Ad Andria ha votato meno della metà degli aventi diritto, “a Giovanna il compito di restituire ai cittadini la fiducia perduta”

“Una percentuale di votanti inferiore al 50% degli aventi diritto, in due splendide e gradevoli giornate di sole con temperature invitanti e senza distrazioni neppure quella di una Fiera del Levante ormai ridotta a salone dell’automobile di Bari, devono rappresentare un elemento di riflessione. Seppur in presenza di una serie di condizioni propizie e favorevoli perché la città del dissesto potesse vedere nei suoi cittadini elettori un guizzo di orgoglio con una scelta che fosse anche il risultato di una partecipazione diffusa, la realtà è stata ben diversa” – il sindacalista Savino Montaruli commenta l’attuale situazione politica della città di Andria, fresca dell’elezione di Giovanna Bruno:

“Anche al turno di ballottaggio, nella scelta diretta del sindaco, senza più quei meccanismi che fanno scattare il voto diretto ai candidati, il risultato è stato demoralizzante e molto negativo. Partendo dal dato di affluenza alle urne già in fortissimo calo al primo turno con poco più del 60% degli elettori che hanno votato, al turno di ballottaggio la situazione è precipitata con il numero dei votanti che supera di poco il 40% degli aventi diritto. Questo significa, numeri alla mano, che le preferenze nei confronti della sindaca eletta si attestano su una percentuale del 26% rispetto al numero totale degli aventi diritto al voto che, nella città federiciana, sono ben 83.390. Sorvolando sulle disquisizioni in ordine al fatto che possa essere considerato fisiologico un calo di questo genere, evidentemente abituati a considerare la partecipazione alla vita pubblica e lo stesso diritto al voto quasi un elemento laterale rispetto ai giochi di partito ed a tutto ciò che ruota attorno al sistema di formulazione di liste e di cartelli elettorali, resta il fatto che la vera sfida della sindaca Bruno, oggi e per il futuro, sarà proprio tentare di conquistare quei 61milaseicentosettantatre cittadini andriesi aventi diritto al voto che non hanno fatto quella scelta quindi non l’hanno votata” – ha sottolineato Montaruli che, nella sua analisi, ha poi concluso così:

“Una conquista non semplice qualora tale astensione così diffusa e una scelta tanto frammentata fosse sinonimo di una città evidentemente divisa ed essa stessa frammentata, culturalmente, socialmente ed anche economicamente. Questa volta ci si aspettava che quello che è stato definito il guizzo di orgoglio cittadino fosse stato davvero tale ma i numeri sono quelli e le percentuali, rapportate ai numeri globali, perdono il loro stesso senso. Alla neo sindaca della città di Andria, alla mia amica Giovanna Bruno, i miei complimenti e gli auguri per questa esperienza del tutto nuova e mai provata prima d’ora. L’augurio di un cammino coinvolgente, inclusivo e proficuo. Un cammino che mi vedrà vicino alla sua amministrazione con spirito propositivo e costruttivo, sia dal punto di vista personale che professionale con le numerose Associazioni, di varia estrazione, che mi vedono impegnato nel mondo della Rappresentanza delle Imprese e del Volontariato. A Giovanna l’arduo compito di conquistare, giorno per giorno, quella Comunità in crisi che ha rinunciato ad esercitare la sua libera scelta declinando la responsabilità di votare e di esercitare tale diritto. Quel 26% di consenso per Giovanna, rispetto al numero totale degli aventi diritto al voto, sia solo l’inizio per la sindaca Bruno verso la riconciliazione di una cittadinanza per troppo tempo umiliata, che ha perso la fiducia in Istituzioni spesso deboli e fragili, in una politica spesso matrigna che ha anteposto posizioni di ambizione personale rispetto al benessere della collettività. Una città, quella di Andria, letteralmente svuotata dei suoi più prestigiosi Uffici pubblici, sacrificati alla spartizione polisindacale; che ha perso la sua identità e che cerca un punto di (ri)partenza che Giovanna dovrà guidare e che saprà guidare. Una missione che potrà portare a compimento se, a cominciare da chi le sarà accanto nel governo della città, saprà allontanarsi dalla logica delle appartenenze, degli schieramenti e delle correnti interne che già alle elezioni regionali hanno dimostrato divisione e persino astio facendo perdere alla città di Andria addirittura un consigliere regionale e posizionando pacchetti di voti verso i forestieri. Non credo, come molti pensano, che questa nuova amministrazione comunale possa ripresentare le fratture, le divisioni e persino le gravissime erosioni verificatesi nell’ultima amministrazione di centro sinistra che Andria ha avuto negli anni antecedenti al 2010 ma il pericolo, in realtà, esiste. Se Giovanna, cui va il mio abbraccio con la sincerità e l’amicizia che lei stessa mi riconosce, saprà mantenere dritto il timone verso la meta più ambita cioè “il Riscatto della città di Andria” allora il tempo potrà darle ragione e quell’entusiasmo che tutti hanno letto questa volta nei suoi occhi, e che non aveva avuto in tal misura nel 2010 quando pure si candidò a sindaco, potrà fare la differenza ed essere quel collante che nella città federiciana e nelle sue istituzioni, spesso banalizzate, mancava da anni” – ha concluso Montaruli.

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