Il 30 ottobre 1972 segna una data tragica nella storia dell’aviazione italiana con il disastro del volo BM 327 della compagnia Aero Trasporti Italiani (ATI). Questo volo, operato da un Fokker F27-200 con marche I-ATIR, era in rotta da Napoli-Capodichino a Brindisi-Casale con uno scalo all’aeroporto di Bari-Palese. Purtroppo, l’aereo precipitò su una collina tra i territori Corato, Ruvo di Puglia e Poggiorsini, causando la morte di 27 persone: 3 membri dell’equipaggio e 24 passeggeri. Secondo la ricostruzione l’aereo partì da Napoli alle 20.00 con circa 20 minuti di ritardo:
Il volo e l’incidente:
A bordo si trovavano oltre ai tre membri dell’equipaggio 22 passeggeri e 2 tecnici di volo dell’ATI. Per i primi venti minuti il volo procedette senza problemi. Tuttavia, quando il comandante Cardone comunicò di avere visibilità sulla pista di atterraggio, l’aereo cominciò a precipitare. I tecnici dell’ATI che parteciparono all’indagine rivelarono che l’aereo “spanciò” sul suolo a una velocità superiore ai 400 km/h, provocando la distruzione della fusoliera. Il sistema di atterraggio dell’aeroporto di Bari non era dotato di apparecchiature radar, il che complicò ulteriormente la situazione. Le cause del disastro vennero oggetto di molte speculazioni:
Fattori e le ipotesi:
La prima ipotesi riguardava un errore umano da parte dei piloti. Tuttavia, altre teorie iniziarono a circolare, incluse quelle sul malfunzionamento del VOR a bordo e l’esistenza di anomalie magnetiche nella zona. Queste ultime furono smentite da successivi studi condotti dal CICAP, che dimostrarono l’infondatezza di queste affermazioni. Non solo si trattò di un’incidente aereo, ma il contesto sociale e politico dell’epoca, inclusa la guerra fredda e la presenza di militari nella regione, alimentò dubbi e teorie del complotto.
Il ricordo delle vittime:
Oggi, il luogo del disastro è commemorato con una grande croce nera su una lastra di marmo, recante i nomi delle vittime. La dedica afferma: “La città di Corato pose a perenne ricordo delle 27 vittime del disastro aereo del 30 Ottobre 1972, non vi abbiamo perduto, dimorate prima di noi nella luce di Dio”. Il 30 ottobre segna non solo una data di lutto, ma diventa un momento per riflettere sul valore della vita e sulla fragilità delle esistenze umane. È un’opportunità per rendere omaggio alle vittime e alle loro famiglie, affinché questo tragico evento non venga mai dimenticato.
Un legame con altri incidenti:
È curioso notare che solo pochi giorni prima, il 13 ottobre 1972, un altro disastro aereo coinvolse sempre un Fokker F27, alimentando idee pessimistiche nei confronti di questo modello. Questo crea un’ulteriore dimensione di mistero e riflessione su ciò che accadde quel tragico giorno. La tragedia del volo BM 327 rimane impressa nella memoria collettiva degli abitanti delle province di Bari e Barletta-Andria-Trani, rappresentando non solo una pagina buia della storia dell’aviazione italiana, ma anche un monito sull’importanza della sicurezza e dell’adeguatezza delle tecnologie nell’aviazione.
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