Legge regionale sul randagismo, M5S: “inaccettabile proposta di modifica della maggioranza”

“Invece di impegnarsi per far rispettare la legge regionale vigente per la tutela degli animali d’affezione e la  prevenzione del randagismo, evitando che i privati possano lucrare sulla vita di esseri viventi,  la maggioranza si nasconde dietro una sentenza della corte costituzionale e pensa bene di modificare la legge legittimando l’opera dei privati. Una posizione assurda e lesiva del lavoro di migliaia di volontari che danno il loro fondamentale contributo ogni giorno” .

È il duro commento dei consiglieri regionali del M5S Marco Galante, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili e Rosa Barone in merito alla Proposta di modifica della Legge Regionale n. 12 del 1995 in materia di tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo presentata da alcuni consiglieri di maggioranza, che prevede i canili sanitari possano essere  gestiti da soggetti privati.

Ci sentiamo traditi dalla maggioranza – dichiarano i consiglieri pentastellati – che a parole chiede la collaborazione delle forze d’opposizione, ma nei fatti continua a non tener conto delle nostre proposte.” I cinquestelle ricordano come qualche mese fa avessero discusso in Commissione Sanità una proposta di Legge del M5S per l’istituzione di una Commissione d’indagine che controllasse il rispetto dell’attuale legge regionale. I consiglieri di maggioranza avevano in quella occasione chiesto di sospendere momentaneamente la discussione della proposta in attesa di un report regionale sul tema canili e randagismo. “Dopo l’arrivo di questo report – incalzano i cinquestelle –  hanno invece agito da soli presentando  una loro proposta  che va nella direzione opposta a quanto discusso in commissione. Alla faccia della collaborazione tanto richiesta. Non vogliamo che una tematica così importante venga sottovalutata o trattata con estrema superficialità, visti i disagi anche da un punto di vista sociale che comporta il fenomeno del randagismo. Rimaniamo convinti che  la priorità debba essere  il bene degli animali e per questo occorre far predisporre dalle amministrazioni locali e dai responsabili dei servizi comunali, più canili sanitari, anche consorziati tra più Comuni e far sì che i veterinari delle Asl procedano contestualmente all’applicazione dei microchip, alla registrazione nell’Anagrafe canina e alla sterilizzazione obbligatoria dei cani vaganti. La Legge adatta a contrastare il fenomeno esiste – proseguono –  basterebbe applicarla.”


Il Tar, ricordano, ha più volte ribadito come  il servizio di gestione del fenomeno randagismo sia da ritenersi interdetto a società private a fini di lucro, ben conscio delle ricadute negative che avrebbe comportato la gestione del fenomeno in mano a privati. Per ogni cane chiuso in canile,  infatti, il Comune versa una quota al gestore della  struttura che quindi non solo ha interesse ad accumulare quanti più animali possibile, ma tende a scoraggiare le adozioni per non perdere quote. “I numeri parlano chiaro – incalzano i consiglieri M5S – bastano due esempi riportati all’interno dell’Anagrafe Canina Regionale: in 5 anni il canile sanitario di San Giogio Jonico, gestito da un’ associazione di volontariato, ha affidato 217 cani, contrariamente al canile privato San Raphael, sempre in provincia di Taranto, che ha affidato solamente 2 cani. Il canile consortile di Copertino, a Lecce, gestito sempre da una Associazione, registra 233 affidi, mentre il canile privato di Tricase solo 4. Dati che ci  spingono ancora una volta  – concludono – a ribadire che  le modifiche alla legge regionale finiranno solo per  alimentare il business del randagismo”.

 


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