Sugli Annali delle Edizioni ariostee. Il Carteggio Croce – Giuseppe Agnelli, di Giuseppe Brescia.

Prof Giuseppe BresciaNella prospettiva del 150° dalla nascita di Benedetto Croce ( 1866-1952 )e dei cinquecento anni dalla data della prima edizione del “Furioso” ( 1516-2016 ), si porgono alla nostra attenzione alcuni aspetti del rapporto tra il filosofo e la cultura ferrarese: la lunga fedeltà alla poesia dell’Ariosto, artista della “armonia”, anzitutto; il rapporto con l’ispanista Ezio Levi e gli studi sull’umanista Antonio da Ferrara; la lezione etico-politica sul filosofo del diritto ferrarese Max Ascoli; l’influenza della “religione della libertà” su Giorgio Bassani alla scuola di Vignatagliata e nella formazione azionista; i rapporti con il direttore della Biblioteca Comunale Ariostea Giuseppe Agnelli (1856-1940). Esattamente nel 1933, il dotto bibliotecario, già laureato in Giurisprudenza, dava il nome di “Ariostea” alla prestigiosa istituzione bibliografica da lui diretta, mandando in stampa con Giuseppe Ravegnani i due “elegantissimi volumi” della bibliografia ariostea, detti “Annali delle edizioni ariostee”, con CIX tavole fuori testo (Zanichelli, Bologna 1933 ).

Memore della precedente corrispondenza, il Croce la segnalava prontamente nella “Critica”, e poi nelle “Nuove pagine sparse”, Volume secondo ( Bari 1966, pp. 134-136 ), “come il migliore ricordo del centenario ariostesco; perché, in fatto di critica, questo ha prodotto ben poco..Tiriamo un velo pietoso sui discorsi e gli articoli odierni di occasione ..Il De Sanctis avrebbe detto che innanzi a critiche di questa sorta non c’è se non da ripetere la famosa interrogazione attribuita al cardinale Ippolito!” Quindi, il filosofo proponeva una importante integrazione bibliografica. “Mi ha meravigliato..di non veder catalogato l’importante frammento inedito di una redazione del ‘Furioso’, che fu scoperto tra i manoscritti della Biblioteca di San Martino, passati alla Nazionale di Napoli, dal Piermarini, il quale pel primo lo pubblicò e illustrò acconciamente nel ‘Pegaso’ (a. I,n. 2, febbraio 1929,pp. 169-81): pubblicazione che diè luogo a studi e dibattiti, tra gli altri per parte del Rajna ( nel ‘Marzocco’,XXXIV,6, 1° febbraio 29), del Debenedetti ( nella ‘Cultura’,VIII, marzo ’29, pp. 171-76) e del Bertoni ( ‘Giorn. stor. d. lett. ital.’, XCIV, 168-69). L’omissione è certamente spiacevole, e converrebbe ripararvi con una pagina da distribuire ai possessori dei volumi perché l’uniscano ai loro esemplari”. Ciò non fu fatto dall’Agnelli e dal Ravegnani, non esistendo pagine aggiunte o di “errata corrige” ai due preziosi tomi; valendo la pena di ripubblicare il frammento inedito del “Furioso” custodito ora alla Biblioteca Nazionale di Napoli, nell’ambito delle celebrazioni ufficiali promosse dalla Città di Ferrara e dalla “Ariostea” per il Cinquecentesimo dalla prima edizione del capolavoro ariostesco. Ce ne facciamo promotori, da amici della città e della Biblioteca. Per intanto, il Croce aveva scritto al Direttore Giuseppe Agnelli, già curatore di una Collana di monografie illustrate di Ferrara e Pomposa ai primi del Novecento e di molti altri studi, una lettera su carta intestata, in due facciate: “Ministero dell’Istruzione – IL MINISTRO – Roma, 4.II.21. Preg.mo Signore, Ho tra mano, prestatomi da un amico, un esemplare della 1^ edizione dei ‘Romanzi’ del Pigna (1554 ) con molte postille autografe di Orazio Ariosto, taluna delle quali concerne la famiglia Ariosto.L’esemplare appartenne già al Baretti, come dal timbro della sua biblioteca. Per quanto io ricordi, nella letteratura intorno all’Ariosto e al Pigna non si parla di questo esemplare postillato.

Ma ora non ho agio di compiere tutti i necessari riscontri. Vorrebbe Ella dirmi se ha trovato mai ricordo di queste postille ? Vorrebbe guardare le edizioni posteriori del Pigna, e specie una ristampa che se ne fece bel 1879 a Milano, Sonzogno ? e ciò che si è scritto intorno al Pigna ? Chi sa che in qualche rivista o volume di atti accademici di codesta regione non sia stata data notizia di quell’esemplare ? Vero è che il possessore mi assicura che da molti anni è rimasto nascosto e dimenticato tra i libri di famiglia. Inoltre: di chi era figliuolo Orazio Ariosto ? Vedo dal Mazzuchelli che sarebbe stato figliuolo di Gabriele e nato nel 1555. Ma, se nacque nel 1555, non potè essere figliuolo di Gabriele, che morì prima. Mi illumini Lei. Mi abbia con moti saluti e ringraziamenti. Suo B. Croce”. Mentre il Croce stesso proseguiva le ricerche poi estesamente affidate agli “Aneddoti di varia letteratura” (I-IV, Bari 1954 ), Giuseppe Agnelli ( sempre a contatto con insigni letterati, storici ed eruditi: v. il mio “Il caro, il dolce, il ‘pio’passato.Bassani e la memoria”, Laterza, Bari 2010 ) prontamente rispondeva con una lettera su tre facciate, la cui minuta è serbato nel “Fondo Agnelli – Fascicolo Benedetto Croce” della “Ariostea”.

“Ferrara, 9.II.21. Con sensi di molto onore ho ricevuto la lettera autografa di Vostra Eccellenza. Per quello ch’io conosco, per quello che ricordo, nessuno mai fece menzione d’un esemplare de ‘I Romanzi’ del Pigna, postillato da Orazio Ariosti; né credo possa trovarsene cenno nella ristampa del 1879, citata da V. E. – Questa edizione, con mio rammarico, qui non esiste e, desiderando procurarla alla Biblioteca, sarò riconoscente a V. E. di darmene le precise indicazioni tipografiche: non la trovo nel Pagliarini, ‘Catal. generale d.(ella) Libreria Ital.’ 1847-1849 e neppure nella ‘Bibliogr. Ital.(iana)’, a. XIII 1879. Ripeto come io reputi il libretto un vero cimelio, che s’accrescerà di valore dall’importanza e dal pregio delle postille.E perché ho sotto stampa un articolo, intorno a un ritratto dell’Ariosto da pochi mesi donato alla biblioteca, ardisco rivolgere a V. E. la preghiera di farmi copiare quanto, per caso, sia scritto sui margini del libretto, alla p. 118 linea 24. Il Mazzuchelli equivocò. Orazio Ariosti ( 1555-1593 ) era pronipote di Ludovico, nato da Giulio di Gabriele ( + 13 mag. 1549 ). Così il Frizzi, il Baretti ed altri. Con devoto animo, Giuseppe Agnelli”. Il Pigna era stato l’editore della seconda, rarissima, edizione del “Furioso”, del 1521, conoscendosene solo tre esemplari, alla Biblioteca di Dublino il primo, alla Angelica e Corsiniana di Roma le altre due, peraltro con lievi varianti. Ma l’Agnelli fornì a Croce tutti i chiarimenti che gli era stato possibile attingere. Successivamente, ci fu una seconda missiva, o lettera su due facciate, del Croce: “Roma. 23.V.29. Preg.mo Sig. Agnelli, Vedo che Ella ha posto una diligentissima bibliografia alla ristampa o meglio al rifacimento testé pubblicato dell’opera di A. Guarini, ‘Apologia di Cesare’. Io Le sarei grato se mi fornisse qualche notizia sulla ‘biografia’ di A. Guarini, intorno al quale non conosco se non cenni assai vaghi, e quel tanto che è detto nell’opera di V.(ittorio) Rossi su ‘Battista Guarini’. Se n’è occupato qualche biografo municipale ? Quale fu l’anno preciso della nascita ? Quale quello della morte ? Quali gli ufficii che occupò ? Tornerò di nuovo a Napoli ( Trinità Maggiore, 12 ), dove potrà indirizzarmi la Sua risposta. Mi abbia con molti saluti. Dev. Benedetto Croce”. Anche questa volta, con il “Lei” ( come usava il Croce stesso apostrofare i cortesi corrispondenti ), Giuseppe Agnelli rispose, in minuta di due facciate: “Ferrara, 19.VI.1929. Ill. Senatore Croce, mi scusi; finalmente rispondo alla Sua lettera del 23.V.29, che mi rivela avvenuta la ristampa dell’ ‘Apologia di Cesare’ di Alessandro Guarini II°. Pel Generale Dom.(enico) Guerrini, che attendeva infatti a questo lavoro, feci alcune indagini e gliele comunicai. Ma non pensavo che la morte di Lui avesse interotto l’impresa. Le trascrivo la parte biografica della noticina inviata al Ge.(erale); se Ella desidera anche la parte bibliografica, me lo scriva. Tengo ad onore di esprimerLe i sensi della mia alta considerazione. Giuseppe Agnelli“.

Oh gran bontà de’ cavalieri antiqui !, verrebbe da ripetere, ricordando e il centenario ariostesco, e il centocinquantesimo crociano. Ringrazio la dottoressa Mirna Bonazza, della Biblioteca Comunale Ariostea, per avermi cortesemente messo a disposizione i manoscritti del Fondo Agnelli.

Giuseppe Brescia – Libera Università “G.B. Vico” di Andria

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