Recuperata una poiana sull’Alta Murgia, turisti entusiati a Castel del Monte – VIDEO

Il Prof. Francesco Martiradonna, Presidente Provinciale del Nucleo delle G.P.G.V. Zoofila consorziate con “Ambiente e/è Vita Onlus” e “Nat. Federiciana Verde Onlus” ha ricevuto nella giornata di ieri una chiamata telefonica da parte di un conoscente il quale esternava che un cittadino andriese aveva una Poiana recuperata sulla Murgia. La ronda composta dal prof. Martiradonna e dagli allievi delle Guardie zoofile Lorena Leuci e Michele Guantario, alle ore 15, 00 dopo aver telefonato al cittadino in possesso della poiana, (che nel frattempo aveva accudito l’animale dalla giornata di sabayoi), si sono recati presso l’abitazione dello stesso per prelevare la Poiana. Il VIDEO con le immagini:

Il prof. Martiradonna, all’arrivo, dopo aver indossato un paio di guantoni doppi ha visitato la Poiana constatando che l’uccello rapace aveva perso l’uso del volo. All’ispezione, Martiradonna ha notato che l’ala destra, certamente inizialmente ferita tra l’osso Metacarpali, Radio e Ulna, con la fuoriuscita dell’osso Carpale si è ipotizzato che probabilmente la poiana si è procurata la ferita durante la picchiata per prendere una preda e dopo essersi scontrata con un ramo, causando la fuoriuscita dell’osso dall’ala.

Questo, dopo tanto tempo, si è calcificato comportando la rigidità dell’ala destra che per questo ha perso la capacità di volare e certamente l’animale ha dovuto per tutto questo tempo cacciare solo con l’uso delle zampe che presentano degli artigli sani e quindi la presa è tenace.

Il rapace è stato fortunato ad eventuali attacchi di altri predatori, se si considera che in tutto questo tempo esso risultava disabile al volo. Dopo aver prelevato la poiana dalla casa del sig. Mosca, la ronda ha ricevuto una telefonata da un signore il quale preferisce restare anonimo, esternando che alcuni cinghiali si erano intrufolati all’interno della sua villa, e che ora cercavano di sfondare la recinzione in quanto senza via d’uscita. Quindi la ronda ha dovuto recarsi immediatamente nei pressi del Castello  e, appena arrivati, hanno constatato che i cinghiali avevano forzato la rete rompendola all’estremità del palo.

Il prof. Martiradonna, visto che quando ha preso la Poiana c’era poca luce ed aveva diagnosticato l’uscita dell’osso carpale (gomito), ha pensato di accertarsi delle sue condizioni alla luce del sole, e quando l’ha tirata fuori dallo scatolo per rivisitarla, molti turisti si sono avvicinati incuriositi, scattando foto con la poiana.

Lo scrivente ha dovuto rispondere alla gente di cui molti erano ragazzi e bambini che hanno posto delle domande sulla Poiana, costatando un particolare interesse dei visitatori nei confronti di questi animali, proprio sul pianale del Maniero di Federico II^ di Svevia.

La Poiana è un rapace che vive soprattutto in aree europee, ma la specie si può avvistare anche in Asia, nonostante eviti in generale gli ambienti eccessivamente freddi. Frequenta abitualmente ambienti semi-boscati dove si alternano zone dalla vegetazione prevalentemente erbacea – in cui cacciare – a zone dalla vegetazione arborea dominante, adatte per collocare i nidi. Le campagne alberate sono habitat particolarmente favorevoli. La Poiana inoltre si adatta meglio di altri rapaci alle trasformazioni ambientali di origine antropica, potendo nidificare anche su alberi isolati circondati da ambienti agricoli tradizionali.

Dalla forma compatta, la specie misura 57 cm di lunghezza e presenta ali ampie e arrotondate, la cui apertura può raggiungere i 140 cm. La Poiana è un ottimo predatore: anche se vive in ambienti boschivi, solitamente caccia in territori aperti, e si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi. La specie è inoltre necrofaga (si nutre cioè di carogne di altri animali). Osservandola in volo si nota un profilo frontale a forma di V aperta, delineato dalla testa incassata tra le spalle e dalle ali aperte, leggermente rialzate rispetto al resto del corpo.

Il piumaggio presenta un colorazione bruno scuro che prevale nella parte superiore e nella superficie inferiore delle ali. Quest’ultima area del corpo si presenta barrata di sfumature nerastre, con una macchia scura al polso e un’area chiara che sfuma verso il centro. La coda è anch’essa caratterizzata da numerose barre sottili e scure.

È difficile vedere la Poiana volare in stormi: gli individui mostrano un comportamento gregario solamente durante gli spostamenti migratori. Solitamente, la specie nidifica tra gli alberi e su rocce isolate adatte ad ospitare un solo nido, in cui la femmina depone da 1 a 4 uova nel periodo tra marzo e giugno. La cova, di cui si occupano entrambi i sessi, dura 34 giorni. Una volta nati, i pulcini restano nel nido per circa 40-50 giorni; dopo questo periodo i giovani sono completamente autonomi e pronti per spiccare il volo.

Dopo averla prelevata, Martiradonna ha consegnato l’ucceoo al Comando della Polizia Municipale che ha poi trasportato l’animale presso Bitetto, al centro recupero di fauna protetta.

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