Ambulanti, l’impreditore andriese Caterino: “si può chiamare lavoro quando il 70% del ricavato sono tasse da pagare? Con la Bolkestein vincono le multinazionali”

Come non essere solidale con i nostri fratelli ambulanti. E’ vero sono ciociaroni, furbastri, egoisti, ma è anche vero che amano il loro lavoro che è fatto di grandi sacrifici, orari impensabili, lavorano in condizioni climatiche pessime, bistrattati come zingari, mai valorizzati abbastanza. L’ambulantato appartiene alla nostra tradizione, è parte integrante della vita sociale, culturale e commerciale del nostro paese. E’ vero che i tempi sono cambiati ed è per questo che servono nuove regole, ma queste devono essere condivise nel rispetto delle parti” – è il commento dell’imprenditore andriese Vincenzo Caterino (Assemblee Popolari delle Categorie Sociali e Produttive di Andria) in merito alla questione “Bolkestein” la Direttiva imposta dall’Unione Europea e considerata da molteplici organizzazioni sindacali ed associazioni di categoria come una minaccia per il piccolo e libero commercio. Un regalo alle multinazionali che metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro già troppo spesso se non sempre tartassati da una pressione fiscale a dir poco vergognosa.

“Sono anni” – prosegue Caterino – “che si approfitta di questa categoria considerandola di serie B nei diritti, ma di serie A nei doveri ed obblighi, etichettati come “evasori fiscali” per eccellenza, solo perchè spesso ci “si dimentica lo scontrino”. La domanda è lecita:”Si può chiamare lavoro, un’attività che tra posteggi, carburanti e tassazioni ed imposte varie lascia oltre il 70% degli utili allo Stato?”. Quale essere umano sano di mente sarebbe così pazzo da accettare condizioni così pietose e schiavizzanti? Sono questi i tanto paventati evasori? La verità è che questa categoria è stata sempre frammentata in una moltitudine di sigle sindacali, il loro voto frazionato nei mille partiti in essere divenendo di fatto non appetibile per nessuno ed questo il vero motivo che non sono tutelati da nessuna maggioranza e movimento politico”.

“Il vero cambiamento è una presa di coscienza che la lotta si può e deve fare ma iniziando da loro stessi, i tempi di delegare ad altri la propria vita ed il proprio lavoro sono finiti. Gridare ed inveire non porta nessun risultato, prendiamo esempio dai nostri politici, ci salassano, ci insultano, ci schiavizzano, ci derubano con stipendi e privilegi, fanno di tutto per tutelare i loro interessi, non si scompongono mai di fronte alle critiche, per loro contano i fatti…….le loro poltrone, e noi a quando la rivincita?” – conclude Caterino.