’acquisizione di un’esperienza pratica, attraverso uno strumento agile quale quello del tirocinio formativo per qualificare l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, finalizzato alla crescita professionale e personale del tirocinante, facendolo rientrare in un progetto personalizzato di formazione o di ricerca del lavoro ma anche per lo sviluppo del partenariato fra territorio ed imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">I seminari informativi sono un servizio a cui possono aderire gli iscritti a tutti i nostri CPI ed anche i non ancora iscritti purché interessati, trasmettendo un apposito modulo di iscrizione via e-mail ad andria.lavoro@provincia.bt.it (per i residenti nei Comuni di Andria. Minervino Murge e Spinazzola) barletta.lavoro@provincia.bt.it (per i residenti nel Comune di Barletta) bisceglie.lavoro@provincia.bt.it (per i residenti nei Comuni di Bisceglie e Trani) canosadipuglia.lavoro@provincia.bt.it (per i residenti nel Comune di Canosa di Puglia) trinitapoli.lavoro@provincia.bt.it (per i residenti nei Comuni di Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia e Margherita di Savoia).</p>
<p style="text-align: justify;">Li, 14 novembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Assessore Provinciale al Lavoro</strong><br />
<strong> della Provincia Barletta Andria Trani</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rete GAS Puglia spiega perchè è importante cambiare il nostro modo di far la spesa</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 11:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rete GAS Puglia è stata costituita nel febbraio 2011, nasce dall’esigenza di alcuni gruppi di acquisto i quali hanno espresso la volontà di collegarsi fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Puglia sono censiti oltre 70 GAS. La Rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-31103" title="Rete-GAS-Puglia-gruppi-di-a" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Rete-GAS-Puglia-gruppi-di-a.jpg" alt="" width="450" height="283" /><br />
La Rete GAS Puglia è stata costituita nel febbraio 2011, nasce dall’esigenza di alcuni gruppi di acquisto i quali hanno espresso la volontà di collegarsi fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Puglia sono censiti oltre 70 GAS. La Rete GAS Puglia è organizzata in modo orizzontale le sue funzione sono esclusivamente due :<br />
1.Fornire informazioni ed esperienze utili a tutti i GAS della Puglia , offrendo loro la possibilità di mettersi in contatto tra di loro e di poter confrontare i prezzi , la qualità dei prodotti e le eventuali informazioni sulle aziende iscritte alla Rete GAS Puglia. Le aziende che decidono di iscriversi sono tenute a pubblicare i loro listini ed informazioni descrittive sui loro prodotti per consentire a tutti i vecchi GAS di confrontarli ed ai nuovi di trovare il produttore più vicino alla loro ubicazione. La Rete GAS Puglia non effettua intermediazione o vendita di qualsiasi prodotto.<br />
2.Promuovere per tutto il territorio della Puglia la mentalità dei GAS attraverso la partecipazione a numerose fiere sagre e convegni che hanno toccato tutte le provincie della Puglia. Inoltre la Rete GAS Puglia da supporto ai nuovi gruppi di acquisto che vogliono iniziare questa esperienza ed utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. La Solidarietà parte dai membri del gruppo e si estende ai produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">I fornitori vengono scelti dai singoli GAS in maniera autonoma , l’unico criterio che viene seguito è quello di privilegiare produttori vicini al paese o città dove il GAS è ubicato. Per quanto concerne la qualità dei prodotti essendoci un rapporto diretto tra produttore e consumatore , si ha la possibilità di seguire tutti i passaggi di maturazione del prodotto<br />
(frutti o verdure che siano ).</p>
<p style="text-align: justify;">La Rete GAS Puglia fino a questo momento ha acquistato quasi esclusivamente prodotti alimentari e detersivi ma in questo mese ha avviato dei progetti che riguardano anche altri prodotti come indumenti e materiale informatico il tutto è comunque finalizzato sempre a perseguire i fini solidali e di consumo sostenibile che caratterizzano la filosofia dei GAS.</p>
