Rifiuti pericolosi dell’Ilva di Taranto nella discarica di San Procopio, ma ad Andria non interessa a nessuno?

discarica-di-san-procopio-barletta“Sui pericoli rappresentati dalle discariche, sulle conseguenze del disastro ambientale sulla salute umana, sulla qualità della vita e sulle tasche dei cittadini non abbiamo bisogno di esperti che dicano come stanno le cose. Eppure ancora oggi un certo teorema politico porta a pensare al territorio come qualcosa di frastagliato e di scompattato credendo che ciò che accade a pochi chilometri non interessi e che riguardi solo la comunità locale di quel territorio. Niente di più strumentalmente sbagliato, specie in una terra, come quella rappresentata dalla cosiddetta Provincia Bat, molto accorpata e praticamente tutta racchiusa in un piccolo fazzoletto. Se accade qualcosa al mare di Bisceglie o di Trani alle “autorità” andriesi non interessa perché pensano che tutti quegli andriesi che in quelle acque vanno a bagnarsi non siano tali” – lo afferma Savino Montaruli,  Componente eletto e Membro effettivo della 4^ Consulta Ambiente della Città di Andria. 

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“Quelle stesse “Autorità” locali, soprattutto politici e burocrati,” – prosegue Montaruli – “devono aver pensato la stessa cosa in questi giorni mentre nella vicina città di Barletta si discute animatamente, in più ambienti, della discarica di San Procopio, quella vicina anche al territorio di Andria e vicinissima a quello di Barletta. Una discarica dove vengono conferiti anche rifiuti pericolosi dell’Ilva provenienti da Taranto.

Nonostante la gravità e la delicatezza dell’argomento e nonostante la vicinanza di quella discarica al territorio andriese, alle sue campagne, alle sue coltivazioni, ai suoi posti più belli, storici ma anche della cultura contadina come le strade dell’olio e tutto quanto attorno a quella discarica parla di noi e del nostro passato, nonostante tutto questo e nonostante Andria continui a vivere un’emergenza sanitaria che ancora non riesce a dare spiegazione sui tantissimi casi di malattie, anche mortali, dovute anche alle condizioni ambientali, compresi aumenti dei casi di allergie e di altre patologie che compromettono seriamente la qualità della vita dei pazienti e dei cittadini, Andria continua a tacere perché la cosa “non ci riguarda”; perché la discarica di San Procopio non si trova ad Andria ma a Barletta.

Savino-MontaruliUna sottocultura che ha prodotto enormi danni e che rischia di aumentare ancor di più quella frammentazione culturale oltre che istituzionale ed amministrativa. Una frammentazione che continua a far perdere a questo territorio tantissime occasioni di sviluppo e di progresso, isolandolo ed inaridendolo. Eppure questa era la Provincia che guardava prioritariamente all’Ambiente; dove si finanziavano intere campagne pubblicitarie promozionali fondate sulla cultura ambientale. Questa era la Green Bat che alimentava un intero sistema e foraggiava un complesso ed architettato “giro” di personaggi che ruotavano attorno alle “campagne” . Questa era la Provincia che poteva permettersi di avere Michele Placido quale testimonial di uno spot nel quale si rimproverava il ragazzo che gettava la carta per terra mentre si ignorava che tonnellate di rifiuti restano ancora oggi sulle strade e nella campagne per giorni, per mesi e quando scoppia un incendio scoppiano anche i rifiuti, come accaduto l’altro giorno ad Andria. Questa è la Provincia dove nelle città di maggiore attrattiva turistica i cumuli di rifiuti maleodoranti e la cattiva gestione del servizio danno il benvenuto a chi porta poi con sé quel ricordo puzzolente. Questa è la Provincia dove il mare è pulito, pulitissimo, da bandiera blu ma diventa inquinato, molto inquinato a qualche metro di distanza. Questa è la Provincia sulle cui strade dissestate basta un normale acquazzone per impedirne la percorrenza ed accade che anche sulle arterie più importanti, come la strada provinciale che collega Barletta ad Andria, passando proprio dalla sede della Provincia Bat, diventi impraticabile con accumuli di acqua non defluita che perdurano per giorni anche a piogge cessate.

Questa è la Provincia delle contraddizioni; questa è la terra delle contraddizioni dove ognuno cammina con i paraocchi e guarda solo verso la sua direzione, sempre più personalistica ed individualistica e sempre più orientata unicamente a costruirsi postazioni di potere e di privilegio che hanno messo troppo spesso le persone sbagliate ai posti giusti.
Guardarsi attorno per credere” – conclude Montaruli. 


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