Alga tossica in Puglia, ecco dove sono stati riscontrati i valori più alti (dati aggiornati a luglio 2025)

Recenti monitoraggi condotti da Arpa Puglia hanno rivelato la presenza dell’alga tossica, Ostreopsis Ovata (microalga invisibile agli occhi), in alcune zone costiere dell’area metropolitana di Bari. Questo monitoraggio, effettuato tra l’1 e il 15 luglio, ha lo scopo di valutare la qualità delle acque marine e la potenziale presenza di questa specie algale, nota per i suoi effetti nocivi sulla salute umana e sull’ecosistema marino:

Concentrazioni rilevate:

I risultati del monitoraggio hanno evidenziato diverse concentrazioni di Ostreopsis Ovata nelle varie località costiere. Nella zona di Molfetta, in particolare a Prima Cala, è stata registrata una concentrazione di livello “discreto”, con un valore di 5669 cellule per litro. Questo dato, superiore rispetto alle altre zone di prelievo effettuate nel barese, è significativo e richiede attenzione, poiché livelli elevati di questa alga possono comportare rischi per la salute dei bagnanti e per la fauna marina. Proseguendo verso sud, nella zona di Giovinazzo, è stata rilevata una densità “modesta” di 2120 cellule al litro. Anche se questo valore è inferiore rispetto a quello di Molfetta, rimane comunque un indicatore di potenziale rischio. Nelle altre zone tra le province di Bari, Bat e Brindisi:

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Nelle altre zone tra le province di Bari, Bat e Brindisi:

Nelle immediate vicinanze di Giovinazzo, a 200 metri a sud dal Lido Lucciola, sono stati registrati valori di livello “scarso”, con 360 cellule per litro. Nella zona a sud di Bari, vicino al lido Trullo, la situazione è simile, con una concentrazione di 320 cellule per litro. A Mola, sul tratto dell’ex ditta, è stata rilevata una densità “modesta” di 1040 cellule al litro. In contrasto, il monitoraggio ha mostrato risultati rassicuranti a Monopoli, dove non sono state rilevate cellule di Ostreopsis Ovata lungo il punto d’analisi del castello di Santo Stefano. Questo dato è positivo e suggerisce che, almeno in questa area, non ci sono attualmente rischi associati a questa alga tossica. Risultato nella norma quello delle acque di Bisceglie (nella provincia di Barletta-Andria-Trani): l’ultimo prelievo segnala infatti solo 1400 cellule/litro. Il valore di concentrazione più alto di alga tossica rilevato sulle coste pugliesi il giorno 3 luglio 2025 è quello riguardante il prelievo effettuato in località Torre Canne (in provincia di Brindisi), di fronte al faro: riguardo questa specifica località, Arpa Puglia ha riportato infatti il valore di ben 103125 cellule/litro. Si precisa che tali valori rappresentano l’esito di esami limitati nel tempo e che l’evoluzione del fenomeno dovrà necessariamente essere analizzata attraverso successivi monitoraggi (così come effettuato negli anni scorsi).

Carta d’identità dell’alga tossica Ostreopsis ovata

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Alga unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate
Dimensioni comprese tra 30 e 60 micron (1 micron = millesimo di millimetro)
Vive solitamente su alghe pluricellulari (macroalghe) e su fondali rocciosi
Predilige acque calme, calde e bene illuminate
Specie tipica dei mari tropicali
Produce tossine

Com’è arrivata sulle coste pugliesi e come si è adattata

Probabilmente introdotta accidentalmente in Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi, le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi si sono verificate a partire dall’anno 2000/2001.
La popolazione si sviluppa abbondantemente durante i mesi estivi.
I fattori ambientali che facilitano la proliferazione sono: alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni.

Potenziali effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica

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Nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile); si sono verificate morie e/o sofferenze di organismi marini (stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi, ecc.) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali.
Inoltre si sono riscontrati casi di malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate (le mareggiate favoriscono la formazione di aerosol marino, che  può diffondere la tossina nell’aria).

Come evitare gli eventuali effetti dannosi di Ostreopsis

  • nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, evitare lo stazionamento lungo le coste rocciose durante le mareggiate;
  • nel caso di certificata fioritura di Ostreopsis, limitare il consumo a scopo alimentare di organismi quali, ad esempio, i ricci di mare. Infatti i ricci, a causa della loro eco-biologia (brucano sulle alghe) potrebbero potenzialmente accumulare la tossina

Monitoraggio Ostreopsis

ARPA Puglia ha attivo il monitoraggio Ostreopsis per la stagione estiva, allo scopo di verificare, in alcuni tratti costieri destinati alla balneazione, la presenza quali-quantitativa della citata microalga, potenzialmente tossica.
L’Agenzia controlla costantemente da giugno a settembre – con frequenza quindicinale (aumentata nel caso di fioritura conclamata) – n° 20 siti, distribuiti sull’intero territorio regionale e rappresentativi della tipologia costiera potenzialmente interessata dalla presenza della specie.

La presenza di Ostreopsis Ovata nelle acque costiere dell’area metropolitana di Bari è un tema di crescente preoccupazione. Le autorità locali e i cittadini devono rimanere informati sui livelli di concentrazione di questa alga, specialmente durante la stagione balneare. È fondamentale continuare il monitoraggio e adottare misure preventive per garantire la sicurezza dei bagnanti e la salute dell’ecosistema marino.

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