<p style="text-align: justify;">In media una famiglia che appartiene ad un GAS ben avviato può arrivare a risparmiare fino a 3700 € all’anno se si prendono in considerazione solo prodotti alimentari. Il produttore d’altro canto specialmente quelli agricoli possono guadagnare fino al 70 € in più rispetto alla vendita all’ingrosso. Infatti in Puglia un piccolo produttore agricolo guadagna solo il 12 % dal prezzo che viene esposto negli scaffali dei supermercati con tutte le conseguenze sulla qualità del prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare sono le nostre nuove progettualità appena lanciate che riguardano proprio l’agricoltura , il tessile , l’informatica e i rifiuti. Questi progetti sono esplicati bene nella pagina dei PROGETTI .</p>
<p style="text-align: justify;">Link sito: <a href="http://retegaspuglia.blogspot.com/2011/10/rete-gas-puglia-spiega-il-perche-e.html" target="_blank">http://retegaspuglia.blogspot.com/2011/10/rete-gas-puglia-spiega-il-perche-e.html</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il responsabile<br />
Michele Uva</p>
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		<title>Gravina in Puglia, imprenditore denuncia il suo usuraio che finisce in manette</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 08:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-28767 alignleft" style="margin: 9px;" title="FOTO GAZZELLA ARMA dei Carabinieri" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/FOTO-GAZZELLA-ARMA-dei-Carabinieri.jpg" alt="" width="270" height="168" /> I Carabinieri della Stazione di Gravina in Puglia, a conclusione di una attività investigativa avviata nello scorso mese di Agosto, hanno tratto in arresto un uomo classe 1968, poiché raggiunto dall’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica.L’uomo è ritenuto responsabile di Usura, Estorsione e Violenza Privata con il vincolo della continuazione. I reati in parola sono stati commessi in danno di un imprenditore edile che, disperato per i numerosi debiti di gioco accumulati presso la sala giochi del primo, ha trovato la forza di denunciare tutto ai Carabinieri. L’imprenditore infatti era stato costretto a chiedere dei prestiti all&#8217;uomo, per un ammontare iniziale di 12.000 euro. Da questa somma, si è arrivati ad un vorticoso giro di danaro fatto di accensioni di mutui, emissioni di assegni ed acquisti fittizi fino ad arrivare alla esorbitante cifra di 75.000 euro, per un interesse usuraio di oltre il 130% annuo. Per ottenere i “versamenti usurari”, il Demarzio attuava condotte estorsive e atti di violenza in danno del malcapitato imprenditore edile. Alla luce di quanto sopra descritto l’uomo è stato arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <strong>Comando Provinciale Carabinieri di Bari &#8211; Sala Stampa</strong></p>
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		<title>La questione morale &#8211; Enrico Berlinguer &#8211; Repubblica, 1981</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 08:21:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Oggi, Sabato 24 settembre, alle ore 19, ad Andria, in via Attimonelli, presso la sede dell&#8217;Associazione &#8220;Costruiamo il Futuro&#8221;, nel trentesimo anniversario della storica intervista di Eugenio Scalfari ad Enrico Berlinguer sulla Questione Morale, si terrà un conversazione condotta da Michele Palumbo. Interverranno Peppino Caldarola, Gaetano Piepoli e Giuseppe Losappio. Introduce Lorenzo Marchio Rossi. Intervista a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-29296 alignleft" style="margin: 9px;" title="berlinguer" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/berlinguer1.jpg" alt="" width="125" height="133" /> Oggi, Sabato 24 settembre, alle ore 19, ad Andria, in via Attimonelli, presso la sede dell&#8217;Associazione &#8220;Costruiamo il Futuro&#8221;, nel trentesimo anniversario della storica intervista di Eugenio Scalfari ad Enrico Berlinguer sulla Questione Morale, si terrà un conversazione condotta da Michele Palumbo. Interverranno Peppino Caldarola, Gaetano Piepoli e Giuseppe Losappio.<br />
Introduce Lorenzo Marchio Rossi. Intervista a Enrico Berlinguer</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«I partiti sono diventati macchine di potere»</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer.</strong><br />
<strong>«I partiti hanno degenerato e questa è l&#8217;origine dei malanni d&#8217;Italia». Eugenio Scalfari</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La passione è finita?</strong><br />
Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l&#8217;iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un &#8220;boss&#8221; e dei &#8220;sotto-boss&#8221;. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la DC: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei mi ha detto poco fa che la degenerazione dei partiti è il punto essenziale della crisi italiana.</strong><br />
È quello che io penso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per quale motivo</strong>?<br />
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c&#8217;è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le &#8220;operazioni&#8221; che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell&#8217;interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un&#8217;autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un&#8217;attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei fa un quadro della realtà italiana da far accapponare la pelle.</strong><br />
E secondo lei non corrisponde alla situazione?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Debbo riconoscere, signor Segretario, che in gran parte è un quadro realistico. Ma vorrei chiederle: se gli italiani sopportano questo stato di cose è segno che lo accettano o che non se ne accorgono. Altrimenti voi avreste conquistato la guida del paese da un pezzo.</strong><br />
La domanda è complessa. Mi consentirà di risponderle ordinatamente. Anzitutto: molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. Vuole una conferma di quanto dico? Confronti il voto che gli italiani hanno dato in occasione dei referendum e quello delle normali elezioni politiche e amministrative. Il voto ai referendum non comporta favori, non coinvolge rapporti clientelari, non mette in gioco e non mobilita candidati e interessi privati o di un gruppo o di parte. È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel &#8217;74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell&#8217;81 per l&#8217;aborto, gli italiani hanno fornito l&#8217;immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Veniamo all&#8217;altra mia domanda, se permette, signor Segretario: dovreste aver vinto da un pezzo, se le cose stanno come lei descrive.</strong><br />
In un certo senso, al contrario, può apparire persino straordinario che un partito come il nostro, che va così decisamente contro l&#8217;andazzo corrente, conservi tanti consensi e persino li accresca. Ma io credo di sapere a che cosa lei pensa: poiché noi dichiariamo di essere un partito &#8220;diverso&#8221; dagli altri, lei pensa che gli italiani abbiano timore di questa diversità.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, è così, penso proprio a questa vostra conclamata diversità. A volte ne parlate come se foste dei marziani, oppure dei missionari in terra d&#8217;infedeli: e la gente diffida. Vuole spiegarmi con chiarezza in che consiste la vostra diversità? C&#8217;è da averne paura?<br />
Qualcuno, sì, ha ragione di temerne, e lei capisce subito chi intendo. Per una risposta chiara alla sua domanda, elencherò per punti molto semplici in che consiste il nostro essere diversi, così spero non ci sarà più margine all&#8217;equivoco. Dunque: primo, noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l&#8217;operato delle istituzioni. Ecco la prima ragione della nostra diversità. Le sembra che debba incutere tanta paura agli italiani?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Veniamo alla seconda diversità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri e gli emarginati, gli svantaggiati, vadano difesi, e gli vada data voce e possibilità concreta di contare nelle decisioni e di cambiare le proprie condizioni, che certi bisogni sociali e umani oggi ignorati vadano soddisfatti con priorità rispetto ad altri, che la professionalità e il merito vadano premiati, che la partecipazione di ogni cittadino e di ogni cittadina alla cosa pubblica debba essere assicurata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Onorevole Berlinguer, queste cose le dicono tutti.</strong><br />
Già, ma nessuno dei partiti governativi le fa. Noi comunisti abbiamo sessant&#8217;anni di storia alle spalle e abbiamo dimostrato di perseguirle e di farle sul serio. In galera con gli operai ci siamo stati noi; sui monti con i partigiani ci siamo stati noi; nelle borgate con i disoccupati ci siamo stati noi; con le donne, con il proletariato emarginato, con i giovani ci siamo stati noi; alla direzione di certi comuni, di certe regioni, amministrate con onestà, ci siamo stati noi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non voi soltanto.</strong><br />
È vero, ma noi soprattutto. E passiamo al terzo punto di diversità. Noi pensiamo che il tipo di sviluppo economico e sociale capitalistico sia causa di gravi distorsioni, di immensi costi e disparità sociali, di enormi sprechi di ricchezza. Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell&#8217;economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l&#8217;iniziativa individuale sia insostituibile, che l&#8217;impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante. Ma siamo convinti che tutte queste realtà, dentro le forme capitalistiche -e soprattutto, oggi, sotto la cappa di piombo del sistema imperniato sulla DC- non funzionano più, e che quindi si possa e si debba discutere in qual modo superare il capitalismo inteso come meccanismo, come sistema, giacché esso, oggi, sta creando masse crescenti di disoccupati, di emarginati, di sfruttati. Sta qui, al fondo, la causa non solo dell&#8217;attuale crisi economica, ma di fenomeni di barbarie, del diffondersi della droga, del rifiuto del lavoro, della sfiducia, della noia, della disperazione. È un delitto avere queste idee?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non trovo grandi differenze rispetto a quanto può pensare un convinto socialdemocratico europeo. Però a lei sembra un&#8217;offesa essere paragonato ad un socialdemocratico.</strong><br />
Bè, una differenza sostanziale esiste. La socialdemocrazia (parlo di quella seria, s&#8217;intende) si è sempre molto preoccupata degli operai, dei lavoratori sindacalmente organizzati e poco o nulla degli emarginati, dei sottoproletari, delle donne. Infatti, ora che si sono esauriti gli antichi margini di uno sviluppo capitalistico che consentivano una politica socialdemocratica, ora che i problemi che io prima ricordavo sono scoppiati in tutto l&#8217;occidente capitalistico, vi sono segni di crisi anche nella socialdemocrazia tedesca e nel laburismo inglese, proprio perché i partiti socialdemocratici si trovano di fronte a realtà per essi finora ignote o da essi ignorate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque, siete un partito socialista serio&#8230;</strong><br />
&#8230;nel senso che vogliamo costruire sul serio il socialismo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le dispiace, la preoccupa che il PSI lanci segnali verso strati borghesi della società?</strong><br />
No, non mi preoccupa. Ceti medi, borghesia produttiva sono strati importanti del paese e i loro interessi politici ed economici, quando sono legittimi, devono essere adeguatamente difesi e rappresentati. Anche noi lo facciamo. Se questi gruppi sociali trasferiscono una parte dei loro voti verso i partiti laici e verso il PSI, abbandonando la tradizionale tutela democristiana, non c&#8217;è che da esserne soddisfatti: ma a una condizione. La condizione è che, con questi nuovi voti, il PSI e i partiti laici dimostrino di saper fare una politica e di attuare un programma che davvero siano di effettivo e profondo mutamento rispetto al passato e rispetto al presente. Se invece si trattasse di un semplice trasferimento di clientele per consolidare, sotto nuove etichette, i vecchi e attuali rapporti tra partiti e Stato, partiti e governo, partiti e società, con i deleteri modi di governare e di amministrare che ne conseguono, allora non vedo di che cosa dovremmo dirci soddisfatti noi e il paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo lei, quel mutamento di metodi e di politica c&#8217;è o no?</strong><br />
Francamente, no. Lei forse lo vede? La gente se ne accorge? Vada in giro per la Sicilia, ad esempio: vedrà che in gran parte c&#8217;è stato un trasferimento di clientele. Non voglio affermare che sempre e dovunque sia così. Ma affermo che socialisti e socialdemocratici non hanno finora dato alcun segno di voler iniziare quella riforma del rapporto tra partiti e istituzioni -che poi non è altro che un corretto ripristino del dettato costituzionale- senza la quale non può cominciare alcun rinnovamento e sanza la quale la questione morale resterà del tutto insoluta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché?</strong><br />
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell&#8217;amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell&#8217;Italia d&#8217;oggi, fa tutt&#8217;uno con l&#8217;occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt&#8217;uno con la guerra per bande, fa tutt&#8217;uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono profare d&#8217;essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Signor Segretario, in tutto il mondo occidentale si è d&#8217;accordo sul fatto che il nemico principale da battere in questo momento sia l&#8217;inflazione, e difatti le politiche economiche di tutti i paesi industrializzati puntano a realizzare quell&#8217;obiettivo. È anche lei del medesimo parere?</strong><br />
Risponderò nello stesso modo di Mitterand: il principale malanno delle società occidentali è la disoccupazione. I due mali non vanno visti separatamente. L&#8217;inflazione è -se vogliamo- l&#8217;altro rovescio della medaglia. Bisogna impegnarsi a fondo contro l&#8217;una e contro l&#8217;altra. Guai a dissociare questa battaglia, guai a pensare, per esempio, che pur di domare l&#8217;inflazione si debba pagare il prezzo d&#8217;una recessione massiccia e d&#8217;una disoccupazione, come già in larga misura sta avvenendo. Ci ritroveremmo tutti in mezzo ad una catastrofe sociale di proporzioni impensabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il PCI, agli inizi del 1977, lanciò la linea dell&#8217; &#8220;austerità&#8221;. Non mi pare che il suo appello sia stato accolto con favore dalla classe operaia, dai lavoratori, dagli stessi militanti del partito&#8230;</strong><br />
Noi sostenemmo che il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità e che, comunque, la situazione economica dei paesi industializzati -di fronte all&#8217;aggravamento del divario, al loro interno, tra zone sviluppate e zone arretrate, e di fronte al risveglio e all&#8217;avanzata dei popoli dei paesi ex-coloniali e della loro indipendenza- non consentiva più di assicurare uno sviluppo economico e sociale conservando la &#8220;civiltà dei consumi&#8221;, con tutti i guasti, anche morali, che sono intrinseci ad essa. La diffusione della droga, per esempio, tra i giovani è uno dei segni più gravi di tutto ciò e nessuno se ne dà realmente carico. Ma dicevamo dell&#8217;austerità. Fummo i soli a sottolineare la necessità di combattere gli sprechi, accrescere il risparmio, contenere i consumi privati superflui, rallentare la dinamica perversa della spesa pubblica, formare nuove risorse e nuove fonti di lavoro. Dicemmo che anche i lavoratori avrebbero dovuto contribuire per la loro parte a questo sforzo di raddrizzamento dell&#8217;economia, ma che l&#8217;insieme dei sacrifici doveva essere fatto applicando un principio di rigorosa equità e che avrebbe dovuto avere come obiettivo quello di dare l&#8217;avvio ad un diverso tipo di sviluppo e a diversi modi di vita (più parsimoniosi, ma anche più umani). Questo fu il nostro modo di porre il problema dell&#8217;austerità e della contemporanea lotta all&#8217;inflazione e alla recessione, cioè alla disoccupazione. Precisammo e sviluppammo queste posizioni al nostro XV Congresso del marzo 1979: non fummo ascoltati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E il costo del lavoro? Le sembra un tema da dimenticare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il costo del lavoro va anch&#8217;esso affrontato e, nel complesso, contenuto, operando soprattutto sul fronte dell&#8217;aumento della produttività. Voglio dirle però con tutta franchezza che quando si chiedono sacrifici al paese e si comincia con il chiederli -come al solito- ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l&#8217;operazione non può riuscire.<br />
<strong>«La Repubblica», 28 luglio 1981</strong></p>
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		<title>“Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali – il caso Castel del Monte”: sabato una giornata di studio</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 12:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio” che avranno luogo sabato 24 e domenica 25 settembre, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Bat e Foggia, organizzano presso Castel del Monte una giornata di studio sul tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-28022" title="Castel-del-monte" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Castel-del-monte.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio” che avranno luogo sabato 24 e domenica 25 settembre, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Bat e Foggia, organizzano presso Castel del Monte una giornata di studio sul tema “Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali – il caso Castel del Monte”.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro, in programma sabato 24 settembre alle ore 10.30, vedrà l&#8217;intervento, tra gli altri, della dott.ssa Isabella Lapi, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, dell&#8217;arch. Anna Vella, Direttore di Castel del Monte, dell&#8217;arch. Salvatore Buonomo, Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bari, Bat e Foggia, e del Sindaco di Andria, avv. Nicola Giorgino.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del convegno ci sarà la presentazione della mostra: “Rilievo laser scanner 3D di Castel del Monte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin dalla loro nascita nel 1954, le Giornate hanno riscosso grande successo fornendo un’ampia opportunità di accesso ad uno straordinario patrimonio. Manifestazioni di questo genere sono importanti anche perché intendono riaffermare radici culturali e storiche comuni fondamentali per elaborare progetti condivisi soprattutto in momenti di forte crisi come quello che stiamo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come di consueto, l’Italia aderisce, insieme ad altri 49 Stati Europei, alle Giornate Europee del Patrimonio che avranno luogo nel nostro Paese il 24 e il 25 settembre, con lo slogan, ormai consolidato: “L’Italia tesoro d’Europa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Volute per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico, al fine di sviluppare nei cittadini europei la consapevolezza delle proprie radici comuni, le Giornate sono un’occasione per condividere la straordinaria ricchezza del continente in cui viviamo e per conoscere ciò che è fonte di storia e identità: un’opportunità, dunque, di sviluppo e creatività, nella convinzione che ogni esperienza genera passione e rispetto per ciò che si conosce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comune di Andria &#8211; Area Comunicazione</strong></p>
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		<title>“Così nasce un campione”: la Polisportiva Andriensis festeggia la Scuola di Calcio Qualificata</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 08:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Polisportiva Andriensis asd è ripartita con la propria attività sui campi da gioco nella città di Andria. Le attività di Scuola Calcio Qualificata e Settore Giovanile hanno ripreso a pieno regime nei tre centri: Andria Sport (Ex ARCA), Oratorio di Sant’Andrea Apostolo e Oratorio della S.S. Trinità. La Polisportiva Andriensis è l’unica Scuola Calcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-28693 alignleft" style="margin: 9px;" title="Così nasce un campione la Polisportiva Andriensis festeggia la Scuola di Calcio Qualificata" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Così-nasce-un-campione-la-Polisportiva-Andriensis-festeggia-la-Scuola-di-Calcio-Qualificata.jpg" alt="" width="300" height="424" />La Polisportiva Andriensis asd è ripartita con la propria attività sui campi da gioco nella città di Andria. Le attività di Scuola Calcio Qualificata e Settore Giovanile hanno ripreso a pieno regime nei tre centri: Andria Sport (Ex ARCA), Oratorio di Sant’Andrea Apostolo e Oratorio della S.S. Trinità.</p>
<p style="text-align: justify;">La Polisportiva Andriensis è l’unica Scuola Calcio qualificata della nuova provincia e lo scorso anno era unica in Puglia. Infatti, da due anni la professionalità, l’organizzazione e gli splendidi risultati dell’Andriensis sono premiati dalla Federazione con questo prestigioso riconoscimento. Nella scorsa stagione la Polisportiva ha conquistato il titolo Giovanissimi Regionale della Puglia ed ha partecipato alle finali nazionali di categoria giungendo a ridosso delle prime otto scuole calcio d’Italia.<br />
Per celebrare questi importanti traguardi la Polisportiva Andriensis ha scelto una comunicazione molto particolare: “Così nasce un campione”. L’arte del dipingere accanto all’arte di imparare il calcio ma soprattutto imparare a vivere.<br />
Le informazioni utili per questa stagione restano invariate: rivolgersi ai tre centri tutti i pomeriggi dalle ore 15 alle ore 18. I ragazzi dai 5 ai 16 anni potranno ritrovarsi in un ambiente sano e ricco di linfa vitale per il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IpseDixit – Agenzia di Stampa</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ufficio Stampa Pol. Andriensis</strong></p>
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		<title>Miss Italia, per “colpa” del pistacchio rinuncia alle prefinali di Montecatini</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 16:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bari,giovedì 25 agosto 2011 – Il colpo di scena si è verificato nel giorno della partenza per Montecatini: la 18enne barese Alessandra Monno, miss Bari, ha rinunciato a partecipare alle prefinali nazionali di Miss Italia per problemi di salute. Al suo posto mercoledì mattina giungerà in Toscana Santina Moccia, 24enne di Acquaviva delle Fonti. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-27738 alignleft" style="margin: 9px;" title="Alessandra-Monno" src="http://www.videoandria.com/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Alessandra-Monno.jpg" alt="" width="360" height="239" />Bari,giovedì 25 agosto 2011 – Il colpo di scena si è verificato nel giorno della partenza per Montecatini: la 18enne barese Alessandra Monno, miss Bari, ha rinunciato a partecipare alle prefinali nazionali di Miss Italia per problemi di salute. Al suo posto mercoledì mattina giungerà in Toscana Santina Moccia, 24enne di Acquaviva delle Fonti.</p>
<p style="text-align: justify;">Una dermatite allergica ha spezzato i sogni di Alessandra Monno che nella notte tra il 24 e il 25 agosto ha toccato anche i 39° di febbre. “Avevo già chiuso la valigia – spiega Alessandra -, ma dopo una notte in cui non sono riuscita a dormire, su consiglio del medico ho dovuto purtroppo rinunciare a Montecatini, dove tra l’altro mi stavano aspettando i miei nonni che hanno casa lì”. A scatenare la reazione allergica sarebbe stata la frutta secca, “in particolare – riferisce la Monno – il pistacchio, l’unico che ha potuto provocarmi quest’allergia considerato che lo mangio quando vedo un film o lo aggiungo su una pizza”. Un disagio che la 18enne barese ha evidenziato qualche giorno fa a Monopoli durante la finale di Miss Puglia, che sarà trasmessa domenica prossima alle ore 21 su Telenorba 7.</p>
<p style="text-align: justify;">Per colpa del pistacchio, dunque, la Monno deve rinunciare a Montecatini e al titolo di Miss Bari Stil Cucine, che passa invece a Santina Moccia. L’ufficio legale di Miss Italia infatti, secondo quanto previsto dal regolamento, ha stabilito che a sostituire la Monno fosse la seconda classificata durante la sua elezione, cioè Maria Selena Filippo. Ma la Filippo è diventata in seguito prefinalista nazionale in quanto miss Provincia di Bari, pertanto a staccare il biglietto per Montecatini è la terza classificata di Miss Bari, ovvero Santina Moccia.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono felicissima, quando me lo hanno comunicato pensavo si trattasse di uno scherzo invece domattina sarò a Montecatini”. Santina non sta più nella pelle dopo aver già sfiorato l’accesso alle prefinali essendosi classificata seconda a La più Wella d’Italia, che ha consentito alla vincitrice di accedere alle prefinali. Alta un metro e settanta centimetri, occhi verdi e capelli castani, la Moccia sta per laurearsi in Scienze delle Attività motorie e sportive all&#8217;Università di Bari ma nella vita vorrebbe fare tutt&#8217;altro: «Mi piacerebbe entrare nel mondo dello spettacolo, magari come attrice anche se con la laurea potrei fare il manager sportivo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto questa mattina sono giunte in Toscana le dodici prefinaliste nazionali pugliesi, in attesa appunto della Moccia, che sarà a Montecatini domattina. Assieme a loro c’è già miss Puglia, la 18enne di San Giorgio Jonico Sara Teodoro, già qualificata per le finali nazionali del 18 e 19 settembre su Raiuno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agenzia Parole &amp; Musica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esclusivista per la Puglia di Miss Italia</strong></p>
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