Ad Andria uccisi alberi di oltre duecento anni, la silenziosa morte causata dall’ignoranza umana

Gli Alberi di mandorlo si trovavano su di un’area demaniale e quindi sono vincolati ad una legge dello Stato e inoltre di più, si trovano in un Parco rurale dove ci sono le Leggi inerenti ad aree Ambientali sono stati oggetto di vergognosi tagli. E’ accaduto nel territorio andriese e a darne notizia è il prof. Francesco Martiradonna con il suo gruppo di volontari.

“Come ho esternato sopra un anno fa, in quel sito, hanno abbattuto dei Cedri che avevano un’età di oltre duecento anni. Evidentemente in quell’area si trova un individuo che non ama gli alberi, ma pensa di farla sempre franca e/o resta al di fuori della sua linea doganale, cioè non paga un ca… di niente e non viene mai beccato” – commenta indignato il prof. Martiradonna. 

“Un mese fa, sulla SP 234, un TIR usci fuori strada abbattendo la siepe. A tutt’oggi la siepe è ancora demolita dando, al paesaggio, un aspetto depauperante. Il comune sa che in quelle circostanze può intervenire per il ripristino della siepe che appartiene al demanio?” – si chiede Martiradonna.

Un danno ambientale, oltre che culturale e quindi anche potenzialmente turistico per il nostro territorio. Ma ci chiediamo: chi oggi taglia ancora gli alberi, si rende conto che questi rappresentano ancora oggi l’unica soluzione all’inquinamento ambientale, alla rigenerazione dell’ossigeno e al giusto mantenimento della biodiversità e quindi della fertilità delle nostre terre?

E’ mai possibile che al giorno d’oggi esistano ancora individui talmente ignoranti sull’argomento da procurare simili danni all’intero territorio? Gli enti locali dovrebbero reagire in maniera decisa contro questo soggetti che infrangono l’ambiente oltre che la legge. Così come gli agenti di Polizia locale sono spesso impegnati a fare multe alle auto in sosta, dovrebbero quotidianamente sanzionare (se non arrestare) coloro che uccidono gli alberi.

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