Andria: a Villa Gaia i dipendenti sono senza stipendio e i vertici della cooperativa disertano il tavolo della trattativa

Da un anno senza stipendio e le lavoratici che, intanto, hanno deciso di andare via, con le prime dimissioni firmate nella scorsa estate, non hanno ancora visto neanche un centesimo di Tfr, benché si suppone che debba essere accantonato. È la vertenza che riguarda Villa Gaia, la cooperativa sociale che ad Andria svolge una serie di attività riferite all’assistenza ed ai servizi alla persona, giunta ad un punto della trattativa in cui i vertici della cooperativa non solo non si presentano al tavolo della trattativa, convocato ieri pomeriggio a Palazzo di Città dal sindaco Nicola Giorgino, ma pongono il sindacato di fronte ad un “aut aut”.

Per garantire ai lavoratori il rispetto dei loro diritti, ed in particolare la retribuzione che egli spetta, la Cgil aveva avanzato la proposta di rateizzazione delle spettanze arretrate in 12 mesi, fatta salva la certificazione dei crediti vantati dalla cooperativa ed un piano di servizi da offrire alla collettività tale da garantire la continuità delle attività. Di fronte a queste istanze, Villa Gaia risponde con una diversa proposta di accordo, ovvero con una riduzione del 12 percento delle retribuzioni maturate ed una rateizzazione fino a sei anni del Tfr senza alcuna certificazione della provenienza dei crediti vantati.

L’ultimo atto riguarda una lettera inviata al sindacato dal legale di Villa Gaia in cui si legge che la Cgil avrebbe “un evidente interesse… a danneggiare irreparabilmente la cooperativa e quanti vi lavorano” e nella stessa si annuncia l’assenza di Villa Gaia ad un tavolo convocato presso il Comune di Andria perché “non si crede che porterà alcun effetto pratico”. Ed infatti così è stato, Villa Gaia ieri pomeriggio non si è presentata.
Siamo di fronte a scorrettezze nei confronti dei lavoratori e anche a sgarbo istituzionale verso il sindaco Nicola Giorgino che ci ha convocati per dirimere il contenzioso. Un atteggiamento di arroganza che si palesa in più questioni: innanzitutto sul fronte della trattativa mettendoci davanti ad un aut aut, queste sono le proposte, prendere o lasciare senza considerare, invece, il nostro atteggiamento di apertura dimostrato dal fatto che non abbiamo posto in esecuzione alcuno dei titoli esecutivi che il Tribunale di Trani ha concesso sino al termine delle trattative”, spiega il segretario generale della Cgil Bat, Giuseppe Deleonardis.

Sembra che Villa Gaia voglia dare a noi responsabilità che non ci appartengono e che riguardano la gestione, forse i vertici della cooperativa hanno altre idee in testa per il futuro e stanno cercando un capro espiatorio. Ulteriore scorrettezza si evince nel tentativo di creare divisione con le altre organizzazioni sindacali, infatti Villa Gaia, invece di impegnarsi nel ricercare soluzioni alternative, preferisce attaccare la Cgil che, guarda, caso, rappresenta i lavoratori rei di non aver accettato le condizioni capestro proposte. Lavoratrici, peraltro, non più dipendenti a seguito di licenziamento da luglio 2018 di una parte, di dimissioni per giusta causa nel secondo semestre del 2018 e di procedure di licenziamento collettivo ai sensi della 223. Noi andremo avanti nella difesa dei nostri iscritti per ricevere fino all’ultimo centesimo delle loro retribuzioni e dei Tfr”.

“Rivolgiamo, a questo punto, un appello al Sindaco, affinché, l’Ente versi direttamente ai lavoratori i fondi che deve alla cooperativa per i servizi che ha garantito per conto della committenza, in modo tale che questi addetti possano subito recuperare ciò che gli spetta. Ci spiace dover constatare come questo sia un esempio di cooperativa che utilizza risorse pubbliche non garantendo lavoro di qualità e rispetto dei diritti individuali. È evidente che il pubblico deve vigilare su queste anomalie ed intervenire, posto che il sindaco Giorgino, in particolare, fin qui ha sempre rispettato gli impegni assunti e gli accordi fatti, così come stabilito nel protocollo sulle relazioni sindacali e sulla legalità negli appalti. A questo punto, anche i soldi che arriveranno dallo Stato conseguenti al piano di riequilibrio, destinati in parte alla cooperativa, devono essere bloccati in favore dei lavoratori”, conclude Deleonardis.