Amianto e scocche d’auto abbandonati ad Andria, la terribile scoperta del prof. Martiradonna “rischi tossicità molto alti” – foto

Lo scorso 8 luglio 2018, i volontari AIB Federiciani guidati dal prof. Franesco Martiradonna (Associazioni “Ambiente e/è Vita Onlus” e “Nat. Federiciana Verde Onlus“) mentre sostavano sul pianale del Maniero, per il servizio antincendio insieme agli operai Regionali dell’ARIF, hanno avvistato del fumo all’orizzonte (SUD). Martiradonna ha quindi chiamato la SOUP comunicando alla stessa l’avvistamento e avviando l’intervento di individuazione e accertamento dell’incendio, erano le ore 18:25 quando si è partiti dal pianale. Foto:

Strada facendo, sulla SP 174, la ronda ha individuato scarti della molitura delle olive erano ancora accesi all’altezza della contrada Bosco di Spirito. Si riprende la strada per arrivare a Lama di Corvo. Arrivati sul posto si individua che il principio l’incendio coincideva sul bordo di una strada vicinale e che si esauriva e/o spegneva da solo, erano le ore 18:45 quindi si procede a telefonare per comunicare all’ARIF & SOUP. Mentre lo scrivente stava telefonando alla SOUP per comunicarli che il tutto rientrava nella normalità e si chiudeva l’intervento AIB, il volontario Riki faceva notare che sotto il Cavalcavia di Lama di Corvo si individuavano delle scocche di auto. Terminate le telefonate la ronda è scesa sotto il ponte e visto quello che si trovava si prendono le coordinate/ Lat. 41° 8′ 42,64” N & Long. 16° 10′ 24,49” E. Le scocche d’auto:

Si ispeziona tutti i sottoponte dove si trovavano le sette scocche d’auto e si individuano inoltre del materiale altamente pericoloso, come l’amianto e in più sono stati riversati nell’ambiente dei mobili da cucina e camera da letto, materassi e delle coperte, molti altri oggetti vari, e infine dei copertoni di trattori e auto varie ma tra questi quello che fa più scalpore i venti frigoriferi. L’amianto ritrovato:

Dopo la verifica d’individuazione di eventuali particolari dei mezzi, che non ci sono stati, i volontari hanno ripreso il giro di controllo. “Se questi rifiuti speciali non verranno recuperati, qualche malato di piromania potrebbe realmente mettere in pericolo l’ambiente tutto, quando questi bruceranno sprigionano dei fumi altamente tossici“.