Un pesce tropicale si aggira nelle acque pugliesi. A largo di Gallipoli, i pescatori hanno catturato una creatura marina dai tratti esotici: il pesce scorpione. Questo predatore, con le sue spine velenose e i suoi colori sgargianti, è un simbolo dell’invasione di specie aliene nel nostro mare:
La presenza del Pterois miles (questo il nome scientifico della specie) nel Mediterraneo, a quanto pare sempre più frequente, è un chiaro segnale dell’impatto dei cambiamenti climatici sul nostro ecosistema. L’immagine di questo predatore alieno, diffusa sui social, ha scatenato allarme tra gli esperti. Nonostante il suo fascino esotico, il pesce scorpione rappresenta una seria minaccia per la biodiversità marina, predando indiscriminatamente le specie autoctone e alterando gli equilibri dell’ecosistema. Originario del Mar Rosso, ha colonizzato il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento. La sua diffusione nel Mar del Levante, dove è addirittura considerato una prelibatezza culinaria, sottolinea la complessità della situazione. Ricordiamo che il pesce scorpione è altamente velenoso:
Le spine delle pinne sono altamente velenose e hanno causato la morte di esseri umani in alcuni casi segnalati. Nonostante ciò, una puntura di questa specie è raramente fatale per gli esseri umani. Tuttavia, una puntura può causare dolore estremo, vomito, convulsioni, paralisi minore e difficoltà respiratorie. Pertanto, è fortemente raccomandata l’immediata assistenza medica di emergenza, anche per gli adulti sani che sono stati punti, poiché alcune persone sono più sensibili al veleno di altre dopo essere state punte, e i sintomi e le reazioni al veleno variano in gravità da persona a persona. (Fonte: PugliaReporter.com).
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