“A Bari un ponte gigantesco, a Canosa da duemila anni. Quando sulla Andria – Trani?”

“Sorge senz’ali un altro giorno. Uno strascico di luce illumina il nostro tempo. E’ il tempo delle riflessioni e, come diceva un progenitore della chirurgia autoptica, “perchè?” A tutto c’è un perché. La nostra volontà non conosce fine. Tutto è un inizio, anche quando siamo sicuri di essere giunti alla fine. Attraverso il tempo e meditando ci si rende conto di quanti errori, seppur in buona fede, si sono commessi. Doverli ammettere è durissima. Ci si comporta come le patelle attaccate allo scoglio: sono difficili da spostarle. Nella nostra città di errori ne sono stati commessi tantissimi e difficilmente si possono porre rimedi. Noi siamo governati da gente abituata a dare sempre ordini. Trovandosi di fronte a chi ti ordina l’altolà bisogna ubbidire. Ti pone domanda e con ardita autorità esige risposte a lui compiacenti altrimenti son dolori e magari ti porta in Tribunale. Questa è la libertà di chi non si può difendere dall’arroganza di chi esercita il potere” – ricorda il signor Vincenzo Santovito, già Presidente della L.A.C. – Libera Associazione Civica di Andria.

“La nostra città, grazie anche al Comitato per l’approvazione del Piano Regolatore Generale, iniziò a darsi un look più moderno. Si lasciava alle spalle un sistema atavico di costruire come si voleva, senza regole però tutto funzionava alla perfezione. Non c’erano tante strisce blu, piste ciclabili, isole pedonali, punti di ristoro sui marciapiedi ed in mezzo alle strade, dehors o altre diavolerie. Con il P.R.G. sono sorte nuove strade, piazze, giardini, piste ciclabili, viali alberati ad alto fusto non idonei alle caratteristiche della nostra città. Vedi corso Cavour, via Firenze, Montegrappa, Aldo Moro. In particolare gli alberoni delle magnolie che offuscano tutte le facciate delle abitazioni. Queste ultime sono bellissimi alberi se piantumati in aree adatte dove si possono ammirare nella loro imponenza come le sequoie”.

A distanza di oltre vent’anni sentiamo il bisogno di analizzare quanto profuso fino ad oggi sotto il piano urbanistico. Una radiografia, tac, risonanza magnetica bisogna farla alla nostra città. Non in ordine di tempo l’occasione ci viene presentata nei giorni scorsi quando tutta la crema e la dolce panna della politica regionale, provinciale e locale ha tagliato il nastro inaugurando il primo stralcio della strada provinciale Andria – Trani. Sotto un sole cocente tutti attillati pavoneggiandosi per tale evento. Tutto ok? Niente affatto. I problemi c’erano ci sono e ci saranno ancor di più di quanto non ci si aspettava. I progettisti, i politici le commissioni, le imprese appaltatrici si sono presi tutti i tempi possibili per portare a termine i progetti e la cantierizzazione della strada e come recita una vecchia canzone, dopo i confetti escono i difetti e i difetti sono enormi”.

“Nella nostra città non ci sono testimonianze di strutture pontili antichi però viaggiando lungo la nostra bellissima Italia si possono ammirare antichissimi ponti ancor oggi funzionanti, meraviglia di Vipsiano Agrippa, Appio Claudio, Marco Aurelio, Caio Flaminio ecc. ecc. Eppure a due passi da noi, a Canosa sul fiume Ofanto esiste un ponte, da duemila anni. E qui si crea il paradosso: i romani con la loro astuzia e sagacia costruirono quel ponte, proprio perché da sotto ci passa l’acqua e sopra ci passano i mezzi di trasporto e persone mentre ad Andria si ergono ponti inutili ma non si costruiscono quelli di enorme utilità. Nel 2017 con tutta la tecnologia che disponiamo non si è riusciti ad alleviare le difficoltà ed i disagi che la strada poneva in essere proprio a causa di un ponte, quello che non si è costruito accrescendo ancor di più i disagi a tutti gli automobilisti in transito, agli operatori con le proprie aziende site lungo le carreggiate. Che figura!”

Nella città di Bari in poco tempo si è costruito un ponte meraviglioso. Quanti soldi depauperati, consumati, bruciati. Non era meglio che quei soldi si spendessero bene perché i soldi sono fatti per la gioia di spenderli, se spesi bene e non sciupati? L’Italia è piena di ponti meravigliosi. Ne cito alcuni: Roma Ponte Milvio e Ponte Sant’Angelo; Firenze Ponte Vecchio; Venezia Ponte di Rialto; Torino Ponte Regina Margherita e Vittorio Emanuele; Grado Ponte della Schiusa; Verona Ponte Catena; Taranto Ponte girevole. Non ci sentiamo sincofanti ma ci dobbiamo difendere dagli sconforti dove siamo incappati e consigliare ai posteri di stare più attenti al futuro. Non ci sentiamo delatori da strapazzo e poco avveduti, visto che ci dobbiamo scontrare sempre con personalità da calibri da novanta. Non sporgiamo accuse contro chi non è assolutamente colpevole. Non è il nostro mestiere. Non è così che ci procacciamo monete e banconote. I delatori di professione che sono bravi a spillare i soldi sono durissimi da spazzar via” – conclude Santovito.