In occasione del 33° anniversario dell’attentato mafioso costato la vita al giudice Borsellino e alla sua scorta, l’Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana (Apamri) ne celebra la memoria. A celebrare l’evento il presidente dei parlamentari di Apamri – l’On. Carla Giuliano; il vice presidente – l’On. Beatriz Colombo – e l’On. Maria Stefania Marino, con il presidente Nazionale degli insigniti dell’Ass. Apamri Cav. Uff. Riccardo Di Matteo e il segretario generale, Comm. Michele Grillo.

In occasione del 33° anniversario della strage di Via D’Amelio, l’APAMRI – Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana – si unisce al ricordo commosso del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, vittime dell’attentato mafioso del 19 luglio 1992. Una tragedia incisa nella coscienza della Repubblica, che ancora oggi rappresenta un simbolo della lotta alla mafia e del valore del sacrificio in nome dello Stato di diritto. A nome dell’Associazione, il presidente onorario Cav di Gran Croce Giuseppe Trieste e tutti gli onorevoli senatori e membri che ne fanno parte il presidente Riccardo Di Matteo e il Segretario Generale funzionario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rilasciano una dichiarazione ufficiale:
«Oggi l’Italia si stringe nel ricordo di Paolo Borsellino, un uomo che ha sacrificato la propria vita per la legalità, la verità e la giustizia. Il suo esempio non appartiene solo alla storia della magistratura italiana, ma a tutti noi cittadini. Come APAMRI, associazione che riunisce le voci di coloro che hanno onorato la Repubblica con meriti civili e istituzionali, sentiamo il dovere di custodire la memoria del suo coraggio. Borsellino rappresenta un valore che non invecchia: la coerenza, la dignità e la lotta senza compromessi contro il male.»

La commemorazione di oggi non è solo un dovere istituzionale, ma un atto di responsabilità civile, per mantenere vivo il ricordo di chi ha pagato con la vita l’impegno per uno Stato libero dalla mafia. I nomi di Catalano, Cosina, Li Muli, Loi e Traina non devono mai essere dimenticati: uomini e donne dello Stato che hanno scelto il dovere, anche a costo della vita. L’APAMRI rinnova così il proprio impegno nella promozione dei valori di legalità, democrazia e responsabilità istituzionale, anche attraverso iniziative dedicate alle nuove generazioni, affinché il sacrificio del giudice Borsellino e della sua scorta continui a essere una lezione viva e presente.
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