Ambulanti andriesi “pronti ad armarsi” dopo l’ennesima rapina con sequestro nel barese

Ambulanti andriesi “pronti ad armarsi” dopo l’ennesima rapina con sequestro nel barese. E’ quanto potrebbe avvenire nel caso in cui le operazioni delle forze dell’ordine dovessero rivelarsi inefficaci dopo l’ennesima rapina con sequestro ai danni di alcuni ambulanti andriesi nel territorio del barese. La tecnica pare sia sempre la stessa, addirittura i luoghi sembrano essere gli stessi. Di sicuro le vittime sono le stesse cioè gli ambulanti che attraversano quella che è stata ribattezzata la strada del terrore cioè la Corato-Altamura.

A distanza di qualche mese dal tragico evento criminoso che comportò il furto di un furgone bianco Iveco Daily, sottratto ad un venditore ambulante andriese mentre questi stava raggiungendo Gravina in Puglia, sotto la minaccia di pistole, con conseguente sequestro di persona, giunge un’altra tragica notizia sovrapponibile all’episodio denunciato a dicembre scorso. Accade di nuovo ed accade la mattina di mercoledì 4 aprile sulla stessa strada. Vittima dell’episodio ancora una volta un trio di ambulanti andriesi che hanno subito il furto dell’automezzo pieno di merce sul quale viaggiavano in direzione Matera per una giornata lavorativa in uno dei mercati rionali. Immediata la vicinanza e la solidarietà delle Associazioni CasAmbulanti e Unimpresa alle vittime del gravissimo episodio.

Sarebbe comunque più auspicabile che non si arrivi a tanto, che le forze dell’ordine possano coordinare controlli più estesi ed intensificati, magari anche usufruendo delle ultime disponibilità tecnologiche per mantenere un contatto costante con chi ogni giorno su quelle strade deve passarci per portare il pane a casa.

Per le due Associazioni è intervenuto il sindacalista Savino Montaruli il quale ha dichiarato: “quest’altro episodio criminoso alimenta il senso di insicurezza, di terrore e di isolamento istituzionale vissuto dai commercianti ambulanti che continuano a viaggiare sulle strade del terrore pugliesi. Un episodio di una gravità inaudita; un’aggressione con furto, rapina e sequestro di persona che avrebbe dovuto riempire le cronache ma che quasi non fa notizia. Un silenzio che alimenta quel senso di abbandono vissuto da chi per lavorare è costretto a sottoporsi a qualunque forma di sopruso e di violenza. Se le istituzioni credono che gli ambulanti debbano difendersi da soli devono solo dirlo, perché già lo hanno dimostrato. Non vogliamo rassegnarci all’idea che gli ambulanti debbano arrivare a premunirsi di porto d’armi per potersi difendere da soli ma se si continua di questo passo, con questa indifferenza e con questa recrudescenza di episodi che lasciano un segno indelebile in chi subisce violenza inaudita e gratuita, allora il passo sarà breve e le responsabilità saranno di chi ha sminuito, ha minimizzato, ha banalizzato quella che, invece, è una vera e propria emergenza criminale. E’ intollerabile che i Corpi di Polizia operino al trenta per cento rispetto alle necessità di organico così come è inaccettabile che di fronte a quanto sta accadendo si continui a tacere e a tollerare fino al punto che a prevalere ormai siano i silenzi. Con i silenzi non si fa altro che dare ancor più spazio alla delinquenza e alla violenza. Se qualcuno vuole questo non ci troverà mai complici. Noi non siamo per nulla rassegnati e pretendiamo quelle risposte mai giunte” – ha concluso Montaruli