5G: in Parlamento PD e M5S a favore delle sperimentazioni. Cosa accadrà ad Andria e al resto dell’Italia? A novembre protesta contro la decisione

Dopo la discussione in aula per la mozione firmata dalla deputata Sara Cunial (ex M5S, espulsa e oggi deputata nel gruppo Misto), PD e M5S hanno votato contro la mozione che chiedeva il blocco totale della tecnologia 5G in tutto il territorio nazionale:

come riportato nero su bianco sul sito web ufficiale della Camera dei Deputati, infatti, il gruppo parlamentare del M5S ha votato contro la mozione presentata dalla Cunial che chiedeva il blocco delle sperimentazioni. La mozione avrebbe quindi consentito anche alla città di Andria di garantire il blocco delle sperimentazioni per i prossimi anni a venire. Le affermazioni durante le dichiarazioni di voto: “…noi comunque sottoscriviamo questa mozione e senza alcuna paura staremo al fianco dei milioni di cittadini e amministratori coraggiosi che, oggi, chiedono a gran voce la tutela della salute innanzitutto, così come la nostra Costituzione tra l’altro prevede” – ha dichiarato Sara Cunial (Gruppo Misto). In parlamento, il M5S ha invece dichiarato quanto segue:

“… Le onde elettromagnetiche a frequenze così elevate si propagano, come è noto, difficilmente sulle lunghe distanze. Per questo motivo sarà necessario utilizzare, in maggiore misura rispetto alle attuali tecnologie di telefonia mobile, small cells: aree di territorio coperte dal segnale a radiofrequenza le cui dimensioni sono molto inferiori a quelle delle macrocelle, che possono essere anche di qualche decina di chilometri. Ciò comporterà l’installazione di numerose antenne. Questa proliferazione di antenne sembra essere una delle principali cause di preoccupazione nel pubblico circa i possibili rischi per la salute connessi alle emissioni elettromagnetiche del 5G. Occorre invece sottolineare che per la copertura radioelettrica di celle di dimensioni più piccole di quelle attualmente utilizzate per la telefonia cellulare saranno necessarie potenze di emissione più basse di quelle attuali, con una distribuzione spaziale dei livelli di esposizione più uniforme, con picchi di emissioni più bassi nelle zone di prossimità delle antenne rispetto a quanto avviene per le macrocelle…” – aveva sottolineato la sottosegretaria Sandra Zampa. Parere differente invece per il gruppo di Fratelli d’Italia:

“…chiediamo di avviare campagne di informazione volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla potenzialità della rete 5G e, comunque, vogliamo promuovere un programma pubblico di studio e di monitoraggio ambientale, coinvolgendo tutte le ARPA regionali, l’ISPRA oltre all’istituto superiore di sanità e le ASL per quanto di competenza sugli studi epidemiologici, per il rilievo delle emissioni dei nuovi impianti per il 5G e di tutte le altre emissioni elettromagnetiche presenti sui territori, al fine di avere una completa conoscenza della situazione e una valutazione di adeguatezza di interventi che possa determinare l’adozione di un’unica posizione nazionale in materia che tutte le regioni e i comuni dovranno rispettare onde evitare discriminazioni. Chiediamo, inoltre, di predisporre le linee guida per la tutela dei diritti economici, civili e politici dei cittadini esposti alla prepotenza dei grandi gestori dei servizi informatici come Google, Facebook e Amazon”. Parole a favore del 5G anche dal PD:

“…È, quindi, auspicabile che questo allarme sia fermato: abbiamo rispetto di chi è preoccupato, ma non possiamo assecondare fobie che penalizzino il Paese, anzi, chiediamo il contrario e, cioè, che siano rimossi gli ostacoli allo sviluppo tecnologico e del 5G, per esempio, facendo ricorso anche ad interventi di tipo legislativo per rivedere e migliorare l’impianto normativo, magari, accogliendo anche la segnalazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Così come non possiamo non sottolineare che la Nadef dedica un ampio capitolo ai temi dell’ecosistema digitale strettamente connesso alla crescita del Paese e lo stesso decreto-legge che stiamo per convertire – quello sul perimetro di sicurezza nazionale cibernetica – testimonia quanto sia importante questo profilo. Per queste ragioni, siamo soddisfatti del parere positivo espresso dal Governo. Pensiamo che questa sia l’unica strada in grado di coniugare progresso e sicurezza della salute, puntando sulla piena consapevolezza dei cittadini” – fanno sapere i Dem. Le dichiarazioni sono riportate al seguente link: https://www.camera.it/leg18/410?idSeduta=0234&tipo=stenografico#sed0234.stenografico.tit00090. Per la Cunial, l’esito della votazione è un risultato “vergognoso“: “Vergognoso ciò che è accaduto alla Camera, ancora una volta il vero sconfitto è il popolo italian. Quello che è accaduto oggi alla Camera durante la votazione sulla mozione sul 5G è una vergogna. Subito dopo una riunione di maggioranza che definire inusuale è dir poco, c’è stato un vero e proprio cambio di posizione da parte del Governo che in un primo momento ha accolto tutti gli impegni da noi proposti ed alcune premesse tra cui la valutazione della moratoria e poi, a seguito di indegne pressioni da parte di alcuni parlamentari di #Pd e #M5S, ha cambiato totalmente parere. È inconcepibile l’atteggiamento che ha avuto la maggioranza sia nei confronti del Parlamento che della stessa sottosegretaria Sandra Zampa che ci tengo a ringraziare per la sensibilità e la competenza dimostrata nei confronti dei contenuti della mozione. Certamente sarà un degno interlocutore per tutti coloro, cittadini e amministratori locali, che si stanno battendo su questo fronte per tutelare innanzitutto la salute dei cittadini. Era quello che si chiedeva con questa mozione. Mettere al primo posto le vita delle persone, prima di un fantomatico progresso e degli interessi di lobby, multinazionali e investitori, come invece altre forza politiche hanno preferito fare. Alla fine la camera ha votato la mozione di maggioranza. La storia si ripete e ancora una volta in nome del progresso la tecnologia è stata pretesto per sostenere la salute dei mercati a scapito di quella degli esseri viventi. Amianto, Pvc, Pfas, nicotina, Ddt, ogm, glifosato, oggi veri e propri crimini contro l’umanità, un tempo emblema di quel progresso avallato da una scienza irresponsabile e venduta, a quanto pare non c’hanno insegnato nulla. Oggi avevamo l’occasione di cambiare paradigma. Di restituire autorevolezza e dignità alla scienza e rimettere la vita al primo posto. Questa è la nostra responsabilità come parlamentari, come cittadini e come esseri umani. Una responsabilità nuovamente disattesa” – ha riportato sui social. Video:

Nel frattempo, l’Alleanza Italiana Stop 5G ha annunciato una manifestazione di protesta in programma a Roma il prossimo 5 novembre 2019. Nonostante le proteste, PD e M5S continuano ad insistere nel sostenere tale tecnologia. Emanuele Scagliusi del Movimento 5 Stelle, a proposito dell’altra mozione approvata a sua prima firma, ha dichiarato:

“Ieri sera, dopo il taglio dei parlamentari, in aula alla Camera abbiamo approvato una mozione sul 5G, a mia prima firma, che impegna il Governo a proseguire con l’approfondimento degli studi e delle ricerche sull’elettromagnetismo, ad adoperarsi per rivedere e migliorare l’impianto normativo alla base della realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione nazionali di rete mobile e a tener conto dello sviluppo tecnologico in atto nel settore delle telecomunicazioni e delle opportunità di crescita che tale sviluppo offre al Paese”Secondo Scagliusi il 5G è una tecnologia con enormi potenzialità e al momento attuale non c’è da preoccuparsi sul fronte salute:

“Non c’è alcun motivo di preoccupazione per la salute che sia comprovato scientificamente. Per questo, continueremo sempre a promuovere lo sviluppo tecnologico in atto nel settore delle telecomunicazioni come un’opportunità di crescita economica, di competitività, di occupazione e anche di inclusione sociale, miglioramento dei servizi di pubblico interesse e di aumento della qualità della vita dei cittadini italiani.” Opinione positiva per il 5G anche quella espressa dai Deputati PD secondo i quali il 5G sarebbe un’opportunità da non perdere:

“Non possiamo perdere il vantaggio competitivo che il nostro Paese ha sulla tecnologia 5G. Abbiamo assegnato le bande di frequenza generando introiti per oltre 6 miliardi. Il 5G è la porta d’ingresso sulle tecnologie più importanti di questo millennio.” Non resta da chiedersi cosa accadrà nelle grandi città italiane come Andria. Nel frattempo, anche a Bari, la politica si è dimostrata in maggioranza a favore di questa tecnologia. Lo scorso 8 ottobre 2019, la maggioranza dei consiglieri comunali baresi ha votato a favore del testo che consente e regolamenta l’introduzione delle antenne del 5G, a condizione che vengano garantiti e non superati i valori di inquinamento elettromagnetico secondo i limiti imposti dalla legge. In quell’occasione, hanno protestato i comitato ambientalisti. Tra i contrari al 5G, anche il cittadino Donato Cippone (Comitato “per la Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari“), che, assieme a Savino Montaruli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel seguente filmato sfoggiando alcune magliette on scritto “5G? No! Non siamo cavie!”:

Gli ambientalisti baresi non si danno comunque per vinti e annunciano ulteriori incontri per le nuove iniziative finalzizate al contrasto dell’avanzare del 5G. Da Bari è stata inoltre annunciata l’adesione alla manifestazione unitaria in programma il prossimo 5 novembre 2019 a Roma, promossa dall’Alleanza Italiana Stop 5G. Il post diffuso da Cippone: