2017, Odissea… alla Posta di Andria (e non solo)

2017, Odissea… alla PostaNon è il titolo di un film in concorso a Venezia, ma quello che accade quotidianamente a centinaia di utenti di Poste Italiane S.p.A. Parliamo di un’operazione semplice: il recupero della posta in giacenza. Che fa l’utente? Entra, prende il numerino dall’apposita colonnina e controlla quanta gente c’è prima di lui. UNO! Ma lo sportello “dedicato” è dedicato a tutto, proprio tutto: ritiro posta in giacenza, accettazione raccomandate, pagamento bollettini, prelievi, versamenti e via elencando” – racconta il consigliere comunale andriese Francesco Lullo.

In pochi secondi l’utente realizza che davanti non ha solamente UN utente, ma tutta la popolazione residente e pure quella non residente. Addio sorriso e via alla consultazione sempre più frequente e nervosa dell’orologio. Intanto, c’è tempo per pensare. «Siamo nel 2017, in piena era dell’informatizzazione invadente, dell’irrinunciabile ottimizzazione dei servizi: possibile che non si possa isolare uno sportello solo per l’esecuzione di questi servizi? Possibile che per ritirare una raccomandata occorra fare la fila perché il sistema segue l’ordine cronologico di arrivo dell’utenza?»

Avanti un altro. Un altro ancora. Il tabellone chiama tutti, anche chi nel frattempo è uscito a fare la spesa. «Eppure – ragiona il nostro consigliere comunale – anche se isolare uno sportello creasse problemi di natura organizzativa, potrebbe bastare semplicemente modificare il software dell’ordine di chiamata».

D’altra parte, Poste italiane S.p.A. è una società, attraverso diversi passaggi, ha “evoluto” e ampliato il suo raggio d’azione e la sua offerta di servizi: non più solo cartoline e raccomandate, ma adesso anche prodotti finanziari e assicurativi di privati e aziende e perfino telefonia mobile. Che sarà mai, per un’azienda quotata in Borsa e con una capitalizzazione iniziale di quasi 9 miliardi di euro, modificare un software? Resta l’amara considerazione che in tutta Europa i servizi sono di gran lunga superiori a quelli offerti nel nostro Paese. Un altro esempio? L’INPS. Chi si trovasse malauguratamente alle prese con un problema serio, farebbe prima a chiamare il centralino della sede centrale, a Roma, e far chiamare la sede competente.

“Nella nostra sede territoriale, infatti, non ci sono più operatori che rispondono al telefono. I contatti sono possibili solamente tramite email e se entro 5 giorni non arrivano risposte, allora si può fissare un appuntamento, ma sempre tramite per via telematica.
Qualcuno faccia la prova e faccia sapere se nel giro di un mese riesce a stabilire un contatto” – conclude Lullo